Ca’ Foscari e la missione in Antartide: vinta la sfida della memoria del ghiaccio

Depositati nel “santuario” della Stazione italo-francese Concordia due reperti prelevati dal Monte Bianco e dal Gran Combin in Svizzera. Il docente Barbante, vicepresidente della Ice Memory Foundation: «Fondamentali per le future ricerche»

Costanza Francesconi
I ricercatori preparano le carote di ghiaccio da stivare nell’Ice Memory Sanctuary in Antartide
I ricercatori preparano le carote di ghiaccio da stivare nell’Ice Memory Sanctuary in Antartide

Ca’ Foscari in prima linea nella missione che ha trasportato due carote di ghiaccio, estratte dal Monte Bianco e dal Grand Combin, in Svizzera, nel primo magazzino mai realizzato in Antartide per la memoria dei ghiacci. Il carico da 1,7 tonnellate è arrivato mercoledì 14 gennaio a destinazione alla Stazione italo-francese Concordia.

Lì, nel cuore dell’altopiano antartico, ha inaugurato l’Ice Memory Sanctuary: una grotta ricavata nel ghiaccio e progettata appositamente come archivio naturale e permanente di campioni di ghiaccio. Si tratta di una doppia vittoria. Un traguardo straordinario in risposta alla perdita del patrimonio glaciale mondiale e un’eredità unica, d’ora in poi a disposizione dell’umanità, in cui l’ateneo veneziano ha giocato un ruolo fondamentale.

Il progetto internazionale

Era il 2015 quando il progetto Ice Memory veniva lanciato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche e dall’università veneziana con Cnrs, Ird, l’Université Grenoble-Alpes e il Paul Scherrer Institute. Ne traccia l’estrema rilevanza Carlo Barbante, vicepresidente della Ice Memory Foundation, ordinario a Ca’ Foscari di Chimica analitica nel Dipartimento di Scienze ambientali, informatica e statistica, nonché membro associato anziano del Cnr-Isp (l’Istituto di scienze polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche).

Le carote di ghiaccio conservate nel caveau di ghiaccio in Antartide
Le carote di ghiaccio conservate nel caveau di ghiaccio in Antartide

«Salvaguardando campioni fisici di gas atmosferici, aerosol, inquinanti e polveri intrappolati negli strati di ghiaccio», evidenzia il docente da poco rientrato dalla missione in Antartide, «la Ice Memory Foundation garantisce che le future generazioni di ricercatrici e ricercatori possano studiare le condizioni climatiche del passato utilizzando tecnologie che magari non esistono ancora». In particolare, l’estrazione della carota in Svizzera è stata coordinata proprio dal Cnr-Isp e da Ca’ Foscari.

Il viaggio a -20 °C

I due preziosi campioni, simili a enormi ghiaccioli a forma cilindrica, arrivano da ghiacciai alpini in ritiro. Una volta prelevati hanno compiuto un viaggio complesso. Per più di cinquanta giorni hanno navigato a bordo della nave rompighiaccio italiana Laura Bassi, salpata da Trieste a metà ottobre. Hanno attraversato il Mar Mediterraneo, l’Oceano Atlantico, il Pacifico, l’Oceano Meridionale e il Mare di Ross.

Approdati alla Stazione Mario Zucchelli il 7 dicembre 2025, hanno percorso l’ultimo tratto fino a 3.233 metri di altitudine viaggiando in stiva, senza riscaldamento: unica garanzia per mantenersi integri a -20 °C.

La loro nuova casa, l’Ice Memory Sanctuary, è una grotta lunga 35 metri, alta e larga 5, interamente scavata nel ghiaccio. Un magazzino refrigerato naturalmente dalle temperature antartiche estreme, dalla media costante di –52 °C. In questo “santuario” degno del set di Narnia, le carote di ghiaccio sono al sicuro da fluttuazioni ambientali e contaminazioni. La Fondazione punta a campionare 20 ghiacciai in 20 anni, collezionando in questo gigantesco freezer capsule del tempo dov’è racchiusa l’atmosfera del passato, protetta per i decenni e i secoli a venire.

Riproduzione riservata © il Nord Est