Ecco come funziona l’opera idrica che mette in sicurezza la città di Venezia
Dopo il rogo della Fenice la città si è attrezzata. C’è una rete antincendio di Venezia composta da 58chilometri di tubi, ma mancano 43 milioni

Oggi Venezia è una città certamente più preparata ad affrontare gli incendi.
Il lavoro iniziato trent’anni fa ha portato alla realizzazione di una rete idrica – separata e parallela rispetto a quella domestica – alla quale si possono allacciare i vigili del fuoco in caso di emergenza.
Si tratta di una rete unica al mondo nel suo genere: fino a trent’anni fa i pompieri utilizzavano l’acqua salmastra dei canali (trasportata con tubazioni e pompe in dotazione ai vigili del fuoco), con tutte le incognite e i rischi del caso.
Basti pensare alle difficoltà in caso di bassa marea o ai danni provocati alle abitazioni dall’impiego di acqua salmastra. «Ad oggi, la copertura delle rete interessa circa il 60-70% della città», spiega il comandante provinciale dei vigili del fuoco, Alberto Maiolo. Manca ad esempio buona parte del sestiere di Castello, tra Arsenale, Giardini e Sant’Elena: proprio a Castello, il comando provinciale aveva suggerito di realizzare una dorsale per portare dei punti di approvvigionamento di acqua. Anche una porzione importante di Dorsoduro oggi è scoperta: ora infatti è protetta solo la zona dell’Accademia e di Punta della Dogana e dall’Accademia verso San Pantalon e fino a Santa Margherita. Mancano diverse zone tra Santa Croce e San Polo, oltre alla Giudecca e ad un pezzo importante dell’isola di Burano.
Mancano opere per 43 milioni di euro
Per il completamento della rete servono altri 43 milioni di euro.
«La stima del costo per il completamento della rete antincendio nel centro storico di Venezia, sulla base del progetto generale, è pari a 30 milioni, ai quali vanno aggiunti ulteriori 13 milioni per lo sviluppo della rete della Giudecca. Per Murano e Burano attualmente non ci sono stime per la realizzazione e il completamento della rete antincendio».
Ad oggi, fa sapere il Comune di Venezia, sono finanziati altri tre lotti di lavori per complessivi 7, 5 milioni di euro. Tre milioni sono destinati a coprire l’area tra Dorsoduro e Santa Croce (Nomboli, Papadopoli, Malcanton, Ragusei e Cereri). Altri due milioni e mezzo di euro riguardano la realizzazione di una centralina a Castello. Mentre altri due milioni di euro sono stati inseriti nel bilancio di previsione approvato a fine anno scorso per l’annualità 2027.
Come si compone la rete antincendio
Costruita da Veritas su incarico del Comune, la rete antincendio di Venezia è composta da un reticolo di condotte che alimenta un insieme di idranti distanti tra loro al massimo ottanta metri (cento metri in Impianto di pressurizzazione casi eccezionali) e dotati ciascuno di due prese per l’allacciamento delle manichette dei Vigili del Fuoco. Gli idranti sono collegati a delle centraline alimentate dall’acqua dell’acquedotto cittadino, che viene messa in pressione per assicurare il getto dell’acqua all’idrante (circa 6 bar, ma è in grado di raggiungere i 16 bar), come richiesto dai Vigili del Fuoco. Il sistema entra in funzione qualora sia aperto un idrante, azione questa che, provocando un abbassamento di pressione nella rete dedicata, fa scattare la centralina di pressurizzazione.
Ad oggi sono già 835 gli idranti sparsi in città (di questi 805 a Venezia, 30 a Burano), sei le centraline esistenti di cui una a Burano. In totale, sono state realizzati 58 chilometri di rete (56 a Venezia e due a Burano), mentre sono 153 gli utenti allacciati.
Prestigiosi edifici del centro storico di Venezia e dell’isola di Burano, sedi di attività pubbliche e private (tra cui musei, alberghi, banche, ospedali, università) sono già allacciati alla rete idrica antincendio o lo saranno in brevissimo tempo, risparmiando così onerosi e complicati interventi di predisposizione delle vasche per l’accumulo idrico ad uso antincendio, altrimenti necessarie. Ad occuparsi del rilascio del nulla osta per l’allacciamento è un’apposita commissione, costituita da personale del Comando Vigili del Fuoco, di Veritas e del Comune di Venezia, che ha il compito di valutare la mancanza di impedimenti tecnico-amministrativi generali per l’allaccio. —
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