Gli azzurri in grigio, i Righeira, Vale e Sergio in tram. Le pagelle alla cerimonia d’apertura
Lo show per inaugurare le Olimpiadi di Milano Cortina promosso da molti, ma non sono mancate alcune note stonate

I social, dal mondo, stanno esplodendo di complimenti per il fantastico show cinematico andato in scena per aprire le Olimpiadi italiane. Anche perché all’estero non hanno seguito la diretta con il commento Rai! C’è un mondo entusiasta e ammirato, proviamo a tenercelo stretto. E ovviamente qualche voto negativo (anche molto negativo) spunta, qua e là. Ecco le nostre pagelle.
Vale e Sergio in tram
Il presidente Mattarella prende un posto solitario nel tram meneghino. La sua chioma candida è iconica, vederla è come riconoscerlo immediatamente. Per Valentino Rossi si muoveranno i sindacati: è impiegato come autista ma ti accompagna pure all’uscita. E quando riparte, una volta scaricato il super passeggero a San Siro, hai quasi paura che si allontani impennando. Nessun dialogo (del resto, è vietato parlare al conducente!) ma la potenza delicata e raffinata del racconto. Non siamo a 007 con la Regina Elisabetta nel 2012 ma c’è tanta emozione. Un video di bambini, orchestrali, portabandiera e monumenti, tenero come una carezza e capace di premere il tasto giusto, quello del quale l’Italia forse dispone ancora: l’umanità. 10 e lode
Le donne
Come sempre ci devono pensare loro: danzano, cantano l'inno, cantano in italiano anche se vengono da Huntington, New York, sfilano tra i paparazzi, spargono incantesimi, fanno le astronaute, recitano monologhi di pace con un outfit pazzesco (Charlize Theron inarrivabile). Spiegano come si chiama la nazione che sfila e poi, sulla pedana centrale, sistemano ogni delegazione con grandi cenni delle braccia. Tipo controllori di volo. Mettiti lì, non spostarti da là, segui il percorso e non fare il deficiente. Gli uomini nel frattempo cazzeggiano. 10
Favino
Il teatro è finzione ma qui si sfiora la fantascienza: l’attore di successo che tutti amano interpreta il poeta solitario e pessimista. Interpretazione perfetta dell’Infinito, ma quanto è bravo quest’uomo? Candidato naturale per il dopo Mattarella. 9
Il rispetto dei giapponesi
Sfilano agitando le bandierine di due Paesi: il loro e quello che li ospita. La solita lezione di educazione e civiltà, perfetti. 8
Bandiera umana
La passerella tricolore è un omaggio a Giorgio Armani e a quella che viene raccontata come una delle sue ultime creazioni. Primo momento emozionante della serata, siamo italiani e quei tre colori non possono non solleticare il nostro orgoglio ogni volta che vengono evocati con tanta classe. 9
Azzurri in grigio
Il tricolore, unico guizzo nella tuta tonalità grigio asfalto dalla nazionale di casa. Tolti i sorrisi smaglianti, da lontano i nostri ragazzi somigliavano a un pool di manutentori. 6
Telecronaca Rai
Ma quanto parlano? Il telespettatore spera di potersi godere lo spettacolo, la musica, un po' di sana contemplazione, ed invece i telecronisti ci fanno sopra una insopportabile chiacchierata fiume. Quante chiacchiere e quanto poco volume. La parola chiave della serata è “armonia” e la Rai ci elargisce una diretta nella quale la musica diventa il sottofondo. Confondono pure Matilda De Angelis per Mariah Carey. Ma la perla arriva alla fine quando nemmeno vengono riconosciuti i pallavolisti e le pallavoliste che fanno da tedofori. Giusto la Egonu viene nominata, ma mancano all’appello Danesi, Cambi, Giannelli, Porro e Anzani. 0
I mascheroni
Che cosa ci fa D’Alema lì accanto a Verdi e Rossini? La somiglianza è sconcertante, Puccini è stato sequestrato e sostituito dallo slalomista della Bicamerale. In generale una trovata che sembra totalmente fuori contesto. 4
Mariah Carey
Immobile, colpa dello strascico. In quattro per portarla giù dal palco. Non basta cantare "Nel blu dipinto di blu" per conquistare il pubblico italiano. 4
San Siro
È all'ultimo ballo. La sua storia merita il massimo dei voti, peccato per le file vuote. Ma i cinque cerchi sono un giusto riconoscimento per lo stadio meglio conosciuto come La Scala del calcio e che nel 1990 aveva ospitato un’altra memorabile cerimonia inaugurale, quella del nostro mondiale. 10
Legame perfetto
Inno d’Italia, canto impeccabile, Milano con una solista e Cortina con un coro alpino, non vergogniamoci dell’orgoglio nazionale. Il primo link tra Milano e Cortina funziona come un duetto. 8
Parata diffusa
Va bene che sono le prime Olimpiadi con più sedi, e la cosa è certamente una innovazione positiva, ma far sfilare gli atleti in diverse località toglie l'effetto gruppo, e gli atleti delle nazioni più piccole rischiano di soffrire di solitudine. 4
Principessa Anna
Regale fino in fondo, la principessa Anna “scatenata” a modo suo, agita la sciarpa della nazionale britannica dagli spalti di San Siro. La sorella di Carlo III è stata la prima della famiglia reale britannica a partecipare alle Olimpiadi, quelle di Montréal, nel 1976. A Milano Cortina 2026 è membro del Comitato Olimpico Internazionale. 7
Stargate
Le delegazioni entrano da un portale a forma di cerchio dorato. Uno stargate che collega luoghi e tempi. Scenografico e simbolico. 8
Biglietti
Molti spazi vuoti sugli spalti. A 260 euro per un posto al terzo anello, c'era da aspettarselo. Tanto che qualcuno è stato spostato in posti migliori. 3
Selfie mania
Che non te lo fai un selfie? Proverbiale l'autoscatto, anche camminando. Esserci mente e corpo o immortalare l’attimo, costi quel che costi: ecco il dilemma. Soprattutto nella fila cinesi, non c’era atleta che non abbia sfoderato smartphone o selfie stick, ancor prima di sorridere ai fan. Chissà se l'accessorio era compreso nel look. 3
I balli del Brasile
Quando la Capoeira è nel sangue, nemmeno un pavimento nevoso ferma il ritmo nelle vene. La nazionale brasiliana regala un vero e proprio freestyle a colpi di ruote e sorrisi a 36 denti. 8
Le treccine di Mace
Fluorescenti tra il giallo e il verde, le si vedrebbe a chilometri. Anche loro elettrizzate dalla musica elettronica del dj e producer milanese, tra più importanti della scena musicale italiana. All'anagrafe Simone Benussi, l’artista ha letteralmente stregato la platea olimpionica dalla consolle design effetto ghiaccio. 7
Mongolia
Probabilmente le divise più belle: realizzate da Goyol Cashmere. La vestaglia-soprabito della Mongolia è un capolavoro di sartoria. Zero tecnico ma pregno di storia, simbolismo e, possiamo dirlo, di eleganza. Peccato lo indossino solo tre atleti, i soli in gara. Tanto basta per cogliere il tributo all’Impero mongolo, una trama in seta e lana cachemire, l'oro in quelle terre. Per anni, Olimpiade dopo Olimpiade, li abbiamo coperti di complimenti e ora loro sono consapevoli. Per chi se lo fosse chiesto, sono in vendita sull’e-shop a 666,02 euro. 10
Tofane
Per fortuna a Cortina c'è la vista sulla Olympia. Un bicchiere, lo sguardo verso le Tofane, e tutto passa. Anche quei lunghi vuoti tra una nazione e l'altra. Lo spettacolo? C'è solo quello, grandioso, della natura. 9
I "gesti" di Munari
Benvenuti in Italia, a braccia aperte. Pochi giorni fa le atlete del Canada ci scherzavano su Instagram. Ma questi gesti sono una lingua, resa arte da Munari. Li celebra Brenda Lodigiani, mossa dopo mossa, e non c’è niente di più made in Italy di quelle dita, quelle mani e quelle braccia che roteano, danzano, si inventano messaggio ed espressioni. 7
Righeira
Dopo la bandiera olimpica, dopo il giuramento, prima delle stelle dell'Europa e dell'accensione del braciere: i mascheroni di Verdi, Rossini e Puccini che ballano sui Righeira. Estemporaneo, fuori contesto. 2
Riproduzione riservata © il Nord Est









