“Prestami i soldi per il dentista”, la truffa dilaga su Whatsapp: ecco come funziona e come difendersi
In molti stanno ricevendo messaggi fraudolenti con richieste di denaro, da inviare tramite bonifico. Ecco perché questo raggiro è più efficace di quanto si possa pensare

Ballerina o dentista. Due attività che poco c’entrano tra di loro, se non fosse che sono le protagoniste delle truffe che stanno correndo su Whatsapp in queste settimane. Sono molti gli utenti che si sono visti recapitare da alcuni contatti della rubrica messaggi in cui era contenuta una richiesta di soldi in prestito: alcune volte per poter far partecipare qualche giovane parente o amica del mittente a un concorso di danza, altre per poter pagare la visita dentistica.
“Ok, ma chi ci cade”, potrebbe obiettare qualcuno. Nulla di più sbagliato. La sorpresa e l’impreparazione di vedersi recapitare una richiesta d’aiuto dal numero di qualcuno a noi vicino può trarre in inganno molti. Andiamo a vedere come funziona e come difendersi da queste truffe.
Come funziona la truffa
Il modus operandi di chi imposta il raggiro è relativamente semplice. Riesce per prima cosa a prendere il controllo dell’account WhatsApp della persona presa di mira. Poi invia a tutti i contatti un messaggio del tipo “Ciao ***, potresti prestarmi 1010 €? Devo pagare urgentemente il dentista e ho problemi con la carta. Te li restituisco stasera”.

Una volta che chi ha ricevuto il messaggio si mostra disponibile, i truffatori inviano il proprio Iban, e, insistendo sull’urgenza del pagamento, chiedono di procedere al bonifico istantaneo. A quel punto chi ormai è caduto nella trappola effettua il versamento e il gioco è fatto.
Perché è così efficace
Già qui emergono due elementi che rendono questa truffa particolarmente efficace. Primo, il mezzo. A differenza della casella mail o di altre piattaforme social, generalmente consideriamo WhatsApp un luogo più “protetto”, tanto più che il messaggio arriva da un contatto che abbiamo salvato in rubrica. In sostanza, è un sistema simile a quello di raggiri diffusi come quello del finto incidente. A differenza di quest’ultimo, in cui uno dei truffatori si presenta di persona a recuperare il denaro richiesto, in questo caso il tutto inizia e finisce interamente su canali digitali.
Ma ci sono anche altre caratteristiche che rendono particolarmente pericolosa questa truffa. Non di rado il messaggio fraudolento contiene il nome del destinatario, rendendo più difficile per quest’ultimo comprendere che si tratta di una catena inoltrata a moltissimi contatti. Poi c’è l’aspetto logistico. È una truffa “automatizzata”, che in pochi istanti raggiunge migliaia di persone, con un impegno “minimo” da parte dei malviventi. Questi non devono pensare a parlare direttamente con ciascuna vittima al telefono, non devono effettuare alcun processo di furto di dati personali. Sui grandi numeri, qualcuno che ci casca si trova.
Come difendersi
Considerata la rapida diffusione della truffa, il governo ha pubblicato sul sito dell’Agid (L'Agenzia per l'Italia digitale) alcuni consigli su come difendersi dalle truffe Whatsapp.
Un punto critico riguarda le sessioni del servizio di messaggistica istantanea ancora attive. In molti casi i truffatori riescono a prendere possesso dell’account di un utente attraverso i dispositivi collegati a quello principale. In parole povere, su servizi come Whatsapp Web. Un buon metodo, dunque, è premurarsi di disconnettere tutti questi dispositivi quando non sono in uso.
In caso contrario, infatti, chi ha violato l’account può continuare a usarlo anche dopo il recupero. Per questo è essenziale controllare le impostazioni e chiudere ogni sessione aperta. Per farlo, basta accedere all’app, andare sul proprio account e cliccare su “dispositivi collegati”. Da lì si possono escludere i servizi utilizzati.
Importantissimo anche attivare la verifica in due passaggi. Attenzione anche alle chat archiviate: i messaggi fraudolenti possono nascondersi lì, rendendo più difficile accorgersi della truffa.
Chi invece riceve il messaggio, deve cercare di non agire di impulso. In caso di una richiesta di soldi, la prima cosa da fare è cercare di parlare con chi ha inviato un messaggio. Esempio: Mario Rossi mi scrive su Whatsapp che ha bisogno di immediatamente di denaro per pagare il dentista, io non rispondo al messaggio e chiamo Mario Rossi al telefono. Se non mi risponde deve scattare il primo campanello d’allarme.
Quest’ultima è una buona pratica anche nel caso si sia capito che si tratta di una truffa. Chiamando la persona da cui è arrivato quel messaggio Whatsapp, la informiamo che il suo account è stato violato, è che quasi certamente la richiesta di denaro è arrivata a quasi tutti i contratti della rubrica. A quel punto quella persona può denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine, e nel mentre avvisare i propri contatti su altri canali del potenziale raggiro.
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