Estati troppo calde, la vendemmia si fa di notte: «Il futuro porta qui»

La raccolta serale a La Vigna di Sarah diventerà prassi se le prossime estati riproporranno il clima tropicale delle settimane scorse. La valutazione del Consozio Docg attraverso l’Università di Bolzano

Francesco Dal Mas
La raccolta serale delle Vigne si Sarah
La raccolta serale delle Vigne si Sarah

La vendemmia notturna – quella che “La Vigna di Sarah” sperimenta pionieristicamente sulle colline di Cozzuolo da 12 anni – diventerà prassi se le prossime estati riproporranno il clima tropicale delle settimane scorse.

Ne è sicuro Diego Tomasi, direttore del Consorzio di tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg.

La prima misura di adattamento al cambiamento climatico, dunque, che la stessa Sarah Dei Tos ha chiesto di studiare in tutti gli aspetti scientifici al Consozio Docg attraverso l’Università di Bolzano.

Il cambiamento climatico

«Di giorno ormai si vendemmia anche con 34 gradi», ammette Sarah, «l’uva nei carri tocca i 45 gradi, fino ai 50, e rischia ossidazioni precoci che richiedono più solforosa e un massiccio impiego di refrigeratori in cantina.

Da quattro anni abbiamo quindi esteso la raccolta notturna a tutti i nostri 20 ettari, redigendo un disciplinare e una certificazione per tutelare il consumatore in etichetta: iniziamo alle 3.30 del mattino e chiudiamo entro le 8, per lo più con raccolta meccanizzata che porta subito i grappoli freschi in cantina».

Tomasi ricorda che l’annata 2026 ha registrato parametri climatici estremi – con 16 giornate oltre i 35°C e picchi di 37°C – che le proiezioni elaborate con l’Università di Cantabria stimavano solo per il 2040-45.

A questo si somma l’aumento di +2,5°C delle temperature minime notturne rispetto al 2003 e rilievi pomeridiani con acini che hanno superato i 50°C, innescando il blocco metabolico della pianta già dalle prime ore del mattino.

In un territorio Patrimonio Unesco dove non è possibile salire ulteriormente in quota né cambiare varietà vegetale per disciplinare, la gestione dei tempi di raccolta diventa quindi determinante.

Lo studio sperimentale

Proprio per comprendere i meccanismi finora poco esplorati della sintesi aromatica, è stato avviato uno studio sperimentale condotto con il Crea di Conegliano e l’Università di Bolzano – promosso e sostenuto finanziariamente da La Vigna di Sarah – basato su sei campionamenti nell’arco delle 24 ore per monitorare l’espressione genica e la tenuta dei precursori aromatici in assenza di luce.

«Gli aromi varietali come linalolo e geraniolo hanno una correlazione rigidamente negativa con il calore», specifica Tomasi. «La vendemmia notturna è una risposta tecnica vitale: sfrutta il momento di massima escursione termica, tutela la fisiologia del grappolo, abbatte i consumi energetici in cantina e salvaguarda la salute di chi lavora nei campi evitando i picchi proibitivi delle ore diurne».

La Vigna di Sarah ha ospitato, giovedì sera, la vendemmia in notturna alla presenza, fra gli altri, del presidente del consiglio regionale Luca Zaia, della sindaca di Vittorio Veneto Mirella Balliana e del suo vice Marco Dus, di Marina Montedoro, presidente dell’associazione Unesco, di Marzia Varvaglione, presidente del Ceev (Comité Européen des Entreprises Vins).

E ieri mattina, 18 settembre,  ha accolto un convegno in cui Zaia ha detto che «proprio dal dialogo tra conoscenza, innovazione e tradizione possiamo continuare a valorizzare il nostro territorio e guardare con fiducia al futuro della viticoltura veneta».

Il futuro – ha specificato – ci sta portando diritti alla raccolta notturna delle uve. Certo che – ha ammesso Varvaglione – «raccogliere al buio è faticoso e complesso: è qui che la tecnologia e la robotica devono fare un salto in avanti, supportando il lavoro umano e garantendo efficienza e sicurezza».

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