Biathlon, la staffetta mista è pronta. Apre Giacomel, chiude Vittozzi
La sappadina Lisa Vittozzi è carica in vista dell’esordio domenica alle Olimpiadi di Milano Cortina: «Pronta a cacciare una medaglia in ogni gara che farò»

“Beng, beng!, il rumore è inconfondibile. È la carabina che al poligono colpisce i bersagli. Metti che è il giorno prima del via delle gare olimpiche di biathlon ad Anterselva e quei “beng, beng” si susseguono in modo impressionante. Signori, qui c’è un concentrato di talento della specialità incredibile. Intorno centinaia, sì centinaia, di volontari, operai e chi più ne ha più ne metta stanno completando i preparativi.
Va bene che quassù ogni anno si disputa una gara di Coppa del Mondo o che nel 2020 di sono svolti i Mondiali, ma una Olimpiade all’ombra delle splendide montagne verso l’Austria raggiungibile qui, d’estate, anche attraverso il Passo Stalle, roba di nicchia per chi va in bici, è sempre una Olimpiade.
Girano i campioni, sgasano sugli sci, rallentano, provano il finale insidioso. Fanno un giro a tutta poi rallentano. Ovviamente sparano al poligono. Poi devono parlare con la stampa. Il termometro indica lo zero o quasi, vabbè che le divise della Nazionale griffate Re Giorgio tengono caldo, ma stare un’ora e mezza al freddo a rispondere a tv e media inglese, tedesco e italiano non è roba comune.
Ci siamo capiti, l’ovattato mondo del calcio, ad esempio, dove appena fai una domanda in più l’addetto stampa di turno ti spara (per restare al poligono), è molto lontano. Arriva il ct azzurro, Klaus Höllrigl spiega, con gentilezza. Dà la notizia di giornata. Oggi, nella staffetta mista 4x6 km che alle 14.05, con diretta Rai e Discovery, aprirà i Giochi del biathlon, il primo frazionista sarà Tommaso Giacomel, 25 anni di Vipiteno, uno che si sta giocando la Coppa del mondo. Arriva in zona mista, dopo aver passato in rassegna tutti i giornalisti mondiali. Ormai è una star. «Quattro anni fa a Pechino ero giovane, adesso sono qui per prendermi quello che voglio. Spero di mostrare il miglior biathlon in queste settimane, sì adesso sono qui per vincere. Ci proverò in tutte le gare».
«Partire in prima frazione? - continua – a me non piace molto, ma faccio quel che mi chiedono». Dirompente nella valle è arrivata anche la notizia della doppietta argento-bronzo nella libera di Bormio. «Certo che l’abbiamo vista – spiega – sono molto felice. Domme se la meritava».
Domme è Paris, Hofer e Wierer, altoatesini come il bronzo della Stelvio e su per giù suoi coetanei, diranno la stessa cosa. Che bella sensazione di squadra che danno gli azzurri, anche se le Olimpiadi diffuse li hanno distanziati da una parte all’altra delle Alpi.
Chiude Giacomel: «Correrò anche per mio papà Fabio che era fondista di Coppa, ma non l’hanno mai portato ai Giochi». Passa una star, la tedesca ultima vincitrice della Coppa del Mondo femminile Franziska Preuss. Ha 31 anni, è alla sua ultima stagione. Ha la mascherina. Come tanti altri. Qui anche un raffreddore può mandare all’aria il sogno d’una vita, meglio non rischiare.
Lukas Hofer? Se chiude gli occhi completa la pista da quanto la conosce da bimbo: «Stiamo bene, governiamo la pressione anche se comincia a salire in queste ore vedendo tutti voi (ndr scherza con i media), ma la si supera con concentrazione e lavoro» .
Fila in pista, intanto, con una forma invidiabile lo skimen azzurro Giorgio Di Centa. Vola ancora sugli sci anche a 53 anni, il doppio oro nel fondo a Torino 2006, corre a portare una cassettina degli attrezzi al camion officina, c’è da ultimare la preparazione degli sci.
Se corri in casa la sciolina certo non la puoi sbagliare. Arriva la sappadina Lisa Vittozzi, gira e rigira la più grande speranza di medaglia del Nord Est. Avrà tanti tifosi oggi qui dalla sua Sappada, anche se il suo fan club in pullman arriverà sabato per la Sprint.
«Sto bene – dice – arrivo da una stagione importante in cui sono tornata e bene dopo un anno di stop. Il tiro va bene, mi sento in forma, sono qui a giocarmi le mie carte in tutte le gare, poi alla fine tireremo le somme». Si è dipinta le unghie d’un color ciclamino. La pressione? Anche per dover chiudere la staffetta, al contrario, ad esempio, di come avviene in Coppa del mondo, vedi ad esempio la recente prova con vittoria di Nove Mesto, quando le danze le chiusero i maschi e Giacomel in particolare? «Grazie per avermelo ricordato – sorride la fresca 31enne dei Carabinieri –. È vero l’ultima frazione è quella più delicata, ma ormai sono capace di gestirle queste cose». Svezia, Norvegia e Francia: ecco i nomi da tenere d’occhio. Una delle quattro cadrà giù dal podio
. Lisa se ne va mangiando un Chupa chups. Dorothea Wierer, 35 anni, all’ultima recita a casa sua arriva al punto: «Qui abbiamo fatto già Coppe del mondo e il Mondiale nel 2020, che valeva una Olimpiade per noi. Adesso stiamo concentrati. Avete visto i ragazzi della Libera». Doro sul caso doping di Rebecca Passler riflette: «È una amica, le ho scritto, stiamole vicino». Dice che le è piaciuta un sacco la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi. Va in hotel dopo un’ora e mezza di interviste. Come gli altri Bellissimo. Come bellissimi i suoi orecchini, brillantino con accanto il tricolore. Doro sa quel che vuole. Fidiamoci di lei.
Riproduzione riservata © il Nord Est









