Adriatico croato invaso dal pesce scorpione: «Arriverà nel Quarnero»
Si tratta di un pesce invasivo che rappresenta un autentico pericolo per l’equilibrio ambientale

Giunto nel Mediterraneo attraverso il Canale di Suez, il pesce scorpione o pesce leone orientale (Pterois miles), dotato di grandi aculei e un veleno pericoloso anche per l’uomo, sta colonizzando l’Adriatico in modo rapido. Parliamo di un pesce invasivo, molto vorace e dunque un autentico pericolo per l’equilibrio ambientale: la sua presenza comporta la rarefazione di altre specie, come ad esempio sta avvenendo a Cipro, dove nelle reti dei pescatori costituisce il 90% del bottino.

«Un tempo la sua diffusione veniva impedita da acque con temperatura inferiore ai 10 gradi, in cui non può sopravvivere – riferisce Danijel Kanski, esperto di tutela ambientale dell’associazione Hippocampus di Zaravecchia (in croato Biograd na Moru) –. Sopra i 20 gradi può andare in fregola ogni 15 giorni, deponendo fino a 20 mila uova. Condizioni presenti nell’Adriatico croato da giugno a ottobre».
A detta della biologa Morana Bačić, dell’istituto pubblico Natura Jadera di Zara, va quindi tutelata la catena alimentare, proteggendo quelle specie che si cibano del pesce scorpione, come squali, cernie e polpi. «Purtroppo da decenni sottoposti a pesca eccessiva», sottolinea.
Secondo Milena Ramov, biologa al Parco naturale di Porto Taier (Telašćica), la chiave per tenere sotto controllo il pesce scorpione è di conseguenza rappresentata dalle aree protette: «È qui che squali, polpi e cernie possono riprodursi tranquillamente e pertanto dare la caccia al pesce scorpione». Hippocampus sta attuando un progetto teso a potenziare i controlli della popolazione della specie aliena, in collaborazione con il Parco naturale di Porto Taier, il Parco naturale di Meleda (Mljet), gli istituti Natura Jadera e Priroda e l’Istituto spalatino di Oceanografia e pesca. Il punto più a nord in cui è stato visto è stato proprio a Porto Taier, nell’isola Lunga, ma nei mesi estivi dovrebbe avvicinarsi al Quarnero e all’Istria. —
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