Cosa è il portale Worklimate, usato dalle Regioni per stabilire i limiti del lavoro sotto il sole cocente
Un progetto di Inail e Cnr specializzato sul cambiamento climatico applicato al lavoro. Sul sito si possono consultare le mappe in grado di prevedere il livello di rischio in base a orario e temperatura

Lunedì 24 giugno, ore 16. Stefano Tonin, operaio di 57 anni, muore mentre è al lavoro a San Martino di Lupari per un colpo di calore. Sul caso la Procura di Padova apre un’inchiesta per omicidio colposo.
Il caso riapre la discussione sulle condizioni di chi lavora all’area aperta. Le Regioni, già prima del tragico incidente, stavano provando a correre ai ripari con ordinanze e nuove regole per tutelare i lavoratori nelle ore più calde delle giornate.
Le ordinanze contro il caldo
Le ordinanze varate da diverse Regioni contro il caldo dovrebbero aiutare i lavoratori, concedendo loro pause e riposo almeno negli orari più caldi della giornata. In alcune di queste si legge: «Il divieto di svolgimento delle attività lavorative all’aperto dalle 12.30 alle 16 nei settori agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili all’aperto e nelle cave, nelle giornate e nelle aree del territorio regionale in cui il sistema di previsione del rischio elaborato dal progetto Worklimate (Inail-Cnr) segnali un livello di rischio “alto” per i lavoratori esposti al sole e impegnati in attività fisica intensa».
Una soluzione apprezzata dalla Cisl, che ha commentato con favore l’iniziativa, specificando però che la misura non può da sola arginare una problematica, quella del caldo, ormai sistemica.
Tuttavia spesso ai lavoratori non viene concessa una vera e propria pausa. Le violazioni del divieto vengono spesso giustificate con la necessità di rispettare le scadenze.
Ricerca e prevenzione sono allora fondamentali per prevenire veramente gli infortuni legati all’esposizione prolungata al calore durante i turni. Il progetto Worklimate si pone proprio questo obiettivo.
Cos’è Worklimate
In alcune ordinanze regionali spicca il riferimento a Worklimate, un programma che monitora l’impatto del cambiamento climatico sulla salute e sulle condizioni dei lavoratori.
Worklimate è un progetto di Inail e Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche) che ha come partner diverse università, tra cui quella di Padova. Come specificato sul sito Worklimate «si propone di trasformare le evidenze scientifiche in strumenti concreti e immediatamente applicabili, contribuendo a migliorare la prevenzione degli infortuni e delle patologie correlate all’esposizione termica».
Da qui l’idea di sviluppare guide e consigli sulla gestione del caldo per i lavoratori. Ogni anno, Worklimate stila un decalogo per la prevenzione delle patologie da calore e da esposizione a radiazione solare sui luoghi di lavoro.
Formazione, sorveglianza sanitaria, prevenzione per i lavoratori: sono solo alcuni degli elementi presenti nel documento.
I consigli sono indirizzati in questo caso ai datori di lavoro, ma il progetto mantiene uno sguardo più ampio: sul sito si possono trovare guide di ogni tipo: un’informativa sulle patologie da calore e sui fattori che contribuiscono alla loro insorgenza o ancora una guida per mantenere un buono stato di idratazione durante i turni.
La previsione del rischio: come usare Worklimate
I lavoratori possono anche informarsi sulla corretta alimentazione da tenere nei momenti di caldo. Ma non solo: il menu personalizzato del sito consente anche di osservare le previsioni e selezionare il tipo di esigenze. Per informarsi sulle precauzioni da prendere è possibile selezionare intensità e contesto climatico in cui si svolge il lavoro.

L’interfaccia del sito mostra quindi le condizioni di rischio tramite le mappe. In questo periodo, durante le ore più calde, i rischi per i lavoratori sono alti sostanzialmente ovunque nella Penisola.

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