Amarcord Cortina 1956, una gara di vip più che di atleti

Le feste nelle ville private, Sofia Loren, Mike Bongiorno, i set cinematografici. Un viaggio nelle prime Olimpiadi ospitate a Cortina

Francesco Jori
Sofia Loren a Cortina nel 1956 circondata da un gruppo di Alpini
Sofia Loren a Cortina nel 1956 circondata da un gruppo di Alpini

È tutto pronto, tranne un ingrediente peraltro fondamentale: quel mercoledì 25 gennaio 1956, vigilia dell’apertura dei Giochi olimpici invernali, a Cortina organizzatori e atleti scrutano con ansia un cielo che non ne vuole sapere di sganciare un adeguato carico di neve. C’è stato fino a quel momento un inverno decisamente gelido, ma con precipitazioni scarse; tanto da indurre la cabina di regia a correre ai ripari. Nei giorni precedenti, si è registrato un affannoso su-e-giù dalle piste di gara, con un andirivieni di camion mandati a recuperare neve nei luoghi più alti; giunti a Cortina, ci hanno pensato gli alpini a trasferire il carico su gerle, issarsele in spalla e travasare il contenuto sui posti dove di lì a poco si esibiranno gli oltre 800 atleti di 32 nazioni. Basta per arrivare al minimo sindacale di innevamento, anche se uno degli atleti in gara nella discesa commenterà ironicamente, riferendosi alle buche disseminate lungo il percorso: «La prossima volta oltre agli sci mi porterò le mazze da golf».

Piccolo centro

Cortina d’Ampezzo in quel momento è un centro anagraficamente modesto, con poco più di 6.500 abitanti. Ha alle spalle una lunga storia, passata com’è nei secoli attraverso il patriarcato di Aquileia, la Serenissima, la contea del Tirolo e gli Asburgo, prima di approdare in Italia alla fine della Grande Guerra.

Pur nelle dimensioni ridotte, è già riuscita a darsi un’immagine tale da attrarre le prime forme di turismo, a partire da quello sportivo: il pioniere è stato un viennese classe 1838, Paul Grohmann, co-fondatore del Club Alpino Austriaco, che tra il 1863 e il 1864 è giunto in zona scalando Antelao, Marmolada, Sorapiss, Tofana di Rozes, per poi pubblicare una guida alle escursioni dolomitiche. Ne consegue la nascita e lo sviluppo di un’estesa offerta ricettiva: già nel 1900 si registrano 15 alberghi, che salgono a 27 nel 1915; i durissimi anni della Grande Guerra, in cui Cortina entra quando è inclusa nel dominio austro-ungarico, vedono il fronte dolomitico tra i più caldi dell’intero conflitto; ma la ripresa è rapida, al punto che a fine anni Venti gli alberghi sono già diventati una cinquantina; poi i mondiali di sci alpino del 1932 e del 1941 ospitati a Cortina richiamano un consistente afflusso.

A imprimere un’accelerazione alla notorietà della zona è Ernest Hemingway, che vi arriva una prima volta già nel 1923, per tornarvi regolarmente tra la fine degli anni Quaranta e i Cinquanta, facendo base all’hotel de la Poste, nella stanza 107, tuttora a lui intitolata. Anche in quel 1956 è il cuore dell’offerta turistica, assieme ad altri alberghi doc, dal Miramonti al Cristallo, al Savoia.

Cinema

La bellezza dei luoghi, e la notorietà che acquistano, richiamano l’industria cinematografica, che fa di Cortina uno dei suoi set privilegiati, portando in zona attori del calibro di David Niven, Peter Sellers, Elizabeth Taylor, Henry Fonda, Jean Luis Trintignant, Roger Moore (il mitico James Bond in “Solo per i tuoi occhi”, girato in parte nello stadio del ghiaccio); per non parlare di Alberto Sordi nelle vesti dell’indimenticabile conte Max, e dei cinepanettoni della coppia Boldi-De Sica. Già in quel 1956 Fiames viene scelta tra i luoghi di ripresa de “La dinastia del petrolio”, film d’avventura britannico. I Giochi olimpici 1956 imprimono uno straordinario salto di qualità a una località fino ad allora frequentata solo da una ristretta élite.

Grazie anche alla Tv, le immagini di uno scenario dominato da una serie di vip rilanciano nel mondo il volto di una Cortina nei cui grandi alberghi e per le cui strade si muovono personaggi da favola; riuniti nella sontuosa serata di gala cui prendono parte 450 invitati. C’è un catalogo di eccezione, nell’elenco: a partire da una sfilata di teste coronate. Tra queste, l’allora principe persiano Reza Pahlavi, che diventerà scià; Berth e Margaretha, principi di Svezia; Margareth, principessa di Danimarca, il principe di Polignac padre di Ranieri di Monaco...

Rivalità

Ma la star numero uno è un’ex popolana diventata già celebre sul jet set nonostante all’epoca abbia soltanto 21 anni: Sofia Costanza Brigida Villani Scicolone, nota come Sophia Loren. È lei il volto più gettonato di Cortina, fin dal suo arrivo, visto che si presenta con sette bauli e tre valigie, spiegando peraltro che «si tratta delle poche cose necessarie per qualche giorno». Alloggia al Miramonti, stanza numero 364. La sua presenza si distribuisce tra serate mondane e ricevimenti, ma si interessa anche ai Giochi veri e propri, presenziando alle gare di slalom femminile. C’è una foto che la ritrae circondata da un nugolo di alpini festanti, con lei che indossa un maglioncino bianco con cappuccio, e impugna un paio di bastoncini da sci. Arrivata in treno, riparte a bordo di una rombante Alfa Romeo, omaggiata con un mega mazzo di rose rosse. A contenderle la scena avrebbe dovuto esserci Gina Lollobrigida, la sua grande rivale del set, la cui presenza a Cortina è stata largamente annunciata: all’ultimo momento però dà forfait, facendo sapere che ha un attacco di febbre. Bugia perdonata...

Gli alberghi

I giorni delle competizioni si intrecciano con quelli della mondanità, specie negli alberghi top con ospiti già allora molto popolari, come Mike Bongiorno e il quartetto Cetra. Si susseguono cocktail, ricevimenti, cene, feste private nelle case dei vip. Si racconta che il principe di Svezia abbia organizzato un party in cui accanto alla nobiltà e alle star abbia invitato i conducenti delle slitte che portano in giro gli ospiti di riguardo. Scrive un giornale spagnolo, nel raccontare quei giorni: “Mentre i delegati ufficiali brindano gentilmente con frequenti cocktail eleganti tra il fumo spesso del tabacco, fiumi di vermut e belle e sofisticate turiste di tutto il mondo, gli atleti sudano sulla neve delle gare”.

Ecco un’altra cronaca dell’epoca: “La sala da ballo del Grand Hotel Cristallo ha visto ieri sera un afflusso di ospiti internazionali che ha trasformato il salone in un piccolo teatro della mondanità. Tra un valzer e un brindisi, delegati e personaggi del cinema si sono mescolati ai giornalisti stranieri, mentre il servizio di sala proponeva vini e specialità locali”. E ancora: “Nei caffè del centro si respira un’aria di curiosità e leggerezza. I tavolini all’aperto, nonostante il freddo, ospitano conversazioni animate su risultati sportivi e incontri improvvisati tra attori, atleti e corrispondenti esteri. Le cronache parlano di arrivi lampo e partenze notturne, valigie eleganti e cappotti di pelliccia”.

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