Il film su Giulia Cecchettin senza la figura di Filippo Turetta, ecco perché

Svelata la mancata menzione dell’attore che avrebbe dovuto interpretare l’assassino sullo schermo. Nella pellicola “Se domani non torno” viene dato spazio alla figura della ragazza senza ridurla solo a vittima. Riprese al via nel Padovano, sarà in sala a novembre

 

Elena Grassi
Giulia Cecchettin, uccisa dall'ex fidanzato Filippo Turetta
Giulia Cecchettin, uccisa dall'ex fidanzato Filippo Turetta

Filippo Turetta non apparirà fisicamente nel film “Se domani non torno” sul caso di Giulia Cecchettin, così come non appare nel libro “Cara Giulia” scritto dal padre Gino Cecchettin con Marco Franzoso, a cui la sceneggiatura è ispirata. Risolto quindi il caso della mancata menzione dell’attore che avrebbe potuto interpretarlo, tra i nomi del cast diffusi dalla casa di produzione Notorious Pictures nei giorni scorsi.

“Se domani non torno”, il femminicidio di Giulia Cecchettin diventa un film
La redazione
Sabrina Martina interpreta Giulia Cecchettin, Filippo Timi è Gino, Tecla Bossi dà il volto ad Elena, sorella di Giulia

Erano stati resi noti infatti gli interpreti dei membri della famiglia Ceccettin, da Giulia, che sarà Sabrina Martina, alla sorella Elena, che avrà il volto di Tecla Bossi, al fratello Davide, alias Tommaso Allione, e il padre Gino, che sarà interpretato da Filippo Timi. Assieme a loro, in ruoli secondari, anche diversi attori veneti, due dei quali già coinvolti nelle riprese di inizio settimana tra Saonara e Campodarsego: il padovano Denis Fasolo (visto nel film “Le città di Pianura” e tra i personaggi della serie “Stucky”), che dovrebbe fare la parte di un amico della famiglia Cecchettin, e il trevigiano Massimo Scola (al cinema in “Ferrari”, “Diabolik” e “Campo di battaglia”), apparso con un giubbino catarifrangente, che lo collegherebbe alle scene della ricerca di Giulia.

Tornando all’esclusione del personaggio di Turetta, la scelta sarebbe perfettamente in linea con l’atteggiamento da sempre avuto da Gino Cecchettin, che ha dato la sua benedizione al film e che non ha mai voluto alimentare veleni, creare mostri o esternare sentimenti di odio e rancore. “Se domani non torno” è diretto da Paola Randi e cosceneggiato con Lisa Nur Sultan, due sensibilità femminili a servizio di una storia diventata spartiacque nell’urgenza politica, sociale e comunitaria, di affrontare con fermezza il tema della violenza sulle donne e dei femminicidi. Una storia che sul grande schermo non sarà però quella del caso di cronaca, che ha visto Giulia Cecchettin, 22 anni studentessa in procinto di laurearsi in Ingegneria biomedica, morire per mano dell’ex fidanzato e coetaneo Filippo Turetta l’11 novembre 2023, ma sarà quella di una famiglia tranquilla del Nordest, che all’improvviso è stata travolta da una tragedia inspiegabile.

“Cara Giulia” è infatti una lunga lettera che il padre Gino scrive alla figlia, ripercorrendo la sua vita di genitore, i giorni della gioia e quelli del dolore e tutto ciò che da questa esperienza si può trarre per diventare persone migliori. Spesso viene sottolineata la propensione di Giulia all’aiuto del prossimo, partendo proprio dai suoi familiari, di cui si prende cura (ad esempio cucinando i loro piatti preferiti e tenendo alto il morale) dopo la morte della madre Monica Camerotto, mancata nel 2022 per un tumore.

Scena dopo scena conosceremo la straordinaria empatia di Giulia, i suoi sogni, i suoi affetti, e certamente anche la sua sparizione, inghiottita dal male. E se questo male sulle pagine di cronaca ha un volto, un nome e un cognome, al cinema viene solo evocato e non materializzato, da un lato per renderlo universale, astraendolo dal personaggio o dall’atto, e dall’altro per enfatizzarne il mistero costringendo lo spettatore ad interrogarsi.

“Se domani non torno” non potrà quindi imprigionare Giulia nel solo ruolo della vittima, distanziandola dalla nostra quotidianità, ma al contrario, grazie alla presa emozionale della narrazione audiovisiva, ce la farà sentire vicina, amica, sorella, figlia, di tutti. 

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