Il chirurgo che ha operato Lindsay Vonn: «Una paziente esemplare»

Zanarella, direttore dell’Ortopedia dell’ospedale di Treviso: «Impiegato lo stesso impegno che dedichiamo a ogni persona, senza condizionamenti». L’atleta americana: «Grazie a tutto lo staff medico per le cure ricevute»

Valentina Calzavara
Il chirurgo ortopedico Stefano Zanarella e Lindsay Vonn
Il chirurgo ortopedico Stefano Zanarella e Lindsay Vonn

«È una paziente esemplare» racconta, riferendosi alla campionessa americana Lindsey Vonn, il primario dell’Ortopedia di Treviso, Stefano Zanarella, che la sta curando in strettissima collaborazione con lo staff medico americano e l’ortopedico personale dell’atleta. Staff, per dire, che non la perde di vista un solo istante, seguendo passo dopo passo la sua convalescenza.

Oggi ad attendere l’atleta è un altro intervento.

«Se tutto andrà bene nei prossimi giorni potrò tornare a casa» ha dichiarato ieri sera la fuoriclasse con un video social.

Il viso più rilassato, un filo di trucco e in primo piano i peluche, anche un grande squalo, ricevuti in dono dai fan, durante la degenza. «Sono stati giorni difficili» ammette, dopo il drammatico infortunio di domenica sulla pista olimpica di Cortina, durante la discesa libera che già la vedeva con un crociato rotto, protetto dal tutore.

A prendersi cura di lei, il dottor Zanarella, 44 anni, vicentino, laureato in Medicina e chirurgia e specializzato in Ortopedia e traumatologia a Padova nel 2012.

Primario a Treviso da meno di un anno, ha coordinato gli interventi della sciatrice statunitense, elitrasportata d’urgenza dal Codevilla a Treviso dove è già entrata in sala operatoria tre volte per curare la grave frattura scomposta della tibia della gamba sinistra. Una responsabilità non da poco per l’équipe trevigiana.

«Ci abbiamo messo l’impegno che dedichiamo a ogni paziente, senza condizionamenti di sorta» aggiunge il medico. Così dalla scorsa domenica ha preso il via una serie operazioni in batteria alla gamba, due immediate, una terza mercoledì e una quarta attesa oggi, tutte estremamente delicate ma ben riuscite, contraddistinte da continui confronti tra l’équipe trevigiana e il team medico Usa, a suon di consulenze cliniche e video-consulti.

«Abbiamo fatto il nostro dovere» sostiene il dottor Zanarella con una certa modestia «senza farci condizionare dal fatto che sia una campionessa».

Così a quasi una settimana dall’ingresso in ospedale, tutto sta procedendo come da programma, anche se il recupero dell’atleta quarantunenne sarà lungo e richiederà numerosi altri trattamenti chirurgici. Non è dato sapere per quanto resterà ancora nella Marca, ma sarà questione ancora di poco.

Il team americano starebbe già organizzando il trasferimento negli Stati Uniti, dove ci saranno altri possibili interventi ad aspettarla e un lungo percorso di fisioterapia. Improbabile, invece, come già dichiarato dal padre di Vonn, un suo ritorno agonistico.

«Grazie a tutto l’incredibile staff medico». Sono le parole che la campionessa americana ha voluto spendere pubblicamente via social per ringraziare i sanitari del Ca’ Foncello, dagli ortopedici agli anestesisti, ma anche radiologi, infermieri, operatori sociosanitari e fisioterapisti.

Tra fiori e biglietti di pronta guarigione, la quotidianità nel reparto di rianimazione generale della Cittadella della salute prosegue tra cure e attenzioni. Vonn è stata accolta nell’ambiente modernissimo della terapia intensiva del nuovo ospedale, in un contesto di maggiore riservatezza rispetto ad altri reparti.

Inoltre, è stato innalzato anche il livello di attenzione alla privacy, richiesta al personale medico e infermieristico trevigiano, con tanto di comunicazioni interne per richiamare al silenzio. 

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