Gorizia si racconta a tavola e tra i libri: al via il Festival Frontiere con la «Food Experience»
Dal 2 al 4 ottobre la città di confine celebra la sua identità mitteleuropea tra sapori storici, laboratori trilingui e percorsi culturali

Molte città si rivelano al visitatore lungo i viali, tra le facciate dei palazzi o nei suoni delle lingue che si incrociano nei caffè storici. Gorizia possiede tutto questo, ma sceglie anche un percorso più intimo e immediato per raccontarsi: si fa assaggiare. Una storia precisa abita dentro la sua cucina. Parla di viaggi, incontri, memorie stratificate e mutazioni.
Popoli diversi hanno attraversato queste terre. Ognuno ha portato con sé ingredienti, tecniche e rituali. Li hanno lasciati qui, depositati come un sedimento prezioso che il tempo ha saputo trasformare in identità.
Nessun’altra cucina sa narrare l’incontro tra mondi differenti con la stessa, spontanea naturalezza. L’anima friulana, quella slovena e quella austriaca si fondono in una sintesi profonda. Questa gastronomia è nata sulla linea di confine, ma ha imparato presto a non considerare la frontiera come una barriera invisibile. La contaminazione rappresenta il suo carattere più autentico.
Food Experience
Durante il Festival Frontiere, questo patrimonio unico esce dalle case private per popolare le tavole dei locali cittadini attraverso l’esperienza di Food Experience. Il Comune di Gorizia sostiene con convinzione un’iniziativa che supera la semplice promozione per farsi rivendicazione culturale. I ristoratori goriziani diventano gli ambasciatori di un viaggio gastronomico in cui ogni piatto si trasforma nella mappa dell’Europa centrale.
I piatti e le bevande
Il Gulash evoca le grandi pianure dell’antico impero austroungarico. La Ljubjlanska riporta il palato verso la Slovenia e verso una cultura che non si è mai fermata davanti ai passaporti. Gli gnocchi di susine e i biechi con i chiodini mostrano la delicatezza degli accostamenti locali. Nei menu compaiono le tartine al Liptauer, la Pizza Frontiere e il Calzone austroungarico. Un capitolo a parte spetta ai kipfel, noti anche come chifeletti: irresistibili mezzelune fatte di patate, farina, burro e uova, fritte e dorate. A fare da filo conduttore i vini del Collio, espressione di un paesaggio collinare che la linea di confine attraversa ma non riesce a dividere. Il viaggio si chiude con il Pelinkovac, l’amaro a base di assenzio che lascia in bocca l’ultimo sorso di Mitteleuropa. E il rito dell’Aperitivo Frontiere, nei locali del centro, consegna alla giornata uno spazio di convivialità e scoperta.
Frontiere Experience: attività per i bambini
Il percorso prosegue con Frontiere Experience: un fitto calendario di laboratori, libri, trekking urbani e iniziative culturali che animano la città dal 2 al 4 ottobre. Il sipario si alza venerdì 2 a Casa Ascoli, in via Ascoli 1. La mattina appartiene alle scuole primarie con i laboratori creativi guidati dall’illustratrice Barbara Jelenkovich. Attraverso l’animazione con il kamishibai, i bambini scoprono l’albo illustrato “Il dono di Beatrice”, un’opera dedicata alla storia del castello di Gorizia. L’attività, curata dalla Società Filologica Friulana, si sviluppa significativamente in tre lingue: italiano, friulano e sloveno. Si tratta di un modo concreto per educare i più piccoli al multilinguismo che definisce questa terra.
Il dono di Beatrice
Sabato 3 ottobre il festival alle 11, sempre a Casa Ascoli, diventa salotto letterario. Barbara Jelenkovich e Giovanna Zordan presentano “Il dono di Beatrice”, pubblicato per l’occasione in ben cinque lingue. A seguire, il pubblico può visitare la mostra delle tavole originali ad acquerello e assistere alla proiezione del docufilm “Barbara Jelenkovich: viaggio nel Friuli illustrato”, firmato dal regista Maurizio Callegaro.
I confini nell’opuscolo di Roberto Covaz
Domenica l’appuntamento si sposta alle 10 nel Ridotto del Teatro Verdi. Qui il giornalista Roberto Covaz presenta l’opuscolo “Confini”, una lucida analisi storica e sociale sulla frontiera goriziana.
Lo spazio libri
La letteratura rimane un motore di tutta la manifestazione. Le librerie goriziane non si limitano a presidiare gli incontri ufficiali, ma trasformano le proprie vetrine esponendo un’ampia selezione di pubblicazioni dedicate al tema del confine. Inoltre, per l’intera durata del festival, presso il Teatro Verdi opera lo Spazio Libri ufficiale di Frontiere. Curato dai librai cittadini, rappresenta il luogo ideale dove trovare i testi degli autori ospiti e una selezione di saggi sull’attualità internazionale.
Le passeggiate
Frontiere si vive anche camminando. Sabato si concentrano due percorsi guidati per esplorare l’identità cittadina. Alle 9.30 parte dai Giardini Pubblici il trekking culturale “Fontane e antichi lavatoi”, organizzato da Uisp, Crocevie d’Europa e Comune di Gorizia. Due ore alla scoperta dei sistemi idrici storici e delle testimonianze della devozione popolare.
Alle 10 ecco “Atmosfere goriziane”, il tour classico firmato da PromoTurismoFVG: una passeggiata nel cuore del centro storico per toccare con mano l’architettura e l’anima multiculturale di una città che ha nella storia e nella geografia le sue più grandi ricchezze.
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