Vittozzi delusa: «Mi rialzerò e la rabbia di solito mi aiuta»

La biatleta di Sappada 37esima nella 15 km della Olimpiadi, penalizzata dalla performance al poligono. Ma ci sono ancora la sprint e l’inseguimento

Antonio Simeoli
Lisa Vittozzi impegnata nella 15 km ad Anterselva
Lisa Vittozzi impegnata nella 15 km ad Anterselva

I tecnici azzurri passano accanto alla zona delle interviste, incrociano i francesi. «Complimenti bravi, siete stati ancora i più forti». Da poco all’Arena del biathlon di Anterselva è ancora suonata la Marsigliese. Julia Simon pigliatutto, dietro la solita Jeanmonnot, terza la sorprendente bulgara Hristova.

Il pubblico sfolla, quelli col tricolore, e sono tanti, hanno l’amaro in bocca. Tanti arrivano da Sappada, dal Friuli o dal Comelico, le zone di Lisa Vittozzi. La grande delusa da questa gara. Ex campionessa del mondo in questo format e già vincitrice di Coppe di specialità e gare, era molto attesa specie dopo la super frazione di staffetta mista di domenica quando aveva trascinato i compagni alla medaglia d’argento d’esordio.

Sorride amaramente Lisa e dice: «Non era la mia giornata al poligono, ci ho provato ed è andata così. Sicuramente ci saranno altre occasioni per provare a far bene e punterò su quello». Sbang.

Sì, non ha sparato bene la carabiniera. Sugli sci è andata veloce nei 15 km. È partita forte, è piombata al primo poligono distesa col terzo tempo. Ma ha commesso il primo errore al tiro iniziando così la sua lite con quei bersagli da colpire con la carabina a 50 metri di sistanza.  Vittozzi, nel giro successivo, ha continuato ad andare forte, ma quando al primo poligono in piedi ha fallito ancora una volta un colpo ha compromesso definitivamente la sua gara.

Perché l’Inseguimento è implacabile: Sbagli una volta e ti becchi una penalità di un minuto. È come a Monopoli quando becchi la casella sbagliata che ti fa ritornare al via. Sbagli due volte e fatichi ad entrare tra le dieci, sbagli di più e sprofondi ancor di più.

Al terzo poligono, con il terzo errore, la gara della sappadina così è virtualmente finita. Ha chiuso col 26° tempo provvisorio , diventato 37° finale quando aveva già cominciato a rispondere laconicamente alla raffica di interviste a tv ed altri media. Un risultato non da lei. È lei lo sa bene.

Azzardiamo e chiediamo. Poiché gli sci delle francesi sono velocissimi e accoppiato al talento delle ragazze d’oltralpe il mix è terrificante, non è che per provare a batterle le rivali devono provare ad accelerare i tempi di tiro, come ha fatto Vittozzi proprio sulla prima piazzola quando poi ha sbagliato il primo bersaglio centrando gli altri? La sua risposta spazza via tutto. Sicura. «Io faccio la mia gara, non guardo mai cosa fanno gli altri». È arrabbiata ma determinata la sappadina. Sabato qui si corre la Sprint, domenica l’Inseguimento, con le atlete chiamate a partire distanziate dai secondi accumulati in classifica il giorno prima.

Altro giro, altra corsa. «I bersagli certe volte li prendi e certe volte non entrano - spiega –. Bisogna accettarlo. Sicuramente non sono un’atleta che fa errori grossolani, ma nel biathlon conta prenderli i bersagli».

Riparte dalla condizione fisica la sappadina nei suo Giochi, i terzi della carriera: «Avevo un buon passo sugli sci, poi quando ero fuori gara ho mollato un po’, però fino a lì sono contenta – ha detto – . Le francesi sono forti erano le atlete da battere, però io non guardo su me stessa. Le altre non contano per me, nel senso che posso controllare solo la mia prestazione».

Vittozzi è delusa, ma determinata a raggiungere il suo obiettivo, che è quello di prendersi la prima medaglia individuale ai Giochi dove finora ha vinto bronzo e argento in staffetta. «Gareggiare con la rabbia mi ha sempre portato bene, quindi cercherò di prendere questa energia per le prossime gare». È il biathlon, dicono sempre gli atleti a fine gara. È bellissimo anche per questo.

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