Brignone, oro e rinascita: cosa succede nella mente di un campione dopo un trauma

Federica Brignone torna in pista e conquista l’oro nel Super G ai Giochi di Milano-Cortina 2026. Ma cosa accade davvero nella mente di un campione dopo un trauma? Paura, fiducia da ricostruire, “reset mentale” e lavoro psicologico: l’altra faccia, invisibile, di una vittoria che vale molto più di una medaglia

La redazione
Federica Brignone con la medaglia d'oro
Federica Brignone con la medaglia d'oro

Federica Brignone è tornata e ha vinto. L’oro nel Super G ai Giochi di Milano-Cortina arriva a 315 giorni dal terribile incidente che l’aveva costretta a fermarsi per oltre otto mesi.

Un titolo conquistato davanti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, chiudendo davanti alla francese Romane Miradoli e all’austriaca Cornelia Huetter.

Il cronometro certifica l’impresa storica. Ma non racconta tutto.

Perché il rientro dopo un infortunio grave non è solo una questione di muscoli e riabilitazione.

È un percorso mentale fatto di fiducia da ricostruire, paura da superare, equilibrio da ritrovare. E proprio nel cuore dei Giochi si è parlato di questo.

«Il sogno olimpico parte dalla mente». E ancora: «Senza allenare la mente è più difficile raggiungere il podio». È il messaggio lanciato dagli psicologi dello sport, sempre più presenti nei grandi eventi internazionali.

Brignone, miracolo d’oro a Cortina dopo l’infortunio
La redazione
Federica Brignone e il suo fantastico oro olimpico in superG

Secondo Luca Pezzullo, presidente dell’Ordine degli Psicologi del Veneto, «allenare la mente significa sviluppare consapevolezza, capacità di gestione delle emozioni, motivazione, senso del limite e responsabilità verso se stessi e verso il proprio gruppo».

Non si tratta solo di sostenere la prestazione, ma di accompagnare la crescita dell’atleta come persona.

Nello sci, dove una gara si decide in una frazione di secondo, la componente mentale può essere decisiva.

«Il lavoro dello psicologo dello sport agisce su aspetti spesso invisibili ma decisivi per la performance», spiega Francesca Stecchi. Un rumore improvviso, un fischio del pubblico, una parola fuori posto: elementi apparentemente marginali che possono condizionare l’esito di una discesa.

La preparazione mentale prevede routine, tecniche di visualizzazione, simulazioni di situazioni stressanti.

«L’obiettivo è entrare in una “bolla” e restare nel presente», osserva Silvia Ferri. Non ascoltare il punteggio, non farsi trascinare dal confronto, concentrarsi sull’azione.

E quando qualcosa va storto? «Non si tratta di dimenticare l’errore, ma di chiuderlo mentalmente: l’errore è fatto, lo metto da parte, ora passo alla prossima azione», evidenzia Elena Graffi Brunoro parlando di “reset mentale”.

Milano-Cortina 2026 ha posto il benessere mentale tra i pilastri dei Giochi. «Il Comitato Olimpico ha scelto di mettere la tutela psicologica degli atleti al centro», ha sottolineato Valentina Di Mattei, ricordando la presenza di spazi dedicati alla preparazione mentale nei venue olimpici.

«Il benessere mentale e psicologico è al centro di questa edizione dei Giochi», ha aggiunto Danilo Corona.

In questo scenario, l’oro di Brignone assume un valore che va oltre la classifica. Il corpo è il motore, la mente è il navigatore, come ha ricordato Marco Gazzola.

E quando entrambi tornano a lavorare insieme dopo una caduta, il podio non è solo un traguardo sportivo: è la dimostrazione concreta che la forza invisibile può fare la differenza.

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