Costruire l’altro futuro, per un nuovo illuminismo
I venti di guerra non devono vederci rassegnati e fatalisti: possiamo trasformare il mondo con il dialogo. Fondamentale coinvolgere i giovani: le parole di Rodolfo Ziberna, sindaco di Gorizia

Un crocevia di mondi diversi che a Gorizia si incontrano, si intrecciano, si parlano e cercano di costruire insieme il domani. L’altro futuro. Un nuovo illuminismo. È questo il senso di Frontiere, lo straordinario evento ideato e organizzato insieme dal Gruppo Nem e da Laterza Editori con il Comune di Gorizia e la Fondazione Carigo e il supporto del GectGo e della Cassa Rurale FVG. Attraverso otto appuntamenti, ovvero grandi lectio magistralis con personalità di primo piano del panorama nazionale e internazionale, la manifestazione rilancerà, ampliandolo, il messaggio della Capitale europea della cultura “Go! 2025”: le frontiere, fisiche, mentali, sociali, geopolitiche, culturali possono e devono diventare luogo e momento di dialogo, di crescita e di rinascita.
I venti di guerra che sembrano soffiare sempre più forti sull’Europa e che incidono anche sull’economia internazionale non devono vederci rassegnati e fatalisti ma, al contrario, devono ancora di più rafforzare in tutti noi, la convinzione e la speranza che sia possibile costruire un altro futuro, dove, com’è accaduto sul confine goriziano, le contrapposizioni si trasformano in dialogo e i rancori lasciano il posto alla consapevolezza che solo la pace può garantire un avvenire migliore per le future generazioni. Ed è anche attraverso Frontiere, in cui saranno coinvolti anche diversi giovani, con scuole e Università, che Gorizia vuole lanciare la proposta per un nuovo illuminismo da diffondere fra le genti.
Chi arriverà a Gorizia nei giorni di Frontiere potrà vivere questo “incrocio fra mondi” non solo attraverso gli appuntamenti culturali ma anche con ricostruzioni storiche in centro città che faranno ricordare momenti del Novecento goriziano. E poi la straordinaria cucina di frontiera con i nostri bravissimi cuochi che presenteranno piatti in cui le diverse “anime” europee si fondono, si integrano, si rielaborano per arrivare a sapori unici. Grazie davvero ai tantissimi che hanno lavorato e stanno lavorando per questo nuovo, grande evento che, ancora una volta propone il confine goriziano come simbolo dell’Europa dei popoli.
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