Olimpiadi, danni milionari alla pista da bob. Un verbale stronca la gestione
Il documento, redatto il 25 febbraio, evidenzia lesioni strutturali subite durante le competizioni dei Giochi di Milano Cortina. Fondazione Mico: «Sistemeremo nei tempi stabiliti»

Danni milionari allo Sliding centre di Cortina: partono le carte bollate. Dopo l’inchiesta sulla cabinovia, si apre un altro caso nella Regina delle Dolomiti: il 25 febbraio è stato redatto un verbale di sopralluogo di controllo dello Sliding centre per constatare le condizioni dell’impianto a fine Giochi. Il documento, di ben 45 pagine, evidenzia numerosi danni subiti dalla struttura durante le competizioni olimpiche. Danni che raggiungerebbero nel complesso cifre ben oltre il milione di euro (secondo le prime stime da verificare).
Cosa è accaduto
I tecnici incaricati hanno realizzato il sopralluogo alla pista da bob al fine di verificare lo stato di consistenza di tutte le parti d’opera e funzionali dello Sliding centre. La relazione ha dato una completa rappresentazione dello stato dell’arte della “Eugenio Monti”, a seguito dell’ultimo evento olimpico di Milano Cortina 2026, con termine delle attività sul Csc.
In generale, i tecnici hanno riscontrato una condizione del sito che è risultato in stato «di quasi abbandono». A parte le lavorazioni relative allo smontaggio di alcune delle opere temporanee (ad esempio i ledwall per gli spettatori), gli spazi sono stati lasciati «in assenza di qualsiasi pulizia, riordino o sistemazione del caso. Quasi tutte le aree degli edifici sono state lasciate aperti, anche locali tecnici come la “control room” dell’edificio di arrivo, la quale contiene strumentazioni del valore di centinaia di migliaia di euro».
Le parti strutturali danneggiate
I tecnici hanno fatto una approfondita verifica ispettiva, bollata da carte ufficiali e firmate con tanto di foto inserimenti. Nel documento sono stati pubblicati i principali danni riscontrati: manometri e tende di protezione pista rotti, canali di posa e isolamento danneggiati, tubi piegati, viti di fissaggio delle sponde allentate o assenti, scatole di diramazione staccate, scatole elettriche schiacciate, cavi elettrici volanti o staccati (in certi casi), reti parapetto rovinate, cartongessi e portoni danneggiati, cavi scollegati o tagliati.
Il triangolo degli attori
Per capire bene cosa sta accadendo e chi sono gli attori coinvolti nella vicenda, è bene fare un passo indietro. Il cantiere dello Sliding centre è stato gestito fino a pochi mesi fa da Simico, la società che svolge tutte le attività di realizzazione delle opere connesse allo svolgimento dei Giochi del 2026. Simico, a ridosso dell’inizio dei Giochi olimpici, ha ceduto al Comune di Cortina l’impianto, finito e funzionante nelle sue parti essenziali, con la postilla che una volta finite le gare di bob, skeleton e slittino delle Olimpiadi sarebbe tornato in mano a Saldini per concludere le ultime lavorazioni.
L’amministrazione ampezzana, a sua volta, ha ceduto la gestione della struttura a Fondazione Milano Cortina per il periodo olimpico fino a fine marzo: «Dobbiamo riconsegnare l’impianto a fine marzo», commenta Fondazione MiCo, «e lo faremo sistemando tutto nei tempi stabiliti». Terminato il periodo, l’impianto passerà nuovamente in mano al Comune di Cortina, che lo riconsegnerà a Simico. A quel punto la Società infrastrutture dovrà concludere tutte le lavorazioni finali per la consegna definitiva dell’opera all’amministrazione.
Riproduzione riservata © il Nord Est









