Mi fa male il mondo: il viaggio di Marcorè nell’universo creativo di Gaber e Luporini

Le tappe in Friuli Venezia Giulia dello spettacolo dedicato alla portata storica del pensiero gaberiano.

Tommaso Miele
L’attore marchigiano Neri Marcorè sul palco
L’attore marchigiano Neri Marcorè sul palco

“Mi fa bene comunque credere che la fiducia non sia mai scomparsa e che d’un tratto ci svegli un bel sogno, e rinasca il bisogno di una vita diversa”. Così cantava Giorgio Gaber nell’album “E pensare che c’era il pensiero”, datato 1994; la canzone era “Mi fa male il mondo”, e portava a uno dei massimi frutti la collaborazione tra il grande cantautore milanese e Sandro Luporini.

Sul palco del Teatro Rossetti di Trieste dal 9 al 12 aprile, con altri ampi approdi in Friuli Venezia Giulia (Teatro sociale di Gemona del Friuli il 7 aprile, Odeon di Latisana l’8 aprile, Teatro Mascherini di Azzano Decimo il 22 aprile e infine Teatro Verdi di Gorizia il 23 aprile), sarà Neri Marcorè a cesellare uno spettacolo dedicato all’immensa portata storica del pensiero gaberiano.

Diretto dal regista e drammaturgo Giorgio Gallione, coadiuvato dalla versatilità di Marcorè e dal maestro Paolo Silvestri per gli arrangiamenti e la direzione musicale, “Mi fa male il mondo” esplora l’universo creativo, narrativo, etico e letterario di due grandi autori del teatro e della canzone. Per anni Giorgio Gaber e Sandro Luporini hanno radiografato con acume, spietatezza, ironia e grande partecipazione emotiva le mutazioni della società e degli individui. Artista totale, Gaber ha così accompagnato, tra privato e politico, nel cammino zoppicante e incerto verso una società che tenta di combattere contro la dittatura dell’imbecillità, del conformismo e della perenne autoassoluzione.

Uno spettacolo che punta a ritornare alle radici dell’ispirazione di queste opere in musica, entrando metaforicamente, a distanza di anni, nello studio-laboratorio-pensatoio dove Gaber e Luporini agirono; Marcorè, nella fattispecie, porta a far riscoprire (riproponendola) la strada percorsa dalla geniale coppia e le radici della loro ispirazione, che spesso si nutriva del pensiero di numerosi intellettuali e scrittori (Pasolini, Calvino, Brecht, Beckett); un percorso tra intuizioni elaborate, necessarie per dare avvio a uno strutturato contenitore tra canzoni senza tempo e monologo d'attualità.

A dar voce a queste profonde riflessioni sarà Marcorè, già più volte applaudito dal pubblico per svariati precedenti lavori dedicati all’“uomo dalle due G maiuscole” (“Un certo signor G.” e “Incontro in musica tra Faber e Gaber” tra gli altri). L’attore marchigiano “approfitterà” dei testi e delle parole gaberiane per disquisire di politica, fenomeno che ha smesso da tempo di essere partecipativo facendosi gestore del consenso; di un isolamento individuale travestito da libertà e di quella strana forma di malessere che erompe nel momento in cui si fa fatica a riconoscersi nel mondo circostante.

Teatro, certo, ma anche canzone: con Marcorè che, da consumato intrattenitore, interpreterà con garbo e il consueto tono pacato alcune delle vette del Gaber-pensiero, ma sempre ruotando attorno al punto fisso dello spettacolo. Quello che porta ad “... ammettere che siamo tutti uomini normali con l’illusione di partecipare, senza mai capire quanto siamo soli”. Info, orari spettacoli e biglietti su ilrossetti.it, Ticketone e Vivaticket. —

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