Biennale, l’Iran è senza curatore né sede. La partecipazione resta in bilico

Il Paese è tra i 99 che hanno ufficializzato la presenza alla Biennale Arte ma non si conoscono ancora la sede del padiglione, il curatore e gli artisti in esposizione. «Speriamo» dicono dall’Istituto culturale della Repubblica Islamica dell’Iran

Camilla Gargioni
L’installazione del padiglione dell’Iran alla Biennale Arte 2024
L’installazione del padiglione dell’Iran alla Biennale Arte 2024

«We hope», «Speriamo», rispondono telegrafici dall’altro capo del telefono dell’Istituto Culturale della Repubblica Islamica dell’Iran con sede a Roma. La domanda è se l’Iran riuscirà a partecipare alla 61. Esposizione d’Arte Internazionale della Biennale, che prenderà vita a Venezia dal prossimo 9 maggio. Sempre l’Istituto Culturale della Repubblica Islamica dell’Iran, via mail, ha risposto a Linkiesta che «alla luce degli ultimi fatti, la presenza dell’Iran in questa edizione della Biennale di Venezia non è ancora confermata».

Lo stato dell’arte: l’Iran figura tra i 99 Paesi che, lo scorso 4 marzo, hanno ufficializzato la propria partecipazione alla Biennale Arte In Minor Keys. Ma l’Iran ha indicato solo il commissario del padiglione, Aydin Mahdizadeh Tehrani, mentre non ha comunicato alcuna sede dove potrebbe trovare casa il padiglione, né curatore o artisti.

L’Iran non è tra i Paesi titolari di un Padiglione: l’ultima partecipazione, alla scorsa edizione della Biennale Arte del 2024, lo aveva visto prendere gli spazi di Palazzo Malipiero, a due passi da Palazzo Grassi sul Canal grande (che quest’anno ospita invece la Bosnia-Erzegovina). Nel 2024, l’Iran aveva portato un progetto intitolato “Of One Essence is the Human Race”, legato ai confini e al senso di unità del genere umano.

Di certo, non è in discussione la possibilità della sua partecipazione: su questo punto, così come per Israele e la Federazione Russa, il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco è stato chiaro e fermo su una posizione contro le censure e di aperture al dialogo.

Anche perché, come ha ricordato la Biennale sul nascere delle polemiche per il ritorno della Russia, «sono i Paesi riconosciuti dalla Repubblica Italiana che chiedono autonomamente di partecipare alle mostre della Biennale, con semplice comunicazione qualora il Paese sia proprietario di un Padiglione ai Giardini, come nel caso della Russia. La Biennale non impedisce a nessun Paese, ufficialmente riconosciuto dalla Repubblica Italiana, di partecipare a tali mostre».

L’altro tema potrebbe essere la presa di posizione di alcuni Paesi che - in polemica con l’apertura alla Russia - potrebbero non partecipare: ma, al momento, i Paesi partecipanti stanno portando avanti i loro progetti.

Riproduzione riservata © il Nord Est