Skipass Dolomiti, giornaliero fino a 89 euro a Natale: il Consorzio frena
Skipass Superski Dolomiti verso nuovi aumenti per la stagione invernale: si ipotizza un giornaliero fino a 89 euro a Natale e Capodanno, ma il Consorzio non conferma. Prezzi ufficiali dopo il 10 settembre

Una giornata in pista nelle vacanze di Natale e di Capodanno potrebbe costare fino ad 89 euro. Anche 8 o addirittura 9 euro in più del prezzo del giornaliero in tante stazioni del Superski Dolomiti, nell’alta stagione dello scorso inverno. Usiamo il condizionale perché le anticipazioni diffuse ieri da siti specializzati non hanno trovato conferma ai vertici del Consorzio, 1200 km di piste, 12 comprensori tra il Bellunese, il Trentino e l’Alto Adige.
“Ci occuperemo dei nuovi prezzi solo la prossima settimana e li ufficializzeremo dopo il 10 settembre – precisa il direttore Marco Pappalardo –. Non siamo in grado neppure di confermare se ci saranno incrementi. Di solito corrispondono all’aumento dell’inflazione”. È evidente che le nuove tariffe terranno conto dell’esito dell’istruttoria dell’Antitrust che prevede rimborsi e voucher destinati agli sciatori che hanno acquistato skipass nelle ultime tre stagioni invernali, per un valore complessivo di 30 milioni di euro, ai quali si aggiungono altri 20 milioni in promozioni che resteranno in vigore per le prossime cinque stagioni. Si sa che nelle settimane scorse c’è stato, all’interno del Consorzio, chi ha consigliato per quest’inverno di azzerare ogni incremento e chi, invece, ha condiviso la necessità di “pareggiare” l’inflazione.
Avrebbero vinto questi ultimi. L’incremento potrebbe oscillare fra il 3 ed il 4%, si suppone a Cortina piuttosto che ad Arabba e nel Civetta, in linea con il trend degli ultimi due anni, la metà, quindi del 2023/24 e meno della metà di quel 10, 4% così discusso nel 2022/23.
Ma, attenzione, tornando al giornaliero, in bassa stagione, dal 28 novembre al 19 dicembre e dal 10 gennaio ai 31 dello stesso mese, nonché dal 21 marzo all’11 aprile, il pass appunto costerebbe 80 euro per gli adulti, 56 per gli juniores, 72 per i seniores. “Stanno fuori di testa – sono state le reazioni sui social –: una famiglia di 4 persone per una giornata di sci dovrebbe spendere di solo skipass 272 euro”.
Si ribatte con la scontistica
Dal Consorzio reagiscono parlando di “speculazioni”, perché, appunto, nessun prezzo sarebbe ancora stato fissato. E ricordano che, in ogni caso, ci sarà un’ampia scontistica, sia consortile, sia a livello di singole valli sciistiche dove sarà consentito scendere anche del 20 per cento. Un confronto, per quanto riguarda il giornaliero, negli ultimi 10 anni, fissa che nella stagione 2016/2017 siamo partiti da 57 euro, superando quota 60 tre anni dopo.
Fermo, lo sci, con il Covid, si è ripreso nel 2021/22 con un incremento dell’8,1 e 67 euro di skipass per una giornata. L’anno successivo si è schizzati a 74 euro, con un aumento del 10, 4%. In dieci anni, dunque, l’aumento percentuale è stato del 50, 9%, pari ad un +4, 7% l’anno.
Non è escluso, come si auspica fra le Dolomiti bellunesi, che attorno al tavolo in cui si decideranno i nuovi prezzi qualcuno inviti a tener presente dell’”ottima stagione” estiva, che sul Civetta, ad esempio, viene considerata, già ad oggi, “la migliore degli ultimi anni”, con folle di escursionisti che sono saliti in quota per godere del clima meno tropicale.
Cortina, al contrario delle stazioni limitrofe, ha l’esigenza di fare cassa, perché la stagione invernale è stata “quasi da dimenticare”, per il fermo di oltre due mesi degli impianti olimpici e paralimpici (e nessun ristoro da Roma, anzi da Milano, quindi dalla Fondazione Mico).
“Se fossero 89 euro il giornaliero, chi viene Cortina può permetterselo – ci dice un impiantista –, perché oltre confine, a cominciare dalla vicina Austria, di euro se ne spendono 100 per una giornata sugli sci”. Ma Josep Ejarque, che è il guru di Cortina Marketing, si dice convinto che nonostante i prezzi la “perla delle Dolomiti” farà il pieno postolimpico, quest’inverno, soprattutto di stranieri. Ed ecco che gli ultimi impianti di risalita chiuderanno l’estate ai primi di novembre, mentre riapriranno per lo sci neppure dopo un mese. Con l’eccezione del Col Gallina che si ripromette anche quest’anno di anticipare tutti, con lo sci, già ai primi di novembre.
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