Impresa Brignone, gigante d’oro: la leggenda azzurra scritta sulle Tofane

Dopo il superG la valdostana trionfa ancora: due ori in quattro giorni come Tomba nell’88. Della Mea quarta, Goggia scivola al decimo posto

Gianluca De Rosa
Federica Brignone, due ori alle Olimpiadi Milano Cortina
Federica Brignone, due ori alle Olimpiadi Milano Cortina

Il cielo di Cortina si tinge nuovamente d’azzurro con Federica Brignone che bissa l’oro in super gigante scrivendo un’altra pagina di storia dello sport olimpico.

E’ suo il trionfo nel gigante che illumina la domenica di sole all’ombra delle Tofane. Due ori nella stessa olimpiade nello sci alpino: prima della Brignone ci era riuscito solo Alberto Tomba a Calgary nel 1988.

Si inchinano alla tigre di La Salle le due medaglie d’argento ex equo, la norvegese Stjernesund e la svedese Sara Hector, con quest’ultima che passa il testimone all’azzurra essendo la campionessa uscente di gigante olimpico. Per la Brignone due medaglie d’oro alle Olimpiadi, conquistate nel giro di quattro giorni.

La valdostana ha chiuso al primo posto la prima manche e nella seconda, partendo per ultima, si è confermata, addirittura migliorando il proprio tempo di gara.

Aggettivi per accompagnare l’impresa olimpica della Brignone non ce ne sono più: il gravissimo infortunio che l’ha accompagnata nei dieci mesi appena trascorsi sembra essere solo uno sbiadito ricordo di fronte ad una grinta che anche stavolta l’ha portata a lasciarsi alle spalle una pur agguerritissima concorrenza.

Applausi a scena aperta per la tarvisiana Lara Della Mea capace di risalire dodici posizioni dalla prima alla seconda manche fino a fermarsi ad un passo dal podio.

Quarta l’azzurra, che oggi rappresenta il volto dispiaciuto di questo gigante. Impreca contro il cielo Sofia Goggia, terza dopo la prima manche ed alla fine lontana dal podio: solo decima.

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