Mattarella e Felipe VI sull’isola di San Giorgio a Venezia per il convegno sull’AI

Mercoledì 17 giugno la partecipazione dei Capi di Stato al Summit Cotec Europa, ci sarà anche il presidente portoghese José Seguro. Scatta il dispositivo di sicurezza, il prefetto Pellos: «Non inciderà sulla normale quotidianità dei veneziani»

Edoardo Fioretto
Mattarella con il ministro Crosetto in una precedente visita a Venezia
Mattarella con il ministro Crosetto in una precedente visita a Venezia

La visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella di mercoledì 17 giugno porterà a Venezia un dispositivo di sicurezza rafforzato, ma costruito per incidere il meno possibile sulla vita ordinaria della città. Il Capo dello Stato sarà all’isola di San Giorgio Maggiore per il XIX Summit Cotec Europa, insieme al re di Spagna Felipe VI e al presidente della Repubblica portoghese António José Seguro.

Tre capi di Stato, delegazioni internazionali, autorità italiane e un programma concentrato in un’area delicata della laguna: abbastanza per attivare una macchina di controlli ampia, senza però trasformare Venezia in una città blindata.

Il coordinamento è in capo alla prefettura, con questura, carabinieri, Guardia di finanza, polizia locale e gli altri enti coinvolti nella gestione della visita. Il prefetto Darco Pellos lo sintetizza così: «La prefettura si è mossa per rendere la visita del presidente e delle altre autorità internazionali in modo sicuro, ma senza incidere sulla normale quotidianità dei veneziani». È la linea scelta per un appuntamento istituzionale di alto profilo: protezione dei percorsi, controllo degli accessi, vigilanza sull’acqua e verifiche nei punti di transito, evitando misure più invasive del necessario.

Il cuore dell’evento sarà la Fondazione Giorgio Cini, sull’isola di San Giorgio Maggiore. La collocazione lagunare rende la sicurezza diversa da quella di un vertice in terraferma. Per questo i controlli riguarderanno sia la terra sia l’acqua, con particolare attenzione agli spostamenti delle delegazioni e alle aree di avvicinamento all’isola.

L’obiettivo è mantenere separati i flussi istituzionali da quelli cittadini e turistici. Venezia, anche in una giornata normale di giugno, vive già sotto pressione: arrivi in stazione, passaggi da piazzale Roma, vaporetti, gruppi organizzati, traffico acqueo. La presenza di Mattarella, Felipe VI e Seguro impone dunque un rafforzamento inevitabile, ma calibrato. Alcune limitazioni potranno riguardare tempi e percorsi legati all’evento, mentre la regia della prefettura punta a evitare ricadute diffuse sulla città.

Il summit Cotec Europa sarà dedicato all’intelligenza artificiale e al lavoro. Il titolo scelto è Rethinking work in the age of AI: Transformation, Opportunity, Governance. Al centro ci saranno le trasformazioni prodotte dalle nuove tecnologie su imprese, pubbliche amministrazioni, formazione, organizzazione dei processi produttivi e rapporti sociali. Un tema ormai uscito dal solo perimetro tecnico, perché riguarda occupazione, competenze, diritti, competitività e capacità delle istituzioni di governare un cambiamento rapido.

Fondazione Cotec opera da oltre trent’anni sui temi dell’innovazione. La rete europea riunisce Italia, Spagna e Portogallo e organizza periodicamente incontri tra i tre Paesi. L’edizione veneziana arriva dopo il summit del 2025 a Coimbra e riporta in Italia un confronto che coinvolge le fondazioni dei tre Stati, mondo produttivo, università e istituzioni. La presenza dei tre capi di Stato dà al vertice un valore diplomatico oltre che scientifico ed economico.

Per Venezia sarà quindi una giornata di rappresentanza istituzionale e di controlli discreti ma intensi. Un appuntamento concentrato che richiede comunque una gestione attenta. La prefettura punta a far convivere sicurezza e normalità: proteggere il vertice, garantire gli spostamenti delle autorità e lasciare ai veneziani una giornata il più possibile simile alle altre.

 

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