Frontiere a Gorizia: la rinascita di via Rastello con il progetto “Crossroads”
Da venerdì a domenica l’antica memoria della strada diventerà un palcoscenico a cielo aperto. Artisti e performer faranno dialogare botteghe, vicoli e corti con musica, cinema, teatro e danza. L’iniziativa è ideata dalla Fondazione Carigo e si inserisce all’interno del festival “Frontiere”

Ci sono strade che attraversano la città e strade che, in qualche modo, la raccontano. Via Rastello è una di queste: un angolo di città in cui la storia di Gorizia è rimasta impressa nelle pietre, nelle insegne, nelle vetrine, nelle corti e nelle storie delle persone che per generazioni l’hanno abitata e attraversata; per secoli via di botteghe, commerci, mestieri e incontri.
È proprio questa identità che torna a essere riconosciuta e vissuta con “Crossroads - La frontiera oltre il confine”, l’evento ideato e realizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia per raccontare l’anima di frontiera della città.
L’iniziativa
Da venerdì 2 a domenica 4 ottobre Crossroads accoglie a Gorizia il festival “Frontiere” - in programma al teatro Verdi - trasformando la città in un palco a cielo aperto: strade, piazze, corti, botteghe ed edifici storici ospiteranno musica, teatro, danza, arti visive e parola viva, che comporranno l’anima di frontiera di Gorizia, fatta di incontri, intrecci e contaminazioni tra culture.
Ogni pomeriggio, dalle 15 alle 20, la città diventerà spazio di incontro e di scoperta: uno dei luoghi più intensi di questo viaggio sarà via Rastello, che svelerà la propria essenza attraverso le tante persone che si sono attivate per l’evento dando voce alle attività che lì si custodiscono e rivelano il senso profondo dell’identità goriziana. La novità di Crossroads, infatti, non è soltanto il suo ricco programma, ma soprattutto la sinergia creata intorno all’evento, che ha permesso di unire energie e sensibilità diverse per costruire una narrazione condivisa della città. Associazioni, attività, artisti e privati hanno scelto di confrontarsi e mettersi in relazione, contribuendo, con la propria visione, a comporre una storia comune.
Partecipazione e sinergie
«La proposta della Fondazione ha saputo dare forma e direzione a un’energia che già esisteva sul territorio. La sua presenza, la conoscenza profonda di questo luogo e il legame costruito negli anni con chi lo vive hanno fatto nascere spontaneamente la voglia di esserci e di mettere a disposizione del progetto idee, spazi, competenze e passioni», racconta Eugenio Perissutti, proprietario dell’Antica Ferramenta Krainer.
«Crossroads, e l’idea sottostante il progetto, ci hanno fatto riscoprire l’entusiasmo di animare via Rastello e, soprattutto, ci hanno fatto capire quanto possiamo costruire quando lavoriamo insieme. Ci siamo ritrovati attorno al progetto della Fondazione perché abbiamo compreso come questo fosse in grado di valorizzare ciò che siamo e di restituirci una visione comune: non più singole realtà che abitano un luogo, ma una comunità capace di rappresentarlo nel suo insieme. È stato un modo per ritrovare la nostra strada, partendo dalla nostra identità e guardando con fiducia al futuro».
Il programma
Nelle tre giornate, via Rastello sarà crocevia di artisti e performer che con linguaggi diversi metteranno in dialogo la memoria delle botteghe, dei vicoli e delle corti, attraverso la musica, la fotografia, il cinema, il teatro, la danza e le attività artigianali.
All’Antica Ferramenta Krainer & Comp., luogo simbolo della tradizione commerciale della strada, la memoria della storica operosità intreccerà la musica con il gruppo Görzæ, il Duo Grandi (Carlo e Laura Grandi), il Duo composto da Flavia Quass e Massimiliano D’Osualdo e il coro della Glasbena Matica. studiofaganel esporrà una suggestiva rassegna di immagini fotografiche evocative dell’epoca. Una ferramenta storica, frequentata per decenni da artigiani e commercianti, diventerà così uno spazio di ascolto e di incontro, senza perdere quell’essenza che la rende unica.
La danza si insinuerà dentro il percorso con i balli ottocenteschi de Il Danzar Gioioso e grazie ad ArtistiAssociati - Centro di produzione teatrale, che proietterà il documentario Odec - A cross-border experience.
Il cinema porterà uno sguardo sulla memoria con l’installazione dedicata a Nora Gregor di BorGO Cinema e il cortometraggio Liebestraum di Jan Devetak. Quarantasettezeroquattro proporrà un video sul rapporto tra memoria storica e linguaggi contemporanei, mentre Kulturhaus Görz ci accompagnerà in un’esperienza immersiva attraverso musica, cortometraggi e letture in tedesco. La Cross-border Film School porterà lo sguardo delle nuove generazioni e l’esperienza maturata nel campo della produzione audiovisiva transfrontaliera.
Emergerà la vera essenza di questa strada: il lavoro. Il Piccolo Museo di Botteghe - La Wunderkammer di Mimo Lo Re mostrerà oggetti, strumenti e insegne degli antichi mestieri, GO50 Artigianato e Cultura di Gorizia Aps proporrà manufatti e produzioni artigianali, mentre l’associazione Nuovo Lavoro ricreerà l’atmosfera delle botteghe di fine Ottocento.
«Da bambino, via Rastello e piazza Vittoria erano il centro della nostra vita: qui c’era tutto», racconta Mimo Lo Re. «Oggi, grazie a Crossroads e alla Fondazione, possiamo restituire centralità a questi luoghi, facendo riemergere la memoria dell’artigianato. Una via storica non rinasce soltanto ospitando eventi, ma prende di nuovo vita quando chi la abita, chi ci lavora e chi la attraversa si sente parte di un percorso condiviso. Questo è il vero senso di Crossroads».
Non mancherà la tradizione enogastronomica, con un incontro e degustazione con Alvaro Pecorari di Lis Neris.
E poi ci sono i luoghi che hanno rialzato le saracinesche e riacceso le vetrine. Il Negozio Romantico di Marco Mischou sarà vivo attraverso disegni e dipinti dedicati a Gorizia; nella Corte Sconta, messa a disposizione dall’Hotel Entourage, il Laboratorio Scacchi - Lab Šah proporrà una partita in costume ottocentesco.
Una strada, tante realtà, una sola energia: il significato della presenza di via Rastello, cuore pulsante di Crossroads, sta soprattutto nel tessuto comunitario che rende possibili questi incontri. Per tre giorni la strada tornerà a essere bottega, teatro, galleria, cinema, laboratorio e luogo di confronto. La sua storia non sarà semplicemente raccontata: sarà attraversata, ascoltata, guardata e, soprattutto, vissuta.
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