Val di Non da fiaba in primavera

Il bianco e rosa dei meleti adagiati sui terrazzamenti si sposa al profilo di castelli e chiese affacciati su corsi d’acqua. Nel Parco Predaia,  tra i laghetti di Corredo  e Tavon, lungo  i sentieri si incontrano  sculture lignee  nascoste tra gli alberi

Marina GrassoMarina Grasso
La Val di Non rifiorisce in primavera
La Val di Non rifiorisce in primavera

La Val di Non rifiorisce in primavera: castelli, borghi e percorsi si accendono tra il bianco e il rosa dei meleti, che creano una fugace e spettacolare cornice a un già sorprendente paesaggio. Tra Mezzolombardo e Campodenno, nella stretta della Rocchetta, l’ingresso non restituisce subito questa immagine: la valle si restringe, il fiume Noce si incassa tra pareti rocciose e l’acqua diventa dominante. Il biotopo della Rocchetta e il sentiero “Le acque ritrovate” attraversano questo tratto umido e ombroso, che poi si apre poco sopra Campodenno, con i primi meleti.

E Castel Belasi si alza su un rilievo, con una struttura medievale ancora leggibile nelle murature e negli spazi interni, oggi hub d'arte contemporanea sui temi ambientali; di origine medievale è anche la vicina chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, che si colloca con discrezione lungo percorsi secondari.

Tra Tassullo, Nanno e Sanzeno, la valle si riapre e il paesaggio torna a distendersi: i meleti occupano le terrazze e costruiscono un campo continuo che, in questo periodo, sembra una distesa di piccole nuvole bianche.

Castel Valer, documentato dal XIII secolo, resta ancora abitato e conserva ambienti arredati e cappelle, con la sua rara torre ottagonale che domina i frutteti. Poco distante, Castel Nanno si inserisce nel paesaggio dei meleti, affacciato sui filari e raccolto attorno al giardino murato: una struttura che conserva l’impianto difensivo ma si apre alla dimensione della residenza.

Sempre a Sanzeno, imboccando la forra che si incide nel versante, si raggiunge lo scenografico Santuario di San Romedio, costruito a partire dall’XI secolo su uno sperone di roccia e sviluppato in verticale in cinque chiese sovrapposte, collegate da una ripida successione di scale.

Più a ovest, sopra Vigo di Ton, si alza su un rilievo Castel Thun: il sistema difensivo, tra mura, torri e accessi progressivi, resta chiaramente leggibile, mentre all’interno stanze rivestite in legno, arredi magnificamente conservati e spazi che restituiscono una vita domestica stratificata intrecciano la funzione militare con quella di rappresentanza.

Da qui, scendendo lungo i versanti percorsi dai meleti, si arriva al lago di Santa Giustina, grande bacino artificiale che raccoglie le acque del Noce e ridisegna il fondovalle. Attorno a Cles e Romallo i filari arrivano quasi a lambire le sponde, alternandosi a tratti boschivi e a piccoli nuclei abitati che si affacciano sull’acqua.

Il tracciato del percorso “Al Meleto”, che parte da Romallo, attraversa campi e boschi mantenendo un rapporto costante con il lago. E lì sopra, su uno sperone che domina il bacino, Castel Cles, di origine medievale e trasformato nei secoli in residenza nobiliare: non è visitabile, ma la sua posizione lo rende uno dei punti più riconoscibili del paesaggio. Tra i meleti e gli abitati compaiono altri segni: la chiesa di San Vigilio nel rione di Pez, di origine medievale e più volte modificata nel tempo, e quella dei Santi Pietro e Paolo sopra Maiano, in posizione panoramica sulla valle, con forme semplici legate alla tradizione rurale.

Proseguendo in salita si incontra Castel Coredo, austero palazzo signorile nascosto alla vista da un bosco di conifere; non è visitabile e mantiene un carattere riservato e domestico. Un po’ più su, i laghetti di Coredo e Tavon introducono un ambiente più raccolto: i meleti arretrano, compaiono i primi boschi e le pinete prendono progressivamente il sopravvento.

Il Parco Predaia Arte Natura accompagna questo passaggio tra radure e sentieri, con le sue sculture lignee che emergono tra gli alberi. E poco più in là, a Cavareno, il Parco Arte Pineta prosegue in questa direzione: un anello breve nel bosco, tra installazioni in materiali naturali e trincee della Grande Guerra, sul margine dell’altopiano affacciato verso l’Alto Adige. 

A Mollaro due giorni difesta con Fiorinda

L’11 e 12 aprile, nel comune di Mollaro, nel cuore della Val di Non, la fioritura dei meleti diventa occasione di festa e conoscenza. Con Fiorinda, il paese si anima tra mercato florovivaistico ed enogastronomia,visite alle celle ipogee Melinda e ai luoghi di produzione della mela. Tra rievocazioni storiche e infiorate, mostre e passeggiate tra i meleti, si potranno visitare e ammirare anche i castelli sparsi in tutto il territorio.

I canyon e le gole strette di Santa Giustina

Attorno al lago di Santa Giustina,i canyon incidono i versanti della valle con gole strette e aperture improvvise sull’acqua. Si possono percorrere entrando nella forra da Sanzeno verso il Santuario di San Romedio, camminando lungo il sentiero attrezzato, oppure seguendo i tratti a lago tra Dermulo e le Plaze, dove il paesaggio si apre sulle incisioni del bacino. Tutte le informazioni utili per organizzare gite e visite su www.visittrentino.info.

 

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