Biathlon, Botn è il re dell’Individuale. Giacomel sesto

Ad Anterselva azzurri protagonisti ma fuori dal podio. Il norvegese aveva visto morire l’amico e compagno di squadra Bakken lo scorso dicembre a passo Lavazè

Antonio Simeoli, Inviato Ad Anterselva
Pienone ad Anterselba per il biathlon
Pienone ad Anterselba per il biathlon

Nella giostra dell’Individuale olimpico, 20 km sugli sci e quattro poligoni sale il norvegese Johan- Olav Botn dominatore della prima parte di coppa, poi ammalatosi e toccato da vicino dalla morte del compagno di squadra nel ritiro di Passo Lavazè poco prima di Natale. Secondo il francese Perrot già oro in staffetta mista domenica. Terzo altro norvegese Legreid.

L’azzurro Tommaso Giacomel? Sesto, nonostante i tre errori al poligono che pesano enormemente. Ma la sua gara anche in chiave Sprint di venerdì e’ solidissima, terzo tempo sugli sci. Accolto da una ovazione. Undicesimo Hofer.

Si corre l’individuale olimpico maschile ad Anterselva. Lo stadio del biathlon è ancora una volta stracolmo. Tutti gli occhi degli azzurri sono puntati su Tommaso Giacomel, ci sono anche Zeni, Brainhofer e naturalmente Lukas Hofer reduce come Tommaso dall’Argentina nella mista di domenica.

Gli avversari degli azzurri fanno tremare i polsi. È una cronometro sugli sci di 20 km, la piu’ lunga distanza nel biathlon. In mezzo 4 poligono, due distesi e due in piedi alternati. Chi sbaglia un colpo si prende un minuto di penalità. Chi sbaglia paga, salatissimo.

La rumba tra i big la apre alle alle 13.49 il francese Perrot che vola subito col pettorale numero 38. Poi lo svedese Damuellson, Hofer parte alle 13.55 col pettorale 50, Giacomel col 52 un minuto dopo. Poi gli altri favoriti: i norvegesi Uldal, Botn e Laegreid. Poi i francesi Jaquelin (quello che gareggia con l’orecchino di Pantani) e Fillon Maillet. Tutti i grandi del biathlon. Il primo giro con poligono di Perrot è da marziano vero. Samuellson non sbaglia ma e’ indietro sugli sci.

Va bene, immacolato al poligono anche Brainhofer, che completa il primo giro sotto i 10 minuti ma sbaglia poi al terzo da terra. . Hofer non sbaglia al primo poligono. Giacomel sbaglia un colpo e così già compromette la sua gara.

Poi però Perrot sbaglia in piedi una volta, ed emerge il norvegese Leigreid immacolato dopo due poligoni così come gli svedesi Samuellson e soprattutto Ponsiluoma. Arriva Hofer al terzo poligono: immacolato. Per Giacomel è già decisivo il secondo poligono. Non deve sbagliare. Forza al tiro e esce dalla lotta per le medaglie perché sbaglia un altro colpo. È a oltre due minuti di ritardo. L’Italia si affida agli sci e alla carabina del vecchio Hofer, che corre in casa ed è acclamato dalla gente.

Risale Perrot, a cronometro tra poligoni e tratti sugli sci gli atleti che si susseguono al poligono sono uno spettacolo continuo. La gara è entusiasmante. Si comporta bene l’altoatesino Braunhofer nelle retrovie acclamato dalla gente.

La fatica si fa sentire nelle gambe e arrivare al poligono con le gambe pesanti anche per la quota, 1.600 metri, di Anterselva è una disdetta. Samuellson sbaglia due volte, ed era in testa al terzo poligono. Incredibile.

Alle 14.25 Hofer arriva al terzo poligono. Prende i primi quattro, sbaglia l’ultimo. Proprio l’ultimo e si gioca una possibile medaglia. Giacomel fa percorso netto, raggiunge Hofer. Gli italiani sono quinti e sesti. Ma devono ancora arrivare i norvegesi.

Infatti Botn fa 5 su 5 e va in testa, a inizio stagione dominava poi si e’ ammalato e, soprattutto, e’ stato scosso dal dramma dell’amico. Nel frullatore dell’Individuale olimpico la lotta a distanza e’ tra il francese Perrot e il norvegese Botn. In chiave staffetta azzurra, comunque, incoraggianti le prove di Brainhofer e Zeni. Ultimo poligono: Samuellson due errori e fuori. E dire che vedeva la medaglia. Alle 14.36 italiani al poligono: provano il tutto per tutto, altro errore. Sbaglia due volte Hofer. Fuori andhe lui.

Eccolo il duello tra Botn e Perrot vincitori delle due individuali di questa stagione di Coppa. Perrot arriva, poco dopo va al poligono il norvegese che non sbaglia e regala una storia da urlo. Vola. Egli ultimi 4 km e va a prendersi l’ oro indice al cielo. Per l’amico. Terzo Legreid.

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