Nicola Romanin, il sogno olimpico continua: «Ora voglio recuperare e dare tutto»

Nicola Romanin racconta l’emozione della staffetta olimpica e guarda alla Mass Start di venerdì, conquistata dopo Sprint e Inseguimento. “È la gara più bella che esiste, ora voglio recuperare e dare tutto”

Antonio Simeoli
Nicola Romanin
Nicola Romanin

Ha preso il testimone da Lukas Hofer quando la staffetta italiana, anche a causa di materiali inadeguati con quel tipo di neve che continuava ad accumularsi sul percorso (“Il loro è un lavoro difficile e si può sbagliare, sono certo che troveranno una soluzione” ha detto Tommaso Giacomel), era già fuori dei giochi. Ha provato a fare la sua gara difendendosi anche al poligono dove ha utilizzato solo una ricarica per un errore al primo poligono disteso.
Insomma il carnico Nicola Romanin, 31 anni di Forni di Sopra, è restato a galla facendo il suo.
Ma soprattutto per Romanin correre la staffetta olimpica, lui che fino a due mesi fa nemmeno faceva le gare di Coppa del mondo, è stato un sogno che si è realizzato.
“ll mio sogno era essere qua in generale – ha detto l’atleta dell’Esercito in zona mista dopo la gara - ma anche esserci per partecipare alla staffetta che secondo me è la gara più bella che esiste nel biathlon, perché mette insieme quattro personalità, quattro atleti che danno tutto per la propria nazione, purtroppo non è andata come sognavamo e ci auguravamo” .
“Comunque – ha continuato il carnico di Forni Avoltri, un atleta che ha reo orgogliosa tutta la sua comunità - abbiamo dato tutti il massimo e abbiamo sputato sangue per cercare tutti quanti di fare il nostro meglio. Poi è stato come sempre una grande emozione, ma credo sia stato il giorno più rumoroso, in salita nella radura non si sentiva neanche il proprio respiro.”
Chiediamo a Romann quanto sia stato complicato iniziare a correre la gara dei suoi sogni con il risultato per i suoi già compromesso.
“Ho pensato a fare la mia gara - ha detto - come mi hanno detto anche gli allenatori in pista, come se fosse una sprint. E quello ho fatto, perché anche se sei fuori dai giochi un obiettivo può essere sempre quello di migliorare e prenderlo come un allenamento. Nel biathlon non si sa mai, davanti a me potevano girare, e io con i miei zero sarei potuto tornare in corsa, nel biathlon non bisogna mai abbattersi, è sempre tutto aperto.”
Ma l’Olimpiade del carnico non è ancora finita, venerdì c’è la Mass Start, gara in cui 30 atleti partono tutti insieme e che si è conquistata con i risultati nella Sprint e nell’Inseguimento del week end e che non ha mai corso in Coppa del mondo. Insomma, per lui sarà un’altra prima volta nella prima volta.
“Intanto l’obiettivo principale è sicuramente recuperare – ammette - perché questi 7,5km mi hanno stancato più delle altre gare perché sono andato proprio oltre a quello che il mio fisico dava, quindi adesso in questi due giorni cercherò di reintegrare il più possibile, e mettere a posto gli ultimi dettagli per l’ultima gara. Sarà una grande emozione perché non ho mai partecipato ad una Mass a 30, ho fatto solo le Mass 60 di IBU Cup, quindi sarà una cosa nuova a 31 anni e alle Olimpiadi!”

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