Pordenonese, lo spettro della siccità spaventa l'agricoltura: a Nordest manca il 50% dell'acqua

Il Consorzio Cellina-Meduna conferma lo stato di preallerta a ridosso dell'estate 2026. Le ultime piogge cadono solo in pianura: bacini alpini a secco in Val Tramontina. Servizio irriguo al via dal 1° giugno

Fabiano Filippin

Anche la Destra Tagliamento è alla prese con un avvio di primavera a grave rischio siccità: a Nord Est manca il 50 per cento dell’acqua del periodo e il Pordenonese non fa eccezione. Le recenti piogge non hanno infatti cambiato la situazione di preallerta, come confermato dal Consorzio di bonifica Cellina Meduna che segnala un quadro idrico ancora delicato, ma in linea con i dati del comprensorio Friuli Venezia Giulia – Veneto – Trentino Alto Adige. Guai anche a farsi illusioni dopo le intense precipitazioni degli ultimi giorni. I fenomeni hanno infatti interessato solo marginalmente la fascia alpina, concentrandosi sulla pianura. Il che si traduce in un forte ruscellamento (acqua che defluisce velocemente) e accumuli insufficienti nei bacini.

Lungo l’asta del Meduna permane quindi un deficit di portata mentre il Cellina si mantiene eccezionalmente su valori ordinari. Il sistema dei laghi della Valcellina risulta al massimo delle capacità: l’impianto di Barcis ha raggiunto stabilmente i 410 metri sul livello del mare mentre l’invaso di Ravedis è al colmo a quota 318, la massima consentita. Diverso il discorso in Val Tramontina dove Redona, Cà Selva e Cà Zul languono. Dal Consorzio il messaggio è comunque di prudenza e realismo.

«Al momento non c’è alcuna emergenza», spiegano Valter Colussi e Massimiliano Zanet, rispettivamente presidente e direttore del Cellina Meduna. «La stagione irrigua non è ancora ufficialmente avviata e le temperature basse limitano la traspirazione del terreno. Per una valutazione più precisa sarà necessario attendere alcune settimane e l’eventuale incrocio di perturbazioni in grado di ribaltare tutto. La fornitura all’agricoltura scatterà ufficialmente l’1 giugno e il fabbisogno è destinato a crescere con l’avanzare dell’estate. Monitoriamo l’evolversi del meteo e continuiamo a lottare contro gli sprechi e le perdite della rete».

La Destra Tagliamento riflette una situazione comune a tutti gli affluenti delle Alpi orientali, Veneto compreso, dove si stima manchi all’appello la metà dei valori tipici del periodo. Non a caso il tavolo tecnico sulla siccità delle Alpi orientali si è già riunito per valutare gli scenari dei prossimi mesi e predisporre eventuali misure di mitigazione. L’ondata di maltempo delle ultime ore ha riguardato l’area pianeggiante e almeno per una quindicina di giorni ha ridotto la necessità di bagnature per le coltivazioni. La scarsità di piogge a nord ha però impedito l’accumulo di scorte, indispensabili per gestire al meglio gli infuocati mesi di luglio e agosto quando la domanda schizza alle stelle. Nessuno dimentica la terribile annata del 2022–23 quando i laghi della Val Tramontina vennero dissecati e il Cbcm dovette ricorrere al razionamento nella distribuzione del servizio agli agricoltori.

Riproduzione riservata © il Nord Est