Così intelligenza artificiale e droni combattono i nemici dei vigneti

Area Science Park capofila del progetto Ai-Grape con aziende di Fvg, Veneto e Slovenia: «Così neutralizziamo larve e insetti»

Giulia Basso
Un’immagine “promotional” di Ai-Grape
Un’immagine “promotional” di Ai-Grape

Alle sette del mattino, prima ancora di raggiungere il vigneto, il viticoltore sa già dove intervenire: nell’angolo sud-est del campo le larve di tignoletta stanno per schiudersi. Nessun sopralluogo, nessun calendario approssimativo: il sistema gli dice esattamente dove, quando e come agire. È Ai-Grape, il progetto transfrontaliero Italia-Slovenia che sta riscrivendo le regole della viticoltura di precisione.

Partito nell’aprile 2024 e in corso fino ad aprile 2026, finanziato dal programma Interreg VI-A con oltre un milione di euro, Ai-Grape riunisce sei partner tra Italia e Slovenia – Area Science Park (capofila), Primo Principio, le aziende vitivinicole Le Carline e Vinakoper, il centro di ricerca Zrs Koper e la Camera di Commercio del Litorale sloveno – per sviluppare un sistema di supporto alle decisioni basato sull’intelligenza artificiale. Il bersaglio? Tre nemici della vite: la cicalina americana, vettore della flavescenza dorata che porta la pianta a morte certa, e le due tignole che devastano grappoli e fiori.

«Gli agricoltori devono combattere questi insetti usando sempre meno trattamenti chimici, perché le norme europee vanno in quella direzione. E le aziende gestiscono decine di campi diversi, impossibili da monitorare costantemente», spiega Federico Longobardi di Primo Principio, Pmi innovativa insediata in Area Science che ha sviluppato la piattaforma (4agri. it). Il cuore del sistema sono sensori microambientali che monitorano temperatura, umidità, condizioni del suolo: parametri che influenzano tanto la salute della pianta quanto i tempi di riproduzione degli insetti. Questi dati alimentano equazioni matematiche calibrate continuamente dall’intelligenza artificiale sul singolo campo e sull’annata in corso. «L’agricoltore vede cosa è successo e cosa accadrà nei prossimi dieci giorni. Il sistema gli dice in quale stadio si trova l’insetto, permettendo di scegliere quando intervenire e quale prodotto usare». A questa previsione si affiancano droni e satelliti con telecamere multispettrali e termiche che catturano sintomi precoci invisibili all’occhio umano: variazioni nella vigoria vegetativa, segnali di infestazioni appena iniziate. L’ultimo elemento sono le trappole fotografiche intelligenti: le telecamere scattano foto quotidiane e l’Ia riconosce automaticamente gli insetti catturati.

Il progetto monitora vigneti in tre aree: Slovenia (Vinakoper), Friuli (consorzio di Cormons) e Veneto (biodistretto delle Venezie). «La prima stagione ne ha testato il funzionamento, confermato dagli agricoltori», racconta Vanessa Sanson di Area Science Park. «Con la seconda stagione, che partirà a marzo, misureremo quanto è preciso». La collaborazione transfrontaliera ha prodotto un risultato inatteso: Le Carline, azienda biologica italiana, utilizza olio di arancio come antiparassitario naturale. Vinakoper ha sperimentato questo trattamento nella prima stagione con esiti promettenti. «Se la seconda annata confermerà i risultati – spiega la collega Anja Starec – l’olio di arancio potrebbe essere adottato nei protocolli sloveni».

Ai-Grape discende da Susgrape, progetto della precedente programmazione Interreg. «Ora stiamo trasferendo la metodologia all’olivicoltura» anticipa Sanson. «A maggio saremo a Olio Capitale a Trieste».

Una volta sviluppato, il sistema ha costi sostenibili: 2-3 mila euro per l’impianto e meno di mille euro annui per il funzionamento. «Il vero investimento è lo sviluppo: senza fondi pubblici è impossibile» precisa Longobardi. La chiave per la diffusione è l’approccio consortile. «Quando il monitoraggio è territoriale, i costi si abbattono. Con consorzi o enti regionali, quei 2-3 mila euro diventano 200-300 euro a testa». Dopo aprile 2026, Area Science Park punta a dare continuità con nuovi fondi europei ed esportare il modello. Gli obiettivi – riduzione del 20% dei pesticidi, aumento del 15% della resa, contenimento del 10% delle perdite – attendono la verifica della seconda stagione. Ma la direzione è segnata: una viticoltura dove l’esperienza dialoga con algoritmi e telecamere. —

 

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