Alpini volontari alle Olimpiadi, ma lasciati al freddo

All’ex villaggio Eni di Borca di Cadore dove sono alloggiati 160 militari, si è verificato un guasto agli impianti. In soccorso arriva l’esercito

Alessandro Michielli
Alcuni alpini al lavoro a Cortina
Alcuni alpini al lavoro a Cortina

Gli alpini chiamati in soccorso dei Giochi sono rimasti senza riscaldamento e acqua calda all’ex villaggio Eni. Tra il 4 e 6 febbraio, circa 160 militari si sono presentati a Borca di Cadore per prendere possesso delle aree alloggio fornite dalla proprietà e mettersi così a disposizione della manifestazione olimpica.

Ma subito l’amara sorpresa: niente acqua calda per lavarsi a causa di guasti tecnici agli impianti. Alcuni militari, circa una ventina, non avrebbero nemmeno disfatto i bagagli e sarebbero rientrati a casa. I restanti, invece, hanno dovuto attendere poco più di 24 ore prima di potersi concedere una doccia calda. Non solo, anche il riscaldamento ha avuto dei problemi (in parte a causa dell’esaurimento del gasolio verso le due di notte). L’esercito, per correre ai ripari, ha fornito al villaggio un enorme generatore ed ora il problema sembra rientrato.

I volontari alpini impegnati nell’evento sono stati formati e vengono coordinati dalla joint task force olimpica, con sede a San Candido, struttura interforze responsabile della pianificazione e del coordinamento del dispositivo di supporto alle Olimpiadi sul territorio montano.

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