Dalmasso: «Questo bronzo è tutto»
La bellunese dopo il terzo posto nello slalom parallelo dello snowbord alle Olimpiadi di Milano Cortina: «Dedico la medaglia a mio nonno e ai miei genitori»

Ha trasformato in realtà il sogno da bambina, il bronzo raccolto nel gigante parallelo dei Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026 è l’apice – sin qui – della carriera della bellunese.
«Ho iniziato a piangere sul podio e credo che non smetterò fino a stasera», ha commentato commossa Lucia Dalmasso, «ancora fatico a crederci e continuo a toccare la medaglia per vedere che sia davvero vera. Era un sogno ed ora che ci sono arrivata posso sognare ancora più in grande. La tavola in questi anni mi ha dato grandi emozioni: dopo che mi sono rotta i crociati non ci credevo più ed invece ho ricominciato a farlo ed ora non vedo l’ora di arrivare alle prossime Olimpiadi, tra quattro anni. Questa medaglia è semplicemente tutto, non ci sono altre parole, è tutto».
«Dopo aver affrontato gli ottavi con Jasmin Coratti, speravo di non dover affrontare un’altra italiana», prosegue Lucia, «ma purtroppo ho dovuto vedermela con Elisa Caffont. La medaglia la dedico a mio nonno, ai miei genitori, allo staff azzurro, ai miei allenatori, alla Guardia di Finanza che ha creduto in me».
Due parole anche sugli amici al maschile. «Mi dispiace un po’ per loro. Ho sempre visto un Fischnaller gareggiare e andare forte nelle gare più importanti, ho sperato per lui e per tutti gli altri una medaglia, mi spiace davvero che non sia arrivata, se la meritava».
Infine una battuta sulla fuoriclasse Ester Ledecka, fuori a sorpresa ai quarti. «Ci avevano chiesto se avevamo paura di lei. Assolutamente no, siamo consapevoli di quanto forte sia e siamo onorati quando viene a gareggiare con noi»
«Sono grato di poter essere stato qui a partecipare: è difficile», dice amaro Roland Fischnaller, «evidentemente le Olimpiadi sono un ostacolo più forte di me. Mi mancano un po’ le parole; complimenti a Livigno, perchè hanno creato una gara spettacolare, la più bella di sempre. Mi dispiace tanto, per questo esito: dobbiamo crescere nei grandi eventi».
«L’ottavo di finale non è andata bene», racconta Aaron March, «ma non è andata come speravo. Forse avrei potuto scegliere l’altro tracciato, ma il nostro sport è così, si gioca tutto sul filo dei centesimi, peccato».
Maurizio Bormolini era il più atteso dai tifosi di Livigno. «Devo essere sincero, ho dato il 100% ma so di aver dato tutto. Ho pagato un po’ di emozione nella prima run di qualifica. Nessun rammarico: negli ottavi ho fatto una run perfetta, lui anche e mi ha preceduto. Mi restano tante emozioni e soprattutto Vittoria che è nata pochi giorni fa ed è la mia vittoria più bella».
Infine Mirco Felicetti. «Mi spiace per questo risultato della squadra maschile. Ce la giochiamo sempre sui millesimi ed è andata così. Alla fine vince sempre il migliore: per come è andata questa stagione il risultato poteva essere migliore. Ci siamo allenati bene su questa pista a lungo ma le gare sono così: si vince e si perde».
Riproduzione riservata © il Nord Est









