Stefania Constantini, chi è la regina azzurra del curling che sta facendo impazzire l’Italia
Il bronzo a Milano Cortina, dopo l’oro a Pechino nel 2022: età, scuola, lavoro e sport. «Tra me e il curling è stato amore a prima vista»

Il bronzo conquistato oggi, martedì 10 febbraio, insieme ad Amos Mosaner, completa il cerchio e allo stesso tempo ne apre un altro. Per Stefania Constantini, 26 anni, non è una medaglia di consolazione, ma la conferma di un percorso che, a distanza di anni dall’oro olimpico di Pechino, continua a produrre risultati, solidità e maturità sportiva. Sul ghiaccio di Milano Cortina, davanti al pubblico di casa, la coppia azzurra ha trovato una risposta immediata alla semifinale persa e ha riportato l’Italia sul podio, aggiungendo un altro capitolo a una carriera che ha già superato molte soglie simboliche.
Nata il 15 aprile 1999 all’ospedale di Pieve di Cadore, Constantini è cresciuta a Cortina d’Ampezzo con un equilibrio non scontato tra scuola, lavoro e sport. Un percorso lineare solo in apparenza, costruito senza scorciatoie. Prima lo studio, poi l’ingresso nel mondo del lavoro, sempre con un obiettivo chiaro in testa: diventare un’atleta olimpica. Obiettivo centrato, e superato, già al debutto ai Giochi, con quell’oro nel doppio misto che nel 2022 ha cambiato la percezione del curling in Italia. A distanza di tempo, il bronzo di oggi restituisce l’immagine di un’atleta capace di restare competitiva anche quando le aspettative sono alte e il contesto è più complesso.

L’incontro con il curling avviene presto. Stefania ha otto anni quando si avvicina per la prima volta a questo sport. «Da piccola sciavo. Poi mi sono spostata di frazione qui a Cortina ed ho conosciuto Giulia Morona, che quando avevo 8 anni mi ha consigliato di andare a provare questo sport. È stato amore a prima vista». Un passaggio decisivo, nato quasi per gioco, che negli anni si trasforma in una scelta consapevole. Morona, oggi, è rimasta una figura chiave anche sul piano umano, testimone di un percorso che si è sviluppato con gradualità e perseveranza.

Gli inizi sono al Curling Club Olimpia, sotto la guida di Giulia Lacedelli. Poco dopo arriva il passaggio al Curling Club Dolomiti, dove Stefania trova come allenatore Alessandro Zisa. La crescita è rapida. Nel 2016 arriva la prima esperienza internazionale di rilievo con la partecipazione ai Giochi olimpici giovanili di Lillehammer. L’anno successivo il bronzo europeo a San Gallo, risultato che la proietta stabilmente nel panorama continentale. Ma nello stesso periodo arriva anche una delle battute d’arresto più difficili: l’eliminazione all’ultima stone nel torneo di qualificazione ai Giochi del 2018 con la nazionale femminile. Un episodio che segna, ma non interrompe il percorso.
Constantini prende parte ai Mondiali del 2018 e del 2021, accumulando esperienza ad alto livello. Nel frattempo conclude il ciclo di studi all’Istituto tecnico economico di Cortina, diplomandosi con il voto di 100. «È sempre stata brava a scuola», ricorda l’amica e compagna di classe Debora Lancedelli, «riusciva ad eccellere nonostante le assenze dovute agli impegni sportivi». Un dettaglio che racconta più di molti risultati: la capacità di organizzare il tempo, di non rinunciare a nulla, di reggere carichi diversi senza perdere equilibrio.

Dopo il diploma, Stefania si concede un anno sabbatico per dedicarsi interamente al curling. In seguito inizia a lavorare nel punto vendita North Face di Cortina, trovando un contesto disponibile a gestire i suoi impegni agonistici. Da poco tempo è entrata a far parte delle Fiamme Oro, pur continuando l’attività sportiva con il Club Dolomiti. Una scelta che le consente di concentrarsi esclusivamente sull’allenamento e sulla competizione, con una prospettiva di lungo periodo.
Sul piano personale, Constantini resta profondamente legata alla famiglia: mamma, papà, due fratelli, i nonni. E c’è anche il fidanzato Domenico, portiere di hockey a Dobbiaco in IHL. Un contesto stabile, che ha accompagnato una crescita sportiva mai disgiunta da quella umana.
Nel frattempo, attorno a lei, il curling è diventato un fenomeno mediatico. I numeri social lo raccontano con chiarezza: prima dei Giochi il profilo Instagram contava poche centinaia di follower, oggi sono decine di migliaia. Ma il dato più significativo è un altro: l’interesse diffuso verso uno sport che, grazie anche alle imprese di Stefania e Amos Mosaner, ha trovato un pubblico nuovo, curioso, trasversale.
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