Gildo Claps a Treviso per parlare di scomparsi. L’appello ai familiari: «Non disperate mai»
Il fratello di Elisa all’appuntamento del gruppo Nem per la presentazione del libro “Fantasmi - Vite sospese, persone scomparse” organizzato assieme ad un gruppo di familiari in attesa di notizie dei propri cari. E sul dolore vissuto: «Mamma per 17 anni ha apparecchiato la tavola anche per mia sorella»

«Non disperate mai, lottate con i denti, non piegate la testa». Gildo Claps, fratello di Elisa, parla con il cuore ai familiari degli scomparsi davanti a una Loggia dei Cavalieri a Treviso piena per l’incontro “Fantasmi - Vite sospese, persone scomparse” promosso da Nem e da un gruppo di familiari veneti di persone che vivono ancora «nella nebbia», come ha detto nell’introduzione Stefania Bonduan, figlia di Mario, pensionato di Dosson di Casier scomparso da San Candido nel 2009 e mai più ritrovato.
Una occasione nata dal libro della serie “True Crime a Nordest” edito dal Gruppo Nem e già in libreria.
Gildo Claps, che ha firmato la prefazione del volume, ha ribadito la necessità di ricerche rapide, tempestive, da avviare assolutamente entro le 48 ore dalla denuncia di scomparsa.
E poi la formazione delle forze dell’ordine necessaria sia nella ricezione della denuncia, sia nell’avvio delle ricerche in tempi più che rapidi.
Il senso della comunità
«L’indifferenza di fronte a una persona smarrita può fare la differenza. Da questo incontro ci portiamo a casa una lezione di cittadinanza attiva: bisogna stare attenti agli altri tutti i giorni. Segnalare, aiutare, fare una domanda: è un nostro dovere», ha detto l’assessore al Sociale Gloria Tessarolo accompagnata dal vicesindaco Alessandro Manera e vari assessori e consiglieri comunali.

Sul palco anche il consigliere provinciale Davide Acampora, in platea il vice prefetto vicario Gianluca Da Rold.
Un punto fermo
Intervistato da Paolo Cagnan, vice direttore del Gruppo Nem con delega al digitale e coordinatore della collana “True Crime a Nordest”, Gildo Claps è tornato sulla nuova indagine sul caso della sorella Elisa, annunciata l’altra sera su “Chi l’ha visto?” nell’ultima puntata condotta da Federica Sciarelli dopo 22 anni.
La Procura ha deciso di aprire un fascicolo focalizzato sulle complicità di cui avrebbe goduto l’assassino Danilo Restivo. «È un bel segnale anche per le famiglie con casi sepolti. A loro dico: non disperate mai. Sono fortunato perché, nonostante il ciclone attraversato in questi anni, siamo rimasti uniti come famiglia. Ho incrociato famiglie frantumate dopo una scomparsa. Non è credibile che l’occultamento sia stato fatto dall’assassino, che i resti di Elisa siano rimasti 17 anni in chiesa con il silenzio colpevole della Curia di Potenza che si è coperta di vergogna in questa storia. Ritengo sia un bel segnale su una storia che sembrava chiusa. Siamo fortunati perché abbiamo strappato con i denti una tomba su cui piangere», ha proseguito Claps. «È giusto che ci sia il sigillo definitivo sulla vicenda di mia sorella, lo vorrei tanto per mia mamma che si è sentita tradita più volte, soprattutto dalla Chiesa».
E sulla magistratura «ci sarebbe molto da dire: ritengo la procuratrice dell’epoca responsabile di omissioni gravissime, è imperdonabile», ha aggiunto Claps.
L’elaborazione del dolore
«Ciascuno elabora il dolore in modo diverso: per 17 anni io e la mia famiglia eravamo nel limbo assoluto. Mamma per 17 anni ha apparecchiato a tavola il posto di Elisa, non ha mai toccato, quasi come fosse un altare, tutti i suoi libri e il letto. Ci sono dei taboo che non vanno toccati, come se la persona non fosse mai scomparsa e anzi, fosse fisicamente presente. Quando c’è stato il ritrovamento di Elisa, invece, è cambiata la percezione: è esplosa tutta la rabbia accumulata in questi anni. Sapevamo che Elisa non era mai uscita viva da quella chiesa», ha concluso Gildo Claps.
La riforma delle ricerche
Ogni anno in Italia, ha ricordato la presidente nazionale di Penelope Italia Emanuela Zuccagnoli, scompaiono circa 24.000 persone.
Di queste, circa il 40% viene ritrovato. Ma il numero degli scomparsi non diminuisce nel tempo. «I parlamentari ascoltassero i familiari delle persone scomparse e traessero da qui le fonti per una proposta di legge più strutturata», ha detto.
«La legge attuale è composta da un solo articolo, troppo poco, la proposta di legge è stata decimata».
Si sta lavorando anche per accelerare l’iter delle dichiarazioni di morte presunta degli scomparsi. «Quanto dolore per affrontare questo iter», hanno ricordato i familiari e la stessa presidente di Penelope, Zuccagnoli.
A Gildo Claps in dono un’opera in cristallo del maestro Marco Varisco: un nodo, simbolo del legame che non si recide tra scomparsi e familiari, immersi in una collettività chiamata a collaborare attivamente nelle ricerche. Verde il colore scelto, come la speranza che non si assopisce mai, nemmeno dopo tanti anni.
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