Il mare Adriatico a 31 gradi: in acqua fa caldo come alle terme
I dati registrati al largo del Lido tra i più alti d’Italia e i timori di fenomeni atmosferici sempre più intensi. Luca Mercalli: «Serbatoio di energia per l’aria fredda»

Al mare come alle terme: ormai non c’è più differenza, o quasi. L’ennesima ondata di calore che sta colpendo l’Italia, senza dare tregua alla colonnina di mercurio, rende sempre più difficile trovare refrigerio tra le onde dell’Adriatico.
Anzi, fare il bagno lungo il nostro litorale è quasi come immergersi in una vasca d’acqua calda. Termale, appunto. Sono i dati a confermare una sensazione sempre più diffusa.
I dati Ispra
E a rendere ancor più inquietante il quadro atmosferico nel quale ci troviamo, dal momento che questa enorme riserva d’energia incamerata dall’acqua rischia di tradursi in fenomeni atmosferici sempre più intensi. La fotografia è stata scattata dalla rete mareografica nazionale di Ispra. Giovedì scorso, alle nove di sera, la stazione di Venezia collegata alla rete mareografica nazionale e collocata presso la diga di San Nicolò alla bocca di porto del Lido ha infatti registrato una temperatura di quasi 31 gradi: 30,2 per l’esattezza (le terme, d’estate, raggiungono i 32-33 gradi centigradi al massimo).
Nell’ultimo mese, la temperatura ha oscillato tra i 27 gradi di inizio luglio fino alla minima di 26 gradi appena una decina di giorni fa, quando l’afa sembrava essersi presa una tregua.

Dalla fine di luglio in poi, però, la curva del grafico presente nel sito dell’Ispra subisce una repentina impennata fino, appunto, ai 30, 2 gradi di giovedì scorso.
Mediterraneo bollente
Un evento eccezionale e isolato? Purtroppo no, anzi. Non va meglio nel resto del Mediterraneo. Il dato registrato nei giorni scorsi dalla boa oceanografica al largo di Maiorca, in Spagna, potrebbe essere il più alto di sempre: i sensori infatti hanno misurato 33 gradi di temperatura superficiale, un record per il Mediterraneo, che di media fa registrare temperature tra i 25 e i 26 gradi.
Guardando alla situazione in Italia, i dati della rete mareografica nazionale di Ispra in questi giorni indicavano 29,3 gradi registrati dalla boa di Trieste 30,5 ad Anzio, 29,4 a Taranto, 29, 2 a Carloforte in Sardegna.
Le anomalie raggiunte nel Mediterraneo, e in particolare nell’Adriatico, come certificato di recente dal servizio Copernicus, sono arrivate persino a +8 gradi rispetto alle medie. Inevitabilmente, la causa è da ricercare nell’impatto della crisi climatica: oltre il 90% del calore in eccesso viene assorbito dagli oceani e, buona parte di quel calore, è il frutto delle emissioni che l’uomo alimenta con i combustibili fossili. I risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Basta guardare il fenomeno registrato a Jesolo nei giorni scorsi: la colorazione verde del mare è dovuta invece al basso fondale e alla presenza di fitoplancton, ricco di clorofilla, e quindi di un verde acceso, che prolifera proprio grazie alle alte temperatura registrate in questi giorni. Tutti indicatori di acqua pulita e ormai quasi “tropicale”.
L’attuale temperatura del mare poi, influenzerà quella dei mesi successivi: con le anomalie in atto ci si può quindi aspettare fenomeni meteo di grande potenza e intensità. Su questo aspetto, gli scienziati sono unanimi nel mettere in allarme di fronte ai rischi. Si parla in ogni caso di previsioni, che come tali non danno certezze se non nell’immediatezza della loro realizzazione. Quindi insomma, è prematuro dire che scoppieranno tifoni o tempeste. Ma insomma, il rischio c’è.
Il climatologo
Lo conferma anche il noto climatologo e divulgatore scientifico Luca Mercalli. «Il mare caldo sicuramente fornisce umidità ed energia per che favorisce nubifragi e perturbazioni violente», spiega Mercalli, «è una condizione necessaria, sì, ma non sufficiente. Potrebbe anche non capitare.
Guardiamo ad esempio a quello che succede nel Mar Rosso, la cui temperatura è altissima ma non piove quasi mai. Ci vogliono altre condizioni che vadano ad interagire.
È probabile che queste condizioni si manifestino da noi in autunno, ma ora come ora sarebbe allarmistico dire che capiterà di sicuro. Le previsioni valgono per una decina di giorni, bisognerà seguire con attenzione cosa dicono i colleghi di Arpav. In generale, comunque, il mare caldo produce una riserva di energia per mesi e mesi che poi rischia di andare a sommarsi al contributo dell’aria fredda che, con la compresenza di altre caratteristiche, potrebbe aumentare l’intensità di fenomeni atmosferici che si sarebbero comunque verificati ma in maniera più blanda. Dovremo monitorare con attenzione il quadro meteorologico».
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