Gli elicotteri «portaneve» e i fuochi d'artificio con i battipista: l’ira del Wwf

Gli overturisti «credono ormai di essere in città». Critiche ma anche proposte, dalla sezione del Trentino Alto Adige: una checklist semplice ma vincolante per le amministrazioni locali e tariffe differenziate dei parcheggi tra residenti e turisti

La redazione

Le vacanze natalizie, da sempre, rappresentano il clou della stagione invernale, insieme a quelle di Carnevale che però valgono molto meno.

A fronte del caro sci, la maggior parte delle stazioni sciistiche non sembrano aver risentito della crisi. Hanno risentito, piuttosto, della mancanza di neve: ma più a livello di «foto cartolina» che di sciabilità: quella è garantita dappertutto, a partire dai comprensori del Dolomiti Superski. 

Sui social sono rimbalzati video di lunghe code agli impianti, di «strisce bianche» circondate da paesaggi tardo autunnali, o addirittura primaverili, più che invernali. Ora che dalle miti temperature delle festività natalizie si passerà bruscamente (questo dicono le previsioni) a una ondata di gelo, in un continuo sballottamento climatico, qualcuno dirà che non c’è nulla di nuovo, ma le statistiche della climatologia alpina parlano chiaro.

Così come parla chiaro una nota del WWF Trentino-Alto Adige che torna sul tema dell’overtourism, ma anche di nuove pratiche sconsiderate.

A proposito di overtourism e neve in quota

 

 

La nota ufficiale del WWF

«Come WWF Trentino-Alto Adige ODV esprimiamo una forte preoccupazione per l’evoluzione che il turismo invernale sta assumendo sulle nostre montagne. Un modello che sta progressivamente lasciando spazio a dinamiche di overtourism, con impatti sempre più evidenti sull’ambiente, sulle comunità locali e sulla qualità della vita.
Negli ultimi mesi si sono moltiplicati episodi che indicano come la gestione dei flussi turistici e delle attività connesse abbia superato livelli di sostenibilità accettabili.

Si assiste sempre più frequentemente all’organizzazione di eventi e iniziative che trasformano l’ambiente montano in un contesto assimilabile a quello dell’intrattenimento notturno urbano, snaturando profondamente i luoghi e introducendo modelli ricreativi estranei alla cultura e alla fragilità dei territori alpini.

Parallelamente, si registrano criticità legate alla sicurezza e alla convivenza civile, come dimostrano le aggressioni al personale del trasporto pubblico e i comportamenti violenti sui mezzi diretti alle località sciistiche, che hanno portato in alcuni casi alla sospensione delle corse. Situazioni che incidono negativamente sia sui lavoratori sia sugli utenti e sui residenti.

Ulteriori elementi di preoccupazione derivano da pratiche di innevamento artificiale sempre più impattanti, che in alcuni casi hanno visto in azione elicotteri per il trasporto della neve sulle piste, con un significativo incremento delle emissioni climalteranti, in evidente contrasto con gli obiettivi di mitigazione della crisi climatica.

Non meno allarmanti risultano iniziative di carattere spettacolare, come eventi motoristici o sfilate di mezzi battipista accompagnate da effetti pirotecnici in contesti boschivi, che rappresentano una incomprensione relativamente a quella che dovrebbe essere la sostenibilità degli eventi in ambientale montani.

Tali episodi non possono essere considerati isolati, ma costituiscono i sintomi di un modello turistico strutturalmente sbilanciato, orientato all’intrattenimento di massa e al consumo intensivo delle risorse naturali, piuttosto che alla tutela del territorio e al benessere delle comunità che lo abitano.

Riteniamo pertanto indispensabile avviare una riflessione seria e condivisa che porti a:
- limitare le forme di turismo con impatti ambientali e sociali non sostenibili;
- promuovere una fruizione del territorio montano rispettosa degli ecosistemi e delle popolazioni locali;
- definire e applicare regolamentazioni coerenti con i limiti ambientali e la capacità di carico del territorio;
- adottare criteri chiari e rigorosi nell’uso del termine “sostenibilità”, evitando di attribuirlo a pratiche che ne sono evidentemente prive.

Le Amministrazioni locali potrebbero concordare una checklist semplice, ma vincolante, da rispettare prima di autorizzare eventi. Per le aree protette, ad esempio, esistono già le Condizioni d'Obbligo, relativamente ai siti Rete Natura 2000 (come SIC e ZPS). La checklist potrebbe essere piuttosto restrittiva e includere: orari rigorosi, servizi navetta, un piano per la gestione dei rifiuti e limiti alle emissioni acustiche.

Per quanto riguarda i flussi di visitatori, sarebbe utile regolamentare i parcheggi, prevedendo magari tariffe differenziate per residenti e turisti, modulabili in base ai picchi di affluenza. Si potrebbe anche pensare a una “carta del residente” che consenta l’accesso a prezzi calmierati.

Le montagne rappresentano una risorsa fondamentale anche dal punto di vista economico, ma rimangono pur sempre ecosistemi fragili, che richiedono rispetto, tutela e una visione di lungo periodo».

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