Mucillagini e chiazze nere a riva, allarme tra i bagnanti a Jesolo
Il biologo rassicura: «Quelle macchie giallognole sono fenomeni naturali». Sopralluogo degli esperti della Capitaneria per i sospetti idrocarburi: si tratta di resti di nero di seppia, residui della pulizia delle nasse al largo

Le chiazze giallognole si erano viste già a chilometri da riva nei giorni scorsi. Un brutto presagio per la stagione. Ma la domenica di Pentecoste sono giunte a riva, risvegliando incubi mai dimenticati tra gli operatori del turismo.
La mucillagine è comparsa sulla costa veneziana, particolarmente a Jesolo lido, dove i bagnanti si sono interrogati sul fenomeno, mentre gli albergatori hanno iniziato a tremare in silenzio.
Velocissimo lo scambio di foto nelle principali piattaforme messaggistiche e social, mentre in zona piazza Torino erano anche comparse a riva sospette macchie nere attribuite a qualche scarico di idrocurburi di una nave. Il sospetto era anche che potesse essere cenere bruciata sempre scaricata in mare da qualche imbarcazione.
Gli albergatori della zona hanno allertato la guardia costiera che ha inviato sul posto i militari. E dalla stessa Guardia costiera è stato chiarito che si trattava dei resti di nero di seppia, uova rilasciate dalla pulizia delle nasse al largo. L'allarme è pertanto rientrato, perchè non risulta ci siano state imbarcazioni che hanno scaricato carburanti in mare aperto.

Ma è la mucillagine fiorita in mare e portata a riva dalla corrente che adesso impensierisce di più. Jesolo alla fine degli anni 80 ha dovuto fare i conti con stagioni difficili segnate dalla mucillagine, tanto che arrivarono addirittura sostegni pubblici per realizzare le piscine negli hotel. Altre volte sono stati scaricati dalle foci dei fiumi quintali di erbe tagliate nelle campagne. Oppure il mare ha portato a riva erbe e alghe. Ma la mucillagine fa più impressione.
«Si tratta di un fenomeno naturale oltre che normale», garantisce Andrea Tomei, presidente del consiglio comunale a Jesolo ed esperto biologo marino, spesso in immersione «Una chiazza di mucillagine che si può formare a seguito di fioriture, denominate bloom, di fitoplancton nel periodo primavera-estate. Sono formate da polisaccaridi e glicroteine che si aggregano in filamenti gelatinosi dando origine a queste macchie visibili in acqua». «Assolutamente innocue per l'uomo» aggiunge, «in grandi quantità potrebbero essere magari un problema per la pesca dal momento che si accumulano sulle reti, ma non è questo il caso. Basterà un po' di mare mosso e burrasca per vederle scomparire».
Intanto, i bagnanti guardano schifati da riva, altri superano a piedi le chiazze per tuffarsi nonostante l'acqua ancora un po' fredda. Ma è chiaro che non piace a nessuno vedere queste chiazze gialle a riva. «Non c'è motivo di preoccuparsi», ha detto il presidente dell'Aja, associazione jesolana albergatori, Pierfrancesco Contarini, «a metà settimana è previsto tempo instabile, forse pioggia e mare mosso che la dissolverà. In ogni caso è un fenomeno naturale e passeggero».
Prudente il presidente Confapi turismo Venezia, Roberto Dal Cin: «Un fenomeno da monitorare costantemente», dice, «pur senza facili allarmismi. Dobbiamo prepararci a eventuali contromisure, come reti e barriere e pannelli». Il sindaco Christofer De Zotti si è tuffato domenica di buon mattino. Uno dei suoi rari tuffi in mare nella stagione estiva, quando ha poco tempo tra il lavoro in hotel e in Comune. «Un bagno meraviglioso», ha commentato, «la mucillagine a riva era limitata, non certo preoccupante. È un fenomeno naturale che non deve farci paura nel modo più assoluto, e che il primo mare un po' mosso toglierà del tutto. Le analisi Arpav sulle nostre acque confermano dati eccellenti».
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