Le lacrime d'oro di Lisa Vittozzi, regina del biathlon: «Nonno Sergio, questa medaglia è per te»

La neo campionessa olimpica racconta l’ultimo giro trionfale e ringrazia il team: «Ho scritto la storia di me stessa perchè questo viaggio è stato difficile»

Antonio Simeoli
Lisa Vittozzi si commuove sul podio
Lisa Vittozzi si commuove sul podio

Due ore dopo le 15.15 di domenica 15 febbraio, ora in cui è diventata la prima medaglia d’oro della storia del biathlon italiano, la sappadina Lisa Vittozzi è ancora lì a rispondere a domande, salutare i tifosi, mandare baci, abbracciare tutti. Fieramente avvolta nel tricolore con quella medaglia al collo.

La dedica? Secca, con il groppo in gola, proprio come due anni fa quando, alla festa a Sappada per il Mondiale vinto, per la dedica non aveva avuto dubbi. «Questa medaglia d’oro è per il nonno, glie l’avevo promessa», attacca Lisa che non trattiene le lacrime.

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La redazione
Lisa Vittozzi

Sergio Fontana era il nonno materno, una colonna di Sappada, uno dei pionieri dello sci con la moglie Lea. Il Covid se l’è portato via nel momento più brutto: fine inverno 2021. Di quegli addii che ora ci sembrano impossibili, ma in quei mesi erano realtà: vivi con una persona per anni, quella persona ti cresce ti dà consigli, ti aiuta a coltivare i sogni da bambina, ti abbraccia ogni volta che parti per una trasferta di Coppa (una volta l’abbiamo visto quell’abbraccio e bisognava vederlo per capirlo) e poi se ne va e nemmeno lo puoi salutare. «Sì, è per il nonno, ora sarà contento», dice Vittozzi.

Che ai nonni e a quanti sacrifici ha fatto per raggiungere la medaglia d’oro, ha avuto modo di pensare anche nell’ultimo giro. Corso con una medaglia d’oro virtuale al collo, perché lei non aveva mai sbagliato al poligono, mentre le avversarie sì e quindi erano dietro a distanza di sicurezza dopo i giri di penalità. «L’ultimo giro è stato bello, non me lo sarei mai aspettato così: ho cercato di spingere fino alla fine della salita, perché so che le emozioni possono giocare un brutto scherzo – ha detto la neo-campionessa olimpica -. Poi su quella salita, con solo la discesa a separarmi all’ingresso dell’arena, ho cominciato a realizzare di essere campionessa olimpica e allora ho pensato a godermi ogni secondo di quegli ultimi metri di gara».

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«Sì è vero – continua la carabiniera –, ma in realtà ho scritto la storia di me stessa, perché questo viaggio è stato difficile, quindi sono molto grata a me stessa».

Da Olimpiade a Olimpiade. Per Lisa, quattro anni, fa l’avventura tra le nevi cinesi è stata la più brutta della carriera, dopo il bronzo nella staffetta mista al debutto a cinque cerchi quattro anni prima in Corea. Questo quindi è anche molto l’oro dell’orgoglio. «Sono molto orgogliosa di me stressa - continua – L’orgoglio mi fa andare avanti e non smettere mai di credere nelle mie capacità, perché sapevo che un giorno sarei diventata campionessa olimpica. Non sapevo bene quando, però speravo di poter coronare il mio sogno in queste Olimpiadi, per giunta in casa, perché per le prossime sarò troppo vecchia, quindi sono davvero felice, sono veramente orgogliosa».

L’emozione dell’abbraccio con mamma Nadia? «Incredibile, non so come abbia fatto a entrare nella zona del podio col mio fidanzato Marco. Trovarmeli lì davanti è stata una emozione unica. C’era tanta gente arrivata da Sappada», spiega felice. Commossa.

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La redazione
Lisa Vittozzi canta l'inno con la medaglia d'oro al collo

Un paese in festa, come tutto lo sport del Friuli Venezia Giulia. Davide Graz bronzo nel fondo, Lara Della Mea quarta nel Gigante. «Una giornata spettacolare», continua Vittozzi, che era tornata in novembre alle gare di Coppa del mondo dopo aver saltato l’intera stagione scorsa.

E adesso? Vittozzi è al settimo cielo, ma di futuro non vuole parlare: «Non so cosa farò, non ci voglio pensare, intanto penso a godermi questo giorno, poi rifletterò sul futuro. Ci metterò un po’ a riprendermi».

Le chiedono della squadra: «È un onore far parte di questa squadra, grazie a tutti quelli che mi hanno aiutato».

Ha di nuovo il groppo in gola. Di più, piange, riprende: «Grazie anche ad Alex Inderst, anche lui è stato importante nella mia crescita, e abbiamo una scommessa in ballo».

Poi vola a fare una foto ricordo con tre carabinieri in divisa che l’aspettano, quindi va a prendersi l’abbraccio dei sappadini, sorella e nipotina in primis. Finale a Cortina a Casa Italia: ospite d’onore con un’altra leggenda come Federica Brignone. Che coppia.

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