Graz è determinato: «Semplice, è il sogno dei sogni»

L’intervista: volto dello sci di fondo, sappafino, Davide Gotz tiene già alte le aspettative dei fan

Francesco Mazzolini
Il fondista di Sappada Davide Graz
Il fondista di Sappada Davide Graz

«Le Olimpiadi? Un traguardo e un punto di partenza». Le parole di Davide Graz, ambizioso talento sappadino del fondo azzurro chiamato a far parte della rappresentanza italiana che scenderà in pista a Milano-Cortina, dimostrano senso del dovere e maturità che, nonostante i 25 anni (il 5 marzo ne compirà 26), nello sport si conformano presto. Protagonista di una stagione di Coppa del Mondo in crescita, Davide si presenta davanti all’Olimpo in quella che lui stesso definisce la versione migliore di sé.

 

Davide, a che livello ti senti?

«Alto, adeguato agli standard della stagione e del periodo preolimpico. Sono fiducioso e soddisfatto di quello che sto esprimendo, anche se non mi considero arrivato. Sì, sento il miglioramento».

È complicato programmare il lavoro nel fondo moderno?

«Non è facile. Ogni atleta è a sé. Però sto iniziando a conoscermi e credo sia questo a fare la differenza: capire chi sei, come reagisci, cosa ti serve. Sei tu l’artefice del tuo destino».

Qual è la tua attuale preoccupazione?

«Sicuramente le influenze e i piccoli problemi fisici».

Cosa rappresenta per te Milano-Cortina?

«Un traguardo e un punto di partenza. Arrivarci non è scontato: una percentuale minima di atleti ce la fa. Parliamo dei Giochi di casa, qualcosa di davvero eccezionale».

Che emozioni ti aspetti di provare?

«Sarà il sogno nel sogno. Ho già vissuto Pechino 2022 e l’ho trovata quasi disumana per le restrizioni dovute al Covid. Questa sarà diversa e conto che mi lascerà emozioni destinate a rimanere tra i ricordi più belli della mia vita».

Pronto per questa sfida?

«Sono in un periodo molto buono della carriera. Credo di essere il miglior Davide atleta visto finora. Spero di crescere ancora, ma sento di avvicinarmi al mio massimo. Venderò cara la pelle».

Se pensi a una medaglia olimpica, cosa provi?

«Sarebbe un sogno, e vado lì per provarci. Ma il mio obiettivo è arrivare alla versione migliore di me stesso. Se quella coinciderà con una medaglia, sarà perfetto».

Sentirai meno la nostalgia di casa a Cortina?

«Essere fuori 250 giorni all’anno non è semplice. Mi piace l’idea di essere vicino alla mia Sappada. È il posto dove voglio vivere: lì ritrovo il mio equilibrio».

Fuori dallo sport cosa è cambiato?

«Da qualche mese convivo con la mia compagna Nicole e sto iniziando a progettare la mia vita privata. Nel mio futuro ci sono sport e famiglia». ​​​​​​

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