A Ormelle sulle tracce dei templari

San Giovanni Battista a Ormelle, nella pianura trevigiana,  secoli di mutazioni tra affreschi e testimonianze antiche. I Cavalieri sono riconoscibili  nei tondi in pietra, la loro presenza si prolungò per circa quattrocento anni

Marina GrassoMarina Grasso
La chiesa di San Giovanni Battista a Ormelle in provincia di Treviso
La chiesa di San Giovanni Battista a Ormelle in provincia di Treviso

Il viale tra i campi che si stacca dalla via Postumia, segnato da cipressi, conduce fino a uno spazio aperto in cui la piccola chiesa si presenta con il campanile leggermente scostato e il portico che corre basso lungo il lato.

A Ormelle, nella pianura trevigiana tra Piave e Livenza, nella frazione che ancora si chiama Tempio per richiamarne la memoria, la chiesa di San Giovanni Battista si presenta raccolta, semplice e complessa insieme.

 

È una delle testimonianze più significative nel Veneto della presenza dei Cavalieri del Tempio, che nel XII secolo eressero una chiesa dedicata a Santa Maria già documentata nel 1178.

Nel 1184 compare con la formula Mansionis Templi, da cui deriva anche il termine locale masón: una mansio lungo le grandi vie di transito, luogo di sosta per i pellegrini diretti verso la Terra Santa e centro di un borgo recintato con case, stalle, mulini ed edifici di servizio.

La chiesa sopravvissuta alla conquiste napoleoniche

Un complesso che sopravvisse fino alle confische napoleoniche del 1797, e di cui sono stati individuati alcuni resti sotto l'attuale sagrato. Perché la presenza templare qui si legge ancora solo in alcune tracce: tra gli archetti pensili della muratura restano croci dipinte in rosso, sbiadite ma ancora leggibili, mentre sotto il portico la superficie affrescata conserva quella storia fin dal suo inizio.

Gli affreschi più antichi, databili tra XII e XIII secolo, conservano elementi decorativi e iscrizioni in rosso su fondo chiaro, mentre tra XIII e XIV secolo gran parte delle superfici fu ricoperta da un ciclo figurativo con episodi del Nuovo Testamento – dal Battesimo all’Ascensione – e con una Dormitio Virginis, coerente con la dedicazione originaria e l'iconografia templare.

Dopo la brusca e definitiva soppressione dell’ordine nel 1312, sulle stesse pareti apparvero il San Cristoforo sulla facciata, la Madonna con Bambino in trono e, più tardi, la Crocifissione con la Maddalena dipinta sul tamponamento dell’antica porta laterale, accesso all'adiacente cimitero. A determinare i mutamenti fu l’ordine che ereditò i beni dei Templari, i Cavalieri di San Giovanni, poi noti come Cavalieri di Malta, riconoscibili nei tondi in pietra con la croce a bracci eguali inseriti tra i pilastri del portico.

La loro presenza si prolungò per circa 4 secoli, durante i quali il luogo si trasformò progressivamente da spazio di accoglienza per pellegrini a struttura agricola organizzata attorno a un borgo recintato e la chiesa, nel 1777, fu intitolata a san Giovanni Battista.

Nei secoli, all’impianto romanico si aggiunsero ulteriori interventi: il portico, le modifiche settecentesche, a volte pesanti, la costruzione dell’attuale abside nel 1923, la demolizione di alcune cappelle laterali e l’ampliamento del transetto.

Il campanile, successivo all'epoca templare e anch'esso pesantemente rimaneggiato più volte, conserva l'arcaica forma di torre difensiva. All’interno, la navata unica, con murature spesse e finestre alte e strette, conserva una proporzione antica, semplice e severa.

L’impianto originario si concludeva con tre absidiole, di cui la centrale più ampia, secondo una tipologia diffusa nell’Italia settentrionale già dal VII secolo, che qui riaffiora con una nettezza quasi arcaica.

La decorazione pittorica rimasta è frammentaria, coerente con quanto accade all’esterno: non un insieme unitario, ma una stratificazione visibile, discontinua e tenace, fatta di interventi che si sovrappongono senza cancellarsi e che fanno parte di un paesaggio di campi e di acque, come quello scelto dai templari nel XII secolo. E l'acqua scorre proprio sul retro della chiesa con il Lia, corso di risorgiva che si supera con un piccolo ponte: oltre, il paesaggio torna subito agricolo, riecheggiando la logica dell’insediamento anche dopo la scomparsa del borgo che lo circondava. 

A tre chilometri dal paese

La chiesa di San Giovanni Battista, oggi parrocchiale, si trova in via Templari, 63, a circa tre chilometri dal centro di Ormelle, in provincia di Treviso, ben segnalata dalla viabilità locale. Ormelle è a circa venticinque minuti di auto dal capoluogo.

Il piazzale antistante è pedonale: parcheggio gratuito a lato del cimitero, a pochi passi dall’ingresso. Ulteriori informazioni connettendosi al seguente sito: www.parrocchiaditempio.it.

 

Videoguide gratuite con i QR code

Per condurre una visita autonoma sono disponibili delle videoguide gratuite: basta inquadrare con il proprio telefonino i QR code che si possono vedere presso la bacheca vicino al cimitero oppure sotto il portico.

Per i gruppi o le visite guidate è gradita la prenotazione tramite il modulo nella pagina intitolata “Visita la chiesa”. Per ulteriori informazioni, si può consultare il seguente sito internet: info@parrocchiaditempio.it

 

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