Vacanze estive con il rebus polizze: «Costi fino all’8 per cento del viaggio»

Report del Codacons sulle incognite che gravano sulle prossime ferie tra aree di conflitto, rotte pericolose, costi dei carburanti e altre possibili limitazioni

La redazione

Partiremo questa estate? Forse no. Alle incognite delle destinazioni estere sconsigliate per i conflitti in corso, in primis Ucraina, Russia, Medio Oriente, Sudan, Congo, Haiti, Yemen, o per la grave crisi alimentare e logistica come Cuba, si sommano, per ogni rotta, i dubbi sulla disponibilità e i costi dei carburanti, con le forniture dai Paesi Arabi ridotte al lumicino dopo la chiusura dello stretto di Hormuz.

Già sabato la prima avvisaglia di una possibile scarsità di carburante che potrebbe mettere a terra molti aerei in estate è emersa in seguito alla comunicazione, diffusa dalla Air Bp Italia alle compagnie aeree, di limitazioni nei rifornimenti in quattro scali. Sul tena, però, è intervenuto anche il gruppo Save che attraverso l’ad Monica Scarpa ha escluso problemi di rifornimento carburante nei propri scali.

Secondo Assoviaggi Confesercenti «il turismo organizzato sta continuando a subire una doppia penalizzazione: carburante su livelli molto elevati e un dollaro forte rispetto all’euro, fattori che incidono direttamente sui costi del trasporto aereo e, di conseguenza, sull’offerta dei pacchetti di viaggio».

Tuttavia il dilemma-costi pesa anche per chi opta per l’organizzazione fai-da-te del viaggio. Una volta scelta una meta tra quelle non sconsigliate dalla pagine “Viaggiare sicuri” del ministero Affari Esteri, calcolatrice alla mano occorre valutare se stipulare un’assicurazione contro il rischio di cancellazione voli per eventuali mancate forniture di carburante. Può arrivare a costare fino all’8% dell’intera vacanza, avverte Codacons, e le polizze non coprono tutti i rischi, oltre a prevedere franchigie, massimali ed esclusioni.

L’assicurazione, dietro ben motivata rinuncia al viaggio, rimborsa le spese sostenute per acquisto di voli, strutture ricettive, penali di agenzie di viaggio o tour operator, e servizi turistici già pagati. Mentre in caso di cancellazione del volo per decisione della compagnia aerea, come nel caso di carenze di carburante, la normativa comunitaria stabilisce che il passeggero abbia diritto al rimborso del prezzo del biglietto o alla riprotezione su un altro volo. 

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