Adriatico croato invaso dal pesce scorpione: «Arriverà nel Quarnero»

Si tratta di un pesce invasivo che rappresenta un autentico pericolo per l’equilibrio ambientale

Andrea Marsanich
Un esemplare di pesce scorpione
Un esemplare di pesce scorpione

Giunto nel Mediterraneo attraverso il Canale di Suez, il pesce scorpione o pesce leone orientale (Pterois miles), dotato di grandi aculei e un veleno pericoloso anche per l’uomo, sta colonizzando l’Adriatico in modo rapido. Parliamo di un pesce invasivo, molto vorace e dunque un autentico pericolo per l’equilibrio ambientale: la sua presenza comporta la rarefazione di altre specie, come ad esempio sta avvenendo a Cipro, dove nelle reti dei pescatori costituisce il 90% del bottino.

Un esemplare di pesce scorpione catturato in Croazia
Un esemplare di pesce scorpione catturato in Croazia

«Un tempo la sua diffusione veniva impedita da acque con temperatura inferiore ai 10 gradi, in cui non può sopravvivere – riferisce Danijel Kanski, esperto di tutela ambientale dell’associazione Hippocampus di Zaravecchia (in croato Biograd na Moru) –. Sopra i 20 gradi può andare in fregola ogni 15 giorni, deponendo fino a 20 mila uova. Condizioni presenti nell’Adriatico croato da giugno a ottobre».

A detta della biologa Morana Bačić, dell’istituto pubblico Natura Jadera di Zara, va quindi tutelata la catena alimentare, proteggendo quelle specie che si cibano del pesce scorpione, come squali, cernie e polpi. «Purtroppo da decenni sottoposti a pesca eccessiva», sottolinea.

Secondo Milena Ramov, biologa al Parco naturale di Porto Taier (Telašćica), la chiave per tenere sotto controllo il pesce scorpione è di conseguenza rappresentata dalle aree protette: «È qui che squali, polpi e cernie possono riprodursi tranquillamente e pertanto dare la caccia al pesce scorpione». Hippocampus sta attuando un progetto teso a potenziare i controlli della popolazione della specie aliena, in collaborazione con il Parco naturale di Porto Taier, il Parco naturale di Meleda (Mljet), gli istituti Natura Jadera e Priroda e l’Istituto spalatino di Oceanografia e pesca. Il punto più a nord in cui è stato visto è stato proprio a Porto Taier, nell’isola Lunga, ma nei mesi estivi dovrebbe avvicinarsi al Quarnero e all’Istria. —

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