La fiaccola dimentica Dalla Costa, l’unico oro italiano di Cortina ’56
“Lamber”, nato e sepolto a Crespano nel Trevigiano, vinse nel bob a due in coppia con Giacomo Conti. Ma la fiamma lambirà solo il suo paese, passando invece per San Zenone, Asolo e Castelfranco. Bosa: «Non si è riconoscenti nei confronti di un campione»

La fiaccola olimpica dimentica Lamberto Dalla Costa. Crespano è il paese che ha dato i natali e dove è sepolto uno dei due protagonisti dell’unica medaglia d’oro alle Olimpiadi invernali di Cortina 1956, quella del bob: ma la fiaccola olimpica non di qui non passerà.
Crespano sarà solo sfiorato dai tedofori che invece attraverseranno, per esempio, Castelfranco, San Zenone ed Asolo. L’ex presidente della Confartigianato asolana Fausto Bosa non nasconde il suo rammarico per l’occasione perduta di ricordare Lamberto Dalla Costa che assieme a Giacomo Conti sul bob Italia I soffiò per un secondo e 31 centesimi la vittoria ai favoriti, ovvero l’Italia II di Eugenio Monti e Renzo Alverà. Per altro giovedì 11 verrò inaugurato un monumento per il campione di bob.
La scelta incomprensibile
«Già si commenta da solo il fatto che Milano Cortina abbia dimenticato molti campioni degli sport invernali, non chiamandoli a fare i tedofori, condivido in pieno quanto sottolineato nei giorni scorsi da Silvio Fauner e Kristian Ghedina. Anziché passare per San Zenone o Fonte, cosa sarebbe costato far transitare la fiaccola per Pieve del Grappa per ricordare un oro olimpico?».
Proprio in vista di Milano-Cortina a Crespano già da un paio d’anni un comitato si era costituito per celebrare “Lamber”, come era soprannominato: «Il primo pensiero è stato proprio quello di far passare la fiaccola per Crespano» continua Bosa. «Non capiamo per quale ragione si sia deciso di non farlo». Anche per ridare il giusto onore a Dalla Costa, di fatto dimenticato dopo quella vittoria, a differenza della coppia Monti-Alverà. I due a Cortina conquistarono due argenti (bob a due e bob a quattro). Monti dovette aspettare Grenoble per portarsi a casa due ori (bob a due e bob a quattro), ma entrò nella leggenda. Dalla Costa invece dopo Cortina 1956, conquistò un quarto posto ai mondiali di St. Moritz nell’anno successivo, ma non poté partecipare alle Olimpiadi di Squaw Valley del 1960, unica edizione dei Giochi invernali senza il bob, perché realizzare la pista da costava troppo. E Lamber smise di gareggiare.
«Il nostro compito come amministrazione è quello di celebrarlo degnamente. Ed è quello che faremo il prossimo 22 gennaio», ha chiosato la sindaca di Pieve del Grappa Annalisa Rampin.
La via e il monumento a Lamber
Alle 11.30 sarà dedicata una via al campione e sarà esposto un bob nella rotonda adiacente alla scuola di Crespano. Poi alle 20.30 Palazzo Reale ospiterà un incontro pubblico su Dalla Costa e sulla sua impresa. Interverranno Luisa Bello (componente del comitato, assieme a Bosa e Fabio Rosato), il Centro storiografico e sportivo dell’aeronautica militare e i luogotenenti Giuseppe Carella e Fabrizio Sanetti.
Nel corso della serata saranno presentate anche fotografie storiche provenienti dall’archivio dei fratelli Ambrosi di Crespano che contribuiranno a restituire il contesto umano e sportivo.
L’Aeronautica
Attraverso le immagini dell’Istituto Luce sarà possibile rivivere il trionfo cortinese del 1956, al termine di una gara perfetta da parte di Dalla Costa e Conti. Il coinvolgimento dell’arma azzurra è dato dal fatto che Dalla Costa era arruolò come volontario nell’allora Regia Aeronautica, diventando pilota da caccia. Conquistò una medaglia d’argento al valor militare, ma si distinse nelle acrobazie alla cloche degli elicotteri.
Nulla da stupirsi: già a Crespano l’audacia di Lamber era nota a tutti, in sella alla moto e al volante dell’auto degli zii. Quando l’Aeronautica decise di formare la squadra di bob che poi parteciperà alle Olimpiadi di Cortina, Dalla Costa era un debuttante: ma già alle prove andrà più veloce di Monti. E il 28 gennaio 1956 arriverà sul gradino più alto del podio.
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