Elia Barp, debutto a 5 cerchi. Il portabandiera Pellegrino: «Lacrime per l’emozione»

Primi azzurri in gara nello sci di fondo alle Olimpiadi

Ilario Tancon
I fondisti Federico Pellegrino e Elia Barp
I fondisti Federico Pellegrino e Elia Barp

È il giorno dell’esordio olimpico per Elia Barp. Il ragazzo che ha imparato a sciare con il Gruppo sportivo Castionese e poi è cresciuto allo Ski College Veneto di Falcade, classe 2002, alfiere delle Fiamme Gialle, indosserà il suo primo pettorale a cinque cerchi domenica 8 febbraio, nello skiathlon che prenderà il via alle 12.30.

Ci saranno da affrontare prima 10 chilometri in tecnica classica, poi 10 chilometri in tecnica libera. Con il ragazzo di Trichiana ci saranno l’amico e collega delle Fiamme Gialle, il sappadino di Cima Davide Graz (classe 2000), un altro giovane, il poliziotto piemontese Martino Carollo, classe 2003, e ovviamente il capitano degli azzurri, il veterano valdostano Federico Pellegrino.

Barp è il ragazzo che più di tutti gli altri è cresciuto, ottenendo risultati importanti in queste ultime stagioni. In questo inverno 2025-2026 è salito due volte sul podio di Coppa del Mondo, entrambe le volte nella team sprint, entrambe le volte secondo ed entrambe le volte insieme a Pellegrino.

Lo scorso 18 gennaio, a Oberhof (Germania) ha ottenuto il suo miglior piazzamento individuale fin qui in Coppa del mondo: quarto nella 10 chilometri in classico a cronometro, ad appena tre secondi dal podio. Nella classifica generale di Coppa è ottavo.

A questi Giochi punta forte sulla staffetta di domenica e sulla team sprint di mercoledì 18, insieme a Pellegrino. La sua forza è un talento naturale, accompagnato da una determinazione non comune.

Domenica in Val di Fiemme a tifare Elia ci sarà la famiglia, papà Beppi, mamma Barbara e il fratello (anche lui fondista) Dante. Ci sarà pure la fidanzata (pure lei fondista), Virginia Cena. E ci sarà lo zio Toni (granfondista, capitano dei Vasabroke Poiana) con la famiglia. Sarà presente, inoltre, un nutrito gruppo di appassionati di Falcade.

A parlare alla vigilia della prima gara olimpica è Pellegrino, venerdì sera portabandiera azzurro alla cerimonia di inaugurazione di Milano insieme ad Arianna Fontana. «Essere portabandiera alla cerimonia di apertura è stato qualcosa di emozionante, che mi ha segnato. È un orgoglio e una responsabilità rappresentare un movimento così competitivo e in cui credo molto. Qualche lacrima è caduta. Altre sono scese poche ora fa mentre durante l’allenamento ascoltavo la discesa di Bormio, con Franzoni e Paris a medaglia».

«Adesso cominciamo anche noi», ha detto ancora il poliziotto di Nus. «Le condizioni della neve non devono essere un alibi: le medaglie si assegnano solo dopo l’arrivo e se dovesse capitare il treno giusto, voglio e vogliamo essere pronti a salirci su».

Il fratello di Elia, Dante, classe 2007, portacolori dello Sci club Val Biois, nei prossimi giorni scenderà in pista sui tracciati della Val di Fiemme insieme ad altri ragazzi del comitato veneto Fisi.  Toccherà infatti ai ragazzi dei diversi comitati fare da apripista in occasione delle gare olimpiche. Un grande onore e una bellissima opportunità per vivere da vicino, dal di dentro, l’atmosfera olimpica. Un assaggio che è un auspicio.

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