I laghi si trasformano in pozzanghere: «Il Sorapiss si è ritirato di due metri»

Uno degli angoli più fotografati delle Dolomiti, meta di influencer e di turisti in ciabatte, ora sconta l’effetto siccità: «In genere succede a settembre»

La redazione
Il lago del Sorapiss con il livello delle acque che si è ritirato
Il lago del Sorapiss con il livello delle acque che si è ritirato

Laghi spiaggiati, quelli più in quota. Sono mezzi prosciugati, alcuni risultano poco più di una pozzanghera. A causa, principalmente, delle scarsissime risorse nivali, che già in primavera erano sotto del 30%. Il lago Sorapiss è profondo al massimo tre metri e mezzo, vicino alla grande roccia. Ebbene - lancia l’allarme Daniele Pais Bianco, figlio del gestore del Vandelli – in questi giorni si è ritirato di circa due metri, rilasciando una larga spiaggia ghiaiosa.

«È un fenomeno che si vede, di solito, solo in settembre, quando il sole estivo ha consumato anche gli ultimi scampoli del nevaio. Evidentemente in queste settimane hanno giocato anche le scarse precipitazioni». «Vorrà dire», incalza la madre di Emilio, «che, considerando l’eccessivo afflusso di questi giorni, farà l’influencer al contrario, pubblicando la foto della spiaggia senza (o quasi) lago».

È la medesima sorte, ammettono gli esperti dell’Alpi, in cui sopravvivono tanti altri laghi incorniciati fra le creste dolomitiche. Il lago del Coldai, all’ombra del Civetta, si è ritirato di circa un metro. Il rifugio Croda da Lago e, dall’altra parte, il becco del Mezzodì, continuano a specchiarsi nella grande conca d’acqua che sorge a quell’altezza, ma - ammettono in rifugio - con sempre maggiore fatica. Il lago di Limides, a Cortina, è circondato da una spiaggia ogni giorno più grande. Pianozes è più sassi e terra che acqua; una spettacolo quasi lunare. Si salva in qualche misura Ghedina, ma intorno al lago non corre un sentiero, bensì un’ampia pista forestale.

Danta, si sa, è una zona umida, tra le più classiche del territorio bellunese, ma il lago di Sant’Anna non nasconde il suo stress. Per non dire di Misurina. «Le acque del lago di Misurina, nonostante l’intervento tampone di quattro anni fa, continuano a calare con conseguente danno estetico ed ambientale, evidenziando ancor di più le numerose alghe che ne hanno invaso il bacino», denuncia Tatiana Pais Becher, consigliere comunale, già sindaco. «Inutile ricordare come il lago, insieme ai bacini di Santa Caterina e Antorno, rappresenti da sempre il fiore all’occhiello dell’offerta turistica auronzana, il nostro biglietto da visita internazionale per tutti quei turisti che li raggiungono per poi visitare le Tre Cime di Lavaredo».

L’esponente dell’opposizione ricorda che alle numerose interrogazioni in consiglio comunale, «presentate puntualmente a primavera di ciascun anno, l’amministrazione ha risposto annunciando un imminente intervento di oltre un milione di euro», che prevedeva anche il rifacimento del tombotto sotto al parcheggio del Col de Varda, «intervento mai avviato, tanto che nel consiglio di giugno scorso è stato risposto che questo potrà avere inizio solo con l’avvio dei lavori della ciclabile Misurina-Carbonin. Ma nulla si è visto».

La risposta del Comune, attraverso il consigliere delegato Nicola Bombassei, non si è fatta attendere. «A oggi il livello del lago è 84 centimetri sotto lo sfioratore. Ma non resteremo senza lago, quello raggiunto ora dovrebbe essere il suo livello più basso, potrebbe calare ancora di una decina di centimetri. Si provvederà di certo a riportarlo al suo livello visto negli ultimi anni».

Il vero problema del lago è un altro, secondo Bombassei. «Nevica sempre meno d’inverno, sappiamo tutti infatti, che è la neve, quando in primavera si scioglie, a caricare le falde acquifere che lentamente riempiono i bacini, forse di questo dovremmo discutere, dovrebbe allarmare tutti noi, politici e non solo, a tutti i livelli. Interverremo il prima possibile, avremmo voluto farlo da tempo, ma dobbiamo attendere che il progetto della ciclabile finisca il suo iter, perché i fondi che verranno utilizzati per i lavori saranno appunto quelli del progetto della ciclabile».

I lavori comprenderanno il rifacimento del tombotto sotto il parcheggio della seggiovia Col de Varda, in stato di deterioramento, e il consolidamento della sponda artificiale in cemento.

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