Lago di Garda invaso dal pesce siluro, pronte le contro misure della Regione
Cresce l’allarme per l’aumento della presenza del pesce siluro nel Lago di Garda che danneggia l’ecosistema e la pesca locale. L’assessore regionale Bond: «Conteniamo l’impatto e aiutiamo i pescatori»

La presenza sempre più massiccia del pesce siluro nel Lago di Garda non è più solo una criticità ambientale, ma una vera emergenza che coinvolge istituzioni, pescatori e comunità locali. A lanciare l’allarme è la presidente della Comunità del Garda, Mariastella Gelmini, che chiede recentemente ha chiesto interventi immediati e soprattutto coordinati con la Regione per contenere una specie invasiva ormai fuori controllo.
Una minaccia per le specie autoctone
Il siluro, pesce predatore originario dell’Europa orientale, è presente nel lago già dalla fine degli anni Ottanta, ma negli ultimi anni la sua diffusione ha assunto dimensioni tali da mettere seriamente a rischio l’equilibrio dell’ecosistema. A essere minacciate sono soprattutto le specie autoctone, come sottolinea anche il vicepresidente Filippo Gavazzoni, che parla di una situazione ormai paragonabile, per impatto, a quella del granchio blu nella laguna veneta.
«Non siamo più di fronte a un fenomeno emergente, ma a una vera e propria emergenza», avverte Gelmini. «Serve un’azione forte, concreta e condivisa tra tutte le Regioni coinvolte. Non possiamo permetterci interventi frammentati o ritardi: difendere il lago significa tutelare biodiversità, economia e identità dei territori».
Già da febbraio 2024 la Comunità del Garda si è mossa presentando a Lombardia, Veneto e Provincia autonoma di Trento un pacchetto di proposte operative: dalla tutela dell’ittiofauna al contenimento della specie invasiva, fino alla difesa degli habitat naturali. Nel frattempo sono state avviate diverse iniziative, tra cui il supporto ai pescatori subacquei impegnati nella cattura del siluro, la promozione di tecniche di pesca selettiva e l’apertura di un confronto per creare una filiera economica legata al pescato.
L’intervento della regione Veneto
Per far fronte alla reale minaccia per l’ecosistema Garda, l’assessore regionale alla pesca, Dario Bond, ha incontrato pescatori, tecnici e istituzioni locali presso l’azienda agricola Casetto di Cisano di Bardolino, insieme all’assessore Diego Ruzza, per discutere le strategie di intervento.

Bond ha spiegato che il pesce siluro è «una problematica annosa, segnalata da tempo dal territorio, tanto che è stato chiesto un intervento regionale per individuare soluzioni concrete. Sta creando difficoltà reali alla pesca e all’equilibrio del lago. Accanto agli aspetti critici, però, emerge anche una possibile opportunità economica: il siluro ha infatti un mercato consolidato nei Paesi del Nord Europa come Germania, Repubblica Ceca e Polonia. Il prezzo del pesce fresco si aggira intorno ai 2,50-2,70 euro al chilo e viene regolarmente consumato».
Gli obiettivi
L’obiettivo della Regione è duplice: contenere l’impatto ambientale della specie e valorizzarne il potenziale economico. «Ci attiveremo per rafforzare la filiera commerciale del siluro, garantendo ai pescatori uno sbocco certo e strutturato. Questo significa dare stabilità al mercato e trasformare una criticità in una risorsa», ha aggiunto.

Accanto alla valorizzazione della specie, resta centrale il sostegno alla pesca professionale gardesana, una realtà importante ma non strutturata su larga scala. «Dobbiamo stare vicino ai pescatori, supportarli nella sperimentazione e nell’acquisto di attrezzature adeguate, perché cambia il sistema di pesca e cambiano anche le reti necessarie. Attraverso i fondi Feampa possiamo intervenire per sostenere il settore, ad esempio realizzando centri di stoccaggio temporaneo. Nei periodi caldi è fondamentale mantenere il pesce a temperatura controllata per garantirne la qualità e il valore commerciale», ha spiegato Bond.
L’incontro di Cisano ha rappresentato un primo passo verso una strategia condivisa e integrata tra istituzioni e operatori. «È stata un’occasione importante, perché ci siamo confrontati apertamente: erano presenti pescatori, tecnici, rappresentanti istituzionali e politici. C’è grande interesse sul tema e, pur senza fare promesse, esco da questa riunione con segnali di positività», ha concluso l’assessore.
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