Urso incalza sui carburanti: «Abbassate subito i prezzi»

Il ministro convoca le compagnie petrolifere e avverte anche le linee aeree: «Colpiremo chi specula»

Chiara Munafò
Il ministro Adolfo Urso
Il ministro Adolfo Urso

Adeguamento immediato dei prezzi dei carburanti nelle stazioni di benzina. È la richiesta del governo alle principali compagnie petrolifere, dopo la tregua nei combattimenti in Iran. Eni, Q8, Ip, Tamoil e Api sono state convocate domani alle 16 al ministero delle Imprese.

«Come c’è stata una riduzione significativa immediata del costo del petrolio e del gas sui mercati internazionali, questa riduzione deve avvenire subito anche nella rete distributiva», ha detto il ministro, Adolfo Urso, al termine dell’incontro con il vicepresidente della Commissione europea, Stéphane Séjourné, e le associazioni datoriali.

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Gli ultimi dati indicano un prezzo medio ancora in aumento fino a 1,789 euro al litro per la benzina e 2,178 euro per il gasolio sulla rete stradale in modalità self service, nonostante i ribassi delle quotazioni del petrolio. Le associazioni dei consumatori hanno segnalato il rischio di un adeguamento al ribasso dei distributori “a ritmo da lumaca” , con la diversa velocità che spesso contraddistingue le riduzioni dei prezzi rispetto a quella dei rialzi. Il pericolo che il tavolo di domani vuole scongiurare.

Urso ha esteso il discorso anche ai rincari dei prezzi dei carburanti nel settore aereo: «non c’è alcuna giustificazione perché aumentino, soprattutto alla luce di quanto avvenuto stanotte con la tregua. Qualunque forma di speculazione sarà colpita alla fonte». Il Pd ha presentato un’interrogazione urgente al Senato in cui chiede al governo di rendere noti i livelli delle riserve di jet fuel negli aeroporti siculi e di adottare un decreto legge con un price cap per limitare i rincari dei voli. «La crisi del carburante aereo non è un problema di biglietti più cari, per chi vive in Sicilia, in Sardegna o nelle isole minori rischia di diventare isolamento vero», ha detto il primo firmatario, Antonio Nicita.

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Dal ministro è arrivato un messaggio di completo sostegno al vicepresidente della Commissione: «il sistema Italia gli dà piena fiducia sulla strada delle riforme. Abbiamo un altro commissario in Europa», ha dichiarato chiedendo di accelerare nell’attuazione dell’Industrial Accelerator Act: «non è sostenibile attendere il 2029 per introdurre i requisiti made in Europe e low carbon».

Sejourné ha sottolineato la «sfida esistenziale» affrontata dall’industria europea e l’obiettivo di riportarla con l’Industrial accelerator act al 20% del Pil comunitario e ringraziato l’Italia per il sostegno.

Nella mattinata il vicepresidente della Commissione era intervenuto in audizione davanti ai parlamentari di Camera e Senato e aveva assicurato che c’è un margine di flessibilità sul patto di stabilità “in caso di crisi sistemiche” : “la Commissione europea non lascia sprofondare le proprie imprese” , ha garantito. Ha inoltre rivolto un appello a deputati e senatori per ridurre le barriere normative che rendono il mercato europeo troppo frammentato. 

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