Chi è Davide Ghiotto, il pattinatore di velocità vicentino che ha vinto l’oro nell’inseguimento

Originario di Altavilla Vicentina, si allena da quando aveva sette anni. Suo il record sui diecimila metri alla Coppa del Mondo di Calgary, tagliando il traguardo in 12 minuti e mezzo.

Costanza Francesconi, Edoardo Fioretto
Davide Ghiotto (fascia bianca) festeggia con i compagni di squadra: Andrea Giovannini (rossa) e Michele Malfatti (blu) dopo la vittoria contro gli Stati Uniti
Davide Ghiotto (fascia bianca) festeggia con i compagni di squadra: Andrea Giovannini (rossa) e Michele Malfatti (blu) dopo la vittoria contro gli Stati Uniti

L’oro nell’inseguimento a squadre non è arrivato per caso: è il punto d’arrivo di una carriera costruita sulla resistenza e sulla ripetizione, sul gusto di “stare dentro” la fatica fino a farla diventare ritmo. Ai Giochi di Milano Cortina, Davide Ghiotto ha trascinato l’Italia sul gradino più alto del team pursuit (inseguimento a squadre) insieme ad Andrea Giovannini e Michele Malfatti, completando una prova di grande regolarità e cambi puliti, premiata con il titolo olimpico.

A guidare il trenino azzurro allo Speed Skating Stadium di Milano era proprio il veneto Ghiotto: nato il 3 dicembre 1993 a Vicenza, e cresciuto ad Altavilla Vicentina. Prima del ghiaccio c’erano le rotelle: ha iniziato da bambino nel pattinaggio corsa su roller e solo dal 2013 si è dedicato stabilmente alla pista lunga, fino a diventare uno specialista delle distanze lunghe e, negli ultimi anni, un perno anche dell’inseguimento a squadre.

Davide Ghiotto, in testa, durante la prova finale dell'inseguimento a squadre: dietro di lui Andrea Giovannini e Michele Malfatti
Davide Ghiotto, in testa, durante la prova finale dell'inseguimento a squadre: dietro di lui Andrea Giovannini e Michele Malfatti

Il suo primo salto “globale” arriva a Pechino 2022, quando conquista il bronzo olimpico nei 10.000 metri. Da lì in avanti, la curva è salita. Nel 2023, ai Mondiali su singole distanze, si prende l’oro nei 10.000 e l’argento nei 5. 000; nel 2024 replica l’oro nei 10. 000 e vince anche il titolo nell’inseguimento a squadre, alimentando la trasformazione dell’Italia in una nazionale da podio non solo “di maratona”, ma anche di squadra. Nel gennaio 2025, in Coppa del Mondo a Calgary, firma uno dei record più pesanti del pattinaggio azzurro: 12’25”69 nei 10.000 metri, nuovo primato mondiale, strappato a Nils van der Poel.

Un dettaglio utile per leggere la sua crescita: tra il 2023 e il 2025 Ghiotto ha messo insieme tre ori mondiali consecutivi sui 10.000, una continuità rara anche per le grandi scuole nordiche, e nel 2024 ha vinto la Coppa del Mondo delle distanze lunghe. Dietro c’è un lavoro tecnico impostato con Maurizio Marchetto e con un gruppo che ha trasformato l’inseguimento in una prova “da pista lunga”, fatta di ritmo e disciplina.

Fuori dalla pista, Ghiotto è un personaggio atipico per lo sport ad alta intensità: ha una laurea in filosofia e racconta spesso la passione per la lettura e per il ciclismo, eredità anche familiare. È una curiosità che spiega bene il suo stile: ragionato, metodico, poco incline all’enfasi. Sul ghiaccio, però, i numeri sono netti: un bronzo olimpico nei 10.000 e (adesso) un oro olimpico nel team pursuit, più un record mondiale che lo ha messo al centro dell’élite delle distanze lunghe.

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