Klaebo, il più forte di sempre. D’Incal: «Il fondo è lui, spero ispiri i giovani»

Con il successo di venerdì 13 febbraio a Milano Cortina 2026 nella 10 chilometri a tecnica classica sono otto gli ori vinti alle Olimpiadi. E mancano ancora tre gare

Attilio De Col
Johannes Hoesflot Klaebo con la medaglia d'oro
Johannes Hoesflot Klaebo con la medaglia d'oro

Quando nella sprint di martedì scorso in Val di Fiemme si è messo praticamente a correre con gli sci di fondo ai piedi, staccando i rivali con una facilità disarmante, tutta la tribuna si è alzata in piedi per tributargli una autentica standing ovation, consapevole di aver visto dal vivo l’ennesima impresa incredibile di un campionissimo.

Sì, perché il norvegese Johannes Hoestflot Klaebo non è un atleta normale, ma è e il più forte di tutti i tempi nello sci nordico. Sono epoche diverse e i paragoni si sprecano con le leggende del passato, ma il biondo scandinavo di Oslo, a ventinove anni, quindi con almeno altri sei di ottimo livello, sta già superato i numeri dei suoi più illustri predecessori.

Con il trionfo di ieri, 13 febbraio, nella 10 chilometri a tecnica classica è arrivato l’ottavo oro a cinque cerchi, il terzo consecutivo a Milano Cortina. E mancano ancora altre tre gare, la staffetta di domani, 15 febbraio,la team sprint di mercoledì e la 50 chilometri di sabato, forse la meno scontata.

Per lui sono dieci le medaglie olimpiche, otto del metallo più pregiato, accorciando sui connazionali Ole Einar Bjoernadalen (a 12) e Bjorn Daehlie (a 13).

Inoltre, mai nessun fondista aveva vinto tre ori individuali nella stessa edizione dei Giochi Olimpici. E siamo solo a metà. Il filotto di sei vittorie è alla portata, come dimostrato ai Mondiali dello scorso anno.

Vedendolo in gara, l’impressione è di un gatto che gioca con il topo, che stia solo aspettando il momento migliore per staccare tutti. E quando decide di andare via, nessuno è in grado di resistere. Facendo un parallelo con il ciclismo, sembra quasi di vedere gli scatti irresistibili del fenomeno Tadej Pogacar.

Il parallelo non è fatto a caso perchè, come accade con la stella mondiale delle due ruote, anche in questo caso pare quasi che il pubblico abbia adottato Klaebo. Un campione universale, un patrimonio da conservare gelosamente per chi ama lo sci di fondo e lo sport in generale.

Le parole del maestro Dario D’Incal

«Klaebo è senza dubbio il più forte di tutti i tempi, in questo momento il fondo è lui!», commenta l’allenatore bellunese Dario D’Incal, ottant’anni di esperienza, di cui più di metà passati sui campi di gara, con nove partecipazioni ai Giochi olimpici.

«Il norvegese vince dalle gare sprint, alla 50 chilometri. Nessuno ha mai fatto come lui in passato. I tempi e i materiali sono molto cambiati, ma quello che sto vedendo non è paragonabile nemmeno con gente come Dahlie o Svan, oppure con i nostri italiani più forti. Non penso di poter essere smentito da nessuno».

Ma un atleta del genere, paragonabile a Messi o Ronaldo nel calcio, può anche essere fonte di ispirazione per i giovanissimi, in una disciplina un po’ in crisi di identità?

«Speriamo davvero che i bambini guardino le sue gare e in futuro sperino di poterlo imitare. È un campione che merita soprattuto rispetto e di cui tutti nell’ambiente hanno grande ammirazione. Ha già vinto tre ori e mancano ancora tre gare. Le può sicuramente vincere tutte, a partire dalla staffetta di domani».

Norvegia nettamente favorita in staffetta. Ma l’Italia può ambire ad una medaglia?

«Klaebo e compagni sono fuori categoria per tutti. Ma secondo me come Italia non siamo così distanti e il podio potrebbe anche arrivare. Non ci sono ancora i nomi ufficiali, ma è quasi scontato che verranno schierati Davide Graz ed Elia Barp in tecnica classica, con Martino Carollo e Federico Pellegrino in tecnica libera. L’importante sarà anche azzeccare gli sci. Nello skiathlon i nostri skiman hanno rischiato, ma la scelta non ha pagato, rovinando i primi dieci chilometri. Speriamo e tifiamo per un buon risultato». —

 

Riproduzione riservata © il Nord Est