La start-up che prevede il clima del futuro grazie all’IA: «Sappiamo quando e dove grandinerà»
I fondatori di Hypermeteo pronti a inaugurare la nuova sede a Due Carrare. Il presidente Crespi: «Elaboriamo i dati meteo in modo rivoluzionario»

Fanno previsioni meteo, ma non per spiegarti se è il giorno giusto per andare al mare. Perché se da un lato è pur sempre vero che di sole e nuvole si tratta, è altrettanto vero che la conoscenza del clima offre vantaggi che vanno di gran lunga oltre al sapere che tempo fa nel giorno di ferie. Ed è qui che entrano in gioco le start-up sorelle Radarmeteo e Hypermeteo, pioniere nell’elaborazione dei dati meteorologici per applicazioni commerciali.
Un pas-de-deux che ha portato le due aziende a formulare un brevetto europeo per un servizio digitale che promette di prevedere i cambiamenti climatici sulla base dell’evoluzione dei dati storici del territorio.
Lo scopo, naturalmente, è quello di aiutare quindi aziende a programmare, non quando andare in ferie, quanto le strategie di sviluppo su basi statistiche: dove conviene installare pannelli fotovoltaici, dove grandina meno e, sì, anche che materiali usare per le opere ingegneristiche per rispondere agli aumenti di temperature che ci aspettano per il futuro.
L’hub del futuro
Prima di entrare negli aspetti più tecnici (e ce ne sono molti che meritano di essere approfonditi), è bene chiarire meglio perché Due Carrare sta per diventare il fulcro di questa rivoluzione.
Venerdì 8 maggio, infatti, sarà presentato alla cittadinanza il nuovo hub europeo di Hypermeteo (sede legale a Roma), dedicato interamente all’analisi degli scenari climatici. Lo stabile è situato in via Pontemanco 68 ed è stato recuperato da un vecchio rudere nel cuore della frazione del comune della Bassa. Modernizzato e attualizzato alle esigenze del giovanissimo team, fisici e data-analyst (l’età media si aggira intorno ai 32 anni), è quindi pronto a rispondere alle esigenze operative.
Con trentatré dipendenti, il centro promette di fornire nuovi chiavi di lettura sul mondo che ci circonda.
La mission
«Abbiamo a che fare con un mondo che cambia, anche sotto il punto di vista meteorologico», sottolinea il presidente delle start-up Massimo Crespi. «Il nostro lavoro è quello di raccogliere i dati sul meteo – dalle stazioni locali, dai radar, e dalle immagini satellitari – e combinarli in un modello preciso fino a un’area di un chilometro quadrato», aggiunge il presidente.
Per farlo, oltre a un team di giovani analisti (lontani anni luce dalla formazione in fisica dell’atmosfera), Hypermeteo si affida anche all’intelligenza artificiale. «Viene impiegata in modo etico, per accelerare alcuni processi, ma sempre sotto supervisione degli operatori umani», evidenzia ancora Crespi.
Il servizio
Su come funzioni il servizio, il più è già stato detto. Raccolta dei dati dalle stazioni, e applicazione del modello predittivo. Una formula segreta fatta di stringhe di codice e intuizioni brillanti, che permette di registrare gli eventi atmosferici in tempo reale, o prevederne l’andamento nel futuro.
«Tra i nostri clienti ci sono per esempio le assicurazioni», spiega Francesco Dell’Orco, amministratore delegato e cofondatore di Hypermeteo. «Loro usano i dati per accertare, nel modo più preciso possibile, l’area in cui sono avvenuti fenomeni atmosferici particolarmente intensi e stabilire con certezza l’entità delle precipitazioni e avere stime più accurate nelle coperture dei rimborsi», sottolinea Dell’Orco.
Pionieri del futuro
«Siamo inoltre un’azienda pioniera nell’impiego dei dati per stabilire con precisione le dimensioni dei chicchi di grandine», evidenzia Luca Ferrari, cofondatore di Hypermeteo, «così come le aree del territorio in cui questo tipo di fenomeni è più frequente».
Mostrando la carina del Comune di Padova emerge così come il rione Montà abbia un’incidenza maggiore di grandinate (un punteggio di 6,7 su 10) contro Salboro (dove i punti sono “solo” 5,6).
Cosa vuol dire? «Significa che le aziende possono pianificare meglio gli investimenti. A partire dai gestori dell’energia elettrica, che possono usare questi dati per analizzare dove conviene posare pannelli fotovoltaici (molto sensibili a grandine e maltempo), o investire nell’eolico», spiega ancora Dell’Orco.
Altri esempi pratici? «Attraverso queste analisi, riusciamo a predire anche il futuro entro un margine di sicurezza», sottolinea ancora Ferrari.
«Con queste informazioni», aggiunge, «è possibile capire di quanto si alzeranno le temperature, e quali saranno le incidenze dei fenomeni atmosferici più estremi, visto che i modelli usati attualmente sono ormai obsoleti. Con queste informazioni in mano le aziende edili possono scegliere di usare materiali più resistenti alle intemperie per ponti, viadotti, o più flessibili nel caso siano esposte a temperature estreme o a un’escursione termica più elevata».
Il limite nell’applicazione di questi dati sembrano essere solo la fantasia. Informazioni sul mondo che ci circonda, d’altronde, sono indispensabili per interpretare e prevedere cosa ci aspetta per il futuro.
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