In Fvg c’è lo sconto, ma in Veneto le tariffe piene sono più basse: i prezzi della benzina a confronto
Il primato negativo appartiene a Trieste, l’offerta più conveniente è a Udine. Nel Padovano si pagano 28 centesimi in meno, quasi il valore dell’agevolazione regionale

Fare il pieno di benzina costa meno in tutta la regione grazie allo sconto carburanti della Regione. La consistenza del risparmio, al netto delle agevolazioni regionali, resta però diversa nelle quattro ex province del Friuli Venezia Giulia. Nella fascia confinaria, dove viene applicato lo sconto regionale maggiore (34 centesimi al litro), e in particolare nell’area di Trieste, i prezzi applicati in partenza restano infatti decisamente più alti.
Le compagnie sembrano approfittare dello sconto regionale per rosicchiare ben più di qualche centesimo rispetto ai prezzi applicati nel resto del Friuli e in Veneto. E se a Trieste, per un litro di benzina fuori dall’autostrada si arriva a pagare 1,809 euro, ad Abano Terme (Padova) alla pompa si pagano addirittura 28 centesimi in meno: quasi quanto lo sconto regionale.
Se il prezzo medio in Italia, rilevato sabato dal sito della rivista specializzata AlVolante, era di 1,638 euro al litro, in provincia di Trieste si viaggiava a 1,679: 4 centesimi in più. Contro un prezzo medio oltre confine, sempre a sabato, di 1,380 euro al litro: 25 centesimi in meno. A Trieste i prezzi applicati dai diversi distributori spesso sono però ancora tali da superare quelli praticati in Slovenia, pur applicando lo sconto regionale. La punta più elevata, con i suoi 1,906 euro al litro, è quella dell’area di servizio di Duino Nord lungo il raccordo dell’A4, ma nel territorio, dove diversi distributori restano sopra l’euro e 70, non si scende sotto 1,639.
Va meglio a Gorizia, dove il prezzo medio in provincia è di 1,663 euro al litro e le vendite nel 2024, ultimi dati disponibili, hanno segnato una netta ripresa grazie alla spinta della “fascia 0”. Il prezzo più alto nell’Isontino è di 1,890 euro al litro, ma da qualche giorno in un distributore di Monfalcone e in uno di Grado, realtà in “fascia 0”, si è scesi poco sotto la soglia di 1,60 euro al litro.
Più ci si allontana dal confine e più scende il prezzo medio, che diminuisce a 1,647 euro litro nella provincia di Udine, dove esistono comunque sostanziali differenze. Si passa dagli oltre 1,850 euro al litro di Tarvisio, “fascia 0” al confine con l’Austria, fino all’1,559 del distributore Vega di via Pasolini a Udine e dell’Ip di Torreano di Martignacco. A Pordenone il prezzo medio cala ancora: a 1,640 euro al litro. Nella provincia i picchi di prezzo, tolti i distributori delle aree di servizio lungo l’autostrada A28, si stentano a vedere.
Certo è che tutte le quattro aree del Fvg mantengono prezzi decisamente più elevati delle vicine province di Venezia e Treviso, dove le tariffe si avvicinano a quelle di Pordenone solo a Conegliano. Nel Padovano (1,614 euro al litro il prezzo medio) il dato migliore è ad Abano Terme, dove ci si rifornisce a 1,529 euro al litro, mentre a Jesolo si arriva a 1,539: prezzo di partenza di 27-28 centesimi in meno rispetto a Trieste.
«I gestori sui prezzi non incidono: sono le compagnie petrolifere e i retisti, cioè i gestori delle reti distributive, a fare i prezzi», sottolinea Gianni Bressan, referente della Figisc-Confcommercio di Udine. «Il gestore triestino e quello di Catanzaro hanno lo stesso margine», ricorda Bressan. Sul tema dei prezzi è intervenuto in questi anni anche l’assessore all’Energia Fabio Scoccimarro, chiamando compagnie petrolifere, grossisti e gestori a fare la loro parte. Senza ottenere risposte.
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