Inchingolo, Gruppo Fs: «Un’Olimpiade a misura di treno»
Il manager di Ferrovie dello Stato Italiane racconta come è stato gestito il piano mobilità dei Giochi. «Sono stati fatti numerosi investimenti per potenziare il trasporto veneto su ferro e gomma»

Il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, premium partner dei Giochi olimpici e paralimpici 2026, ha realizzato per la manifestazione un piano di mobilità capillare. Grazie ad un investimento complessivo di circa 650 milioni di euro, di cui 120 cofinanziati dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Rfi è intervenuta su dieci stazioni situate nelle principali aree olimpiche di Lombardia, Trentino-Alto Adige e Veneto.
Giuseppe Inchingolo, chief corporate affairs, communication & sustainability officer di Ferrovie dello Stato Italiane, dopo aver concluso una bella sciata sulle piste del Faloria, ci racconta nel dettaglio l’intervento fatto dal Gruppo, con particolare focus sul Veneto.
«Sciare a Cortina è sempre meraviglioso», afferma Inchingolo. «È stata una giornata pazzesca: la neve era perfetta, una condizione che tutti gli sciatori sognano. Abbiamo fatto anche una gara, ma a quella non ho partecipato».
Niente medaglia olimpica, quindi?
«Niente medaglia (ride, ndr), ho cercato di limitare i danni e divertirmi».
Lei frequenta regolarmente Cortina?
«Sì, quando la frequentavo da piccolo sognavo le Olimpiadi guardando il palazzetto del ghiaccio: immaginavo quello che poteva essere il clima olimpico».
Un sogno che ora si è avverato.
«Si, è così»
Lei è manager del Gruppo Fs: a differenza di tutti gli altri attori coinvolti nei Giochi, avete fatto tanti investimenti che riguardano tutta la provincia: Ponte nelle Alpi, Feltre, Belluno e Longarone.
«Si, il Gruppo Ferrovie dello Stato svolge un doppio ruolo: il primo è la mobilità, di cui si occuperà per tutta la durata delle Olimpiadi e Paralimpiadi, con corse straordinarie Frecciarossa (quindi mobilità su ferro) e Bus Italia (su gomma). In queste prime Olimpiadi diffuse ci stiamo occupando del trasporto degli atleti e del pubblico: una particolarità che ha delle difficoltà oggettive nei trasporti».
Siete pronti?
«Noi siamo pronti, abbiamo organizzato delle squadre importanti. Tenete conto che nei giorni di punta ci saranno addirittura più di 500 mezzi Bus Italia che collegheranno le varie città olimpiche».
State quindi sperimentando nuovi servizi?
«Si e probabilmente resteranno anche successivamente: vogliamo offrire ai turisti che arrivano qui una chance di mobilità alternativa. Vogliamo permettere alle persone di arrivare a Cortina e, viceversa, all’Aeroporto di Venezia, Treviso o Verona, attraverso sistemi di intermodalità, in un tempo molto più veloce rispetto al passato».
Mobilità più veloce, senza macchina, quindi senza pensieri legati anche alle condizioni meteorologiche.
«Assolutamente sì».
Ma parlava di un vostro secondo ruolo. Quale?
«Abbiamo avuto un altro ruolo ante-Olimpiadi, che ci ha visto protagonisti in modo importante, perché abbiamo sostanzialmente ridisegnato parte della mobilità infrastrutturale di questo territorio. Con Anas sono state rifatte strade, viadotti, gallerie importanti, che migliorano il raggiungimento di questa straordinaria area. Opere infrastrutturali al servizio del territorio, non solo dei Giochi».
Dove siete intervenuti?
«Sulla rete ferroviaria italiana, ad esempio: abbiamo ristrutturato 10 stazioni, lei ha citato le quattro di quest’area: sono tutti quanti investimenti strutturali».
Cosa vi aspettate, ora, in termini numerici per i Giochi?
«Soltanto per le settimane delle Olimpiadi, contiamo di trasportare più di 100.000 persone. Questo è un numero molto importante per quest’area».
Gli investimenti fatti resteranno in provincia, ne godranno tutti i cittadini. Ora che flussi ci dobbiamo aspettare alla fine della manifestazione olimpica?
«Si incrementa il turismo quando si offre un’esperienza positiva ed è questo quello che noi cerchiamo di fare attraverso queste Olimpiadi, ovvero offrire una modalità semplice, integrata, con tempi di percorrenza accettabili. Questo tipo di esperienza, poi, serve a far tornare il turista, perché la difficoltà di raggiungere determinate località influisce».
Lascerete un’eredità importante, come i Giochi del’56? .
«Io credo sia possibile ritornare ai fasti del passato dal punto di vista turistico, che poi è l’obiettivo di questo territorio e sono le richieste che ci sono state fatte. Noi abbiamo colto l’occasione per mixare gli interventi “spot” con l’evento, in modo da lasciare qualcosa di diverso a questo territorio».
Quale deve essere l’obiettivo di Cortina?
«Il sistema paese deve vincere questa sfida: i Giochi attraggono di per sé un pubblico mondiale. Quando si mixano le due parole, eventi e Italia, il tutto diventa un moltiplicatore esponenziale di opportunità. Il mondo guarderà queste Olimpiadi, tutto il pianeta guarderà le nostre strutture, i mezzi di trasporto, l’offerta turistica a 360 gradi. È un’occasione unica, da valorizzare».
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