L’analista: «Ecco perché il diesel resterà caro ancora per dieci giorni»

Il petrolio è in calo, il gasolio no. Tabarelli (Nomisma Energia): «Ai distributori il diesel si abbasserà, ma tra i 10 e i 15 centesimi al litro»

Federico Murzio
Una stazione di servizio: i prezzi dei carburanti sono alle stelle
Una stazione di servizio: i prezzi dei carburanti sono alle stelle

E ora? L’effetto lenitivo della tregua del conflitto in Iran, per adesso, è sul Brent. Tradotto: sul prezzo del petrolio al barile. Il calo è stato immediato: dai 110 dollari del giorno precedente alla tregua, (nelle stesse ore in cui il presidente Usa Donald Trump lasciava presagire qualcosa di poco inferiore alla fine del mondo), ai 93 dollari di ieri. Effetto lenitivo, si diceva, in attesa di contestuali cali di prezzi alle pompe di rifornimento.

Ci vorrà qualche giorno, dicono, ottimisti, gli esperti dell’energia. Ci dovremo tenere il gasolio sopra i 2 euro al litro ancora per qualche tempo, dicono tutti gli altri. Davide Tabarelli è il presidente di Nomisma Energia e appartiene alla prima categoria. «Ma per il pieno di gasolio vi consiglio comunque di aspettare ancora», dice.

Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia
Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia

Presidente Tabarelli, è corretto aspettarsi un calo del costo dei carburanti legato al calo del costo del petrolio al barile?

«Sì. La prospettiva è che nei prossimi dieci giorni possa calare. La condizione, naturalmente, è che siano mantenute le condizioni per cui il prezzo al barile è sceso nelle ultime ore all’annuncio della tregua».

Il gasolio è sotto i riflettori, soprattutto degli utenti. Cosa si devono aspettare?

«Credo che alla pompa il prezzo possa scendere dai 10 ai 15 centesimi, fa parte degli automatismi del mercato. Dovrebbe scendere fino ai 2 euro al litro».

Un costo comunque superiore rispetto all’inizio del conflitto.

«Va detto che il prezzo del gasolio ha subito aumenti fin dall’inizio dell’anno quando è entrato in vigore l’adeguamento di valore, avvenuto per legge, del prezzo del diesel con quello della benzina».

Se il prezzo alla pompa è legato anche al Brent, a colpire sono le due velocità dell’andamento dei prezzi: perché gli effetti al distributore sono pressoché immediati in salita e molto lenti in discesa?

«Guardi, credo che gli operatori si aspettino un consolidamento della situazione. È una dinamica che fa parte degli automatismi di questo mercato. Oggi i prezzi sono decisi il giorno prima per il giorno dopo».

Senta, a proposito dei prezzi al distributore, cosa possiamo dire del fatto che gli incrementi sono avvenuti con la benzina e il gasolio già a disposizione, quindi acquistato dalle compagnie a un prezzo pre-guerra?

«Le compagnie guadagnano dall’attività industriale, ingegneristica, sulla produzione e raffinazione. Non ci sono speculazioni. Eppoi noi paghiamo molte persone per controllare: c’è l’Antitrust, c’è l’Autorità per l’energia, c’è Misterprezzi».

Sappiamo che le compagnie “suggeriscono” i prezzi ai propri distributori e che questi ultimi, a conti fatti, non possono fare di testa propria perché sono previste penali. Dobbiamo comunque mettere in conto qualche ritardo nell’adeguamento?

«In Italia abbiamo 20 mila punti vendita, qualcuno che fa il furbo c’è. Ed è una dinamica che insiste in ogni mercato liberalizzato tanto più in una fase di crisi come quella che stiamo vivendo».

Quindi?

«Non dovrebbe esistere un ritardo dell’aggiornamento dei prezzi alla pompa. Tanto più che il Decreto carburanti approvato in queste ore mette la sorveglianza su questo tipo di dinamiche e quindi anche sugli accorgimenti. Se nei prossimi giorni non ci dovessero essere riduzioni significa che c’è qualche problema».

Quali sono le variabili che potrebbero incidere maggiormente?

«La forte instabilità e incertezza del contesto geopolitico».

Qual è il suo consiglio?

«Aspettare ancora qualche giorno per fare il pieno di gasolio all’automobile».

Nell’ipotesi che i prezzi non dovessero scendere contestualmente al calo del Brent?

«Ci sono tutti gli strumenti per segnalare i prezzi anomali alle pompe». 

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