A Padova c’è City Vision, ecco le buone pratiche dei Comuni di tutta Italia

Lunedì e martedì una due giorni con rappresentanti da tutta la Penisola, eventi aperti alla cittadinanza per riflettere sui temi caldi dell’agenda politica. Lanzilotta: «I territori affrontano sfide sempre più complesse, vanno aiutati»

Flavio Centamore
Padova City Vision
Padova City Vision

 

Da Milano a Napoli, passando per Torino, Genova e Bologna. Saranno oltre 150 le pubbliche amministrazioni rappresentate agli Stati generali delle città intelligenti, in programma lunedì e martedì ottobre al centro Altinate San Gaetano. Sono 1.500 i partecipanti attesi per la settima edizione di City Vision, che porterà a Padova sindaci, assessori e consiglieri comunali di 21 capoluoghi e di decine di Comuni medio-piccoli da tutta Italia, insieme a rappresentanti di imprese, università e centri di ricerca. Un appuntamento che quest’anno raddoppia la durata e amplia il programma: due giornate complete, 17 tavoli di lavoro, incontri in plenaria e un’area espositiva dedicata alle tecnologie e ai progetti che stanno trasformando i territori.

Le buone pratiche

Tra le città rappresentate ci saranno anche Verona, Trento, Parma, Perugia, Udine, Reggio Emilia e Reggio Calabria. Al centro del confronto alcune delle sfide più urgenti per le amministrazioni: cambiamento climatico, crisi abitativa, sicurezza, salute, mobilità, intelligenza artificiale e accessibilità dei servizi.

Temi che riguardano da vicino anche il territorio e sui quali lo scambio di esperienze può offrire soluzioni concrete.

Tra le anticipazioni dell’edizione 2026 ci sono anche due riconoscimenti per la città dee Santo. Il primo arriva dal City Vision Score, la classifica che misura il grado di intelligenza dei comuni italiani: la città figura nella top ten dei capoluoghi di provincia. Il secondo riguarda il premio Buone pratiche, che vedrà premiato il progetto dei Patti digitali di comunità, dedicato all’educazione e all’uso consapevole delle tecnologie con il coinvolgimento della comunità.

Gli eventi per i cittadini

La principale novità di quest’anno è la volontà di aprire maggiormente la manifestazione alla cittadinanza. È già entrata nel vivo la City Vision Week, iniziata lunedì scorso e in programma fino a domenica 18 ottobre, realizzata in collaborazione con il Comune. Un calendario di appuntamenti diffusi e aperti a tutti, tra lezioni, visite guidate alla scoperta di luoghi poco conosciuti, proiezioni cinematografiche, workshop e perfino parkour. Un modo per portare il tema dell’innovazione urbana fuori dalle sale dei convegni, coinvolgendo direttamente chi vive, studia e lavora sul territorio.

«In sette anni City Vision è cresciuta insieme a una comunità di amministratrici e amministratori pubblici, imprese, università e persone che vogliono contribuire al futuro dei propri territori», spiega Domenico Lanzilotta, fondatore e direttore di City Vision e founding partner di Blum. «Abbiamo portato il confronto in tante città italiane, raccogliendo esperienze e costruendo relazioni che trovano negli Stati generali a Padova il loro punto d’incontro».

Coinvolgere Padova

Una crescita che ha portato la manifestazione ad affermarsi a livello nazionale, ma che pone anche una sfida sul fronte locale. «C’è un paradosso: oggi questo appuntamento è più conosciuto a livello nazionale che nella città che lo ospita. È una distanza che vogliamo colmare, anche attraverso la City Vision Week, coinvolgendo chi a Padova vive, studia e lavora», sottolinea Lanzilotta.

Il programma prenderà il via lunedì mattina con tre incontri dedicati alle scuole e alle sfide dell’intelligenza artificiale, dai diritti alla disinformazione. Nel pomeriggio spazio ai professionisti e ai primi tavoli di confronto su turismo, partecipazione, crisi abitativa e mobilità.

Alle 18, nell’Auditorium del San Gaetano, la cerimonia inaugurale con la premiazione di sette buone pratiche dei Comuni e la proclamazione del vincitore assoluto del City Vision Score. Previsto anche un dialogo con Alberto Felice De Toni, sindaco di Udine.

Martedì sarà la giornata centrale del confronto, con incontri dedicati alla sicurezza urbana, all’energia, alla manutenzione intelligente, ai dati e alle infrastrutture digitali. Dalle 11 alle 13 il main event in auditorium, mentre alle 13. 45 saranno premiati i comuni più intelligenti d’Italia e assegnate le menzioni speciali alle esperienze virtuose. Nel pomeriggio si parlerà anche di urbanistica di genere, longevità, adattamento climatico e intelligenza artificiale applicata alla gestione urbana.

«Dagli effetti del cambiamento climatico alle disuguaglianze, le città oggi affrontano sfide ogni giorno più complesse, a cui come amministratori pubblici siamo chiamati a dare risposte concrete ed efficaci», osserva Margherita Cera, assessora alla Smart City, sottolineando il valore dello scambio di esperienze tra amministrazioni. Ma cosa significa davvero essere una città intelligente? Per Lanzilotta la risposta va oltre le tecnologie: «Una città intelligente si riconosce dalla capacità di migliorare la vita quotidiana, rendere i servizi più accessibili, usare i dati per prendere decisioni migliori, prendersi cura degli spazi e permettere alle persone di partecipare».

 

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